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La totalità

Abbiamo sempre visto l’amore e mai l’abbiamo colto davvero .

Credo che ci sia un giorno , forse quando meno ce l’aspettiamo che l’amore si manifesta . Credo perché tutti abbiamo diritto a sentirci a casa anche se ogni luogo è lontano e ogni nostro ricordo vive nella nostra mente . Possiamo avere il desiderio di muoverci in ciò che era, vicino a i nostri affetti. Ma quando ami forte sei a casa solo con quella persona che , nonostante non sia il luogo e la nostra intima sensazione di famiglia originale . A volte accade questo succeda, nonostante abbiamo già avuto il coraggio di amare esiste un qualcosa che ci spinge oltre , non lo controlli in certi momenti e di certo come un mare il tempesta non lo domini . Eppure anche se ogni tanto la sua forza di butta a terra quasi ad annullare ogni cosa lo vivi . C’è una intensità in tutto questo così grande che ogni differenza nel tempo diventa un punto in un foglio bianco e che mai si espande a coprire quel colore candido che solo il bianco sa trasmettere. Certo ci vuole un cuore forte è un po’ folle per vivere qualcosa che prima ti stravolge e poi ti fa capire .

Vogliamo poter controllare ogni cosa e l’amore non è mai escluso , vorremo che fosse così ma in realtà poche e rare volte accade . Ebbene quando accade in noi si manifesta una delle esperienze più grandi e più intense . Perché in certi amori annulli un po’ di quelle paure che ti hanno reso un calcolo di una matematica che rilassa la mente . Non funziona così in verità , ci sono pochi calcoli davanti a quell’amore che ti lega in modo così cellulare a qualcuno . E dopo molte onde che offuscano ogni ragione anche in esso c’è un equilibrio , forse arriva dopo e in quel dopo quanti colpi devi resistere e quante volte non sai fermare l’impeto . Certo non c’è mai un mondo perfetto , ci siamo noi in frammenti sparsi che cerchiamo un pezzo alla volta di ricomporlo. Ci sono attimi che ogni nostra vita passata vuole emergere per fermare ciò che potrebbe essere , eppure andiamo avanti senza mai tornare indietro . A volte è strano questo insieme di vortici di vita in questo amore eppure impariamo a danzarci dentro , perché in un mondo che cerca sempre tutto immediatamente certi passi di ballo richiedono una certa pazienza interiore . Si usciamo da molti canoni e regole in questo nostro esistere proprio perché alla fine ci sono unicità che non vivono nella nostra mente ma in un cuore che ama a volte senza riserve .

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Il passo

Voglio essere e capisco di essere, tra quelle persone che restano “un passo indietro” rispetto alle situazioni, non per mancanza di coraggio anzi, restare un passo indietro è un osservare con consapevolezza più ampia il prossimo passo che faremo, in modo più netto e più radicato . Ammiro i sognatori, coloro che vogliono essere un passo avanti, ma quando vuoi raggiungere alcune mete devi poter vedere lucidamente ogni mossa. Non è paura o mancanza di sogni questa, no non lo è. Resta la profonda consapevolezza che per ogni obbiettivo che ci poniamo c’è un mezzo per raggiungerlo e nonostante tutto a volte non possiamo che volerlo raggiungerlo dentro noi. Allora essere un passo indietro per poi aver più forza di saltare gli ostacoli con la certezza che in questi salti sapremo dove atterrare è l’unico modo di riuscita laddove in altri modi ci perderemo per poi rinunciare.

Se io voglio arrivare, devo controllare il mio impeto di correre ed è così che posso affrontare la vita e ogni mio obbiettivo con la profonda consapevolezza che comunque vada ho fatto il possibile per raggiungere i miei sogni e i miei obiettivi .

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Liberati dalle regole e abbraccia la tua essenza creativa .

In noi c’è un quadro da dipingere, un opera d’arte che attende che i colori trasformino la tela anonima in un opera unica . Siamo noi quella tela che attende. Potrebbe attendere per sempre, oppure potrebbe iniziare a prendere forma. In noi ci sono colori e sfumature che attendono di imprimersi in un opera che mostra a noi stessi di quanta energia e colore siamo fatti. Dobbiamo liberare questa nostra esperienza creativa prima di poter dare forma ad un opera d’arte unica .

Le regole sono conformi alla vita, danno una libertà e al contempo una privazione . Trovare la formula magica che libera il nostro spazio creativo richiede destrutturare regole che non lo permettono. La trasformazione richiede l’osservare un meccanismo che ci porta a non avere la visione corretta del nostro colore interiore. Non porta a vedere in uno spazio infinito dove sia la tela da dipingere. Notiamo come tutte le aspettative altrui spostino in modo inequivocabile la prima grande necessità nostra: l’identità . Abbiamo inconsapevolmente viaggiato nelle frustrazioni altrui, come nuvole colme di acqua in attesa di lavare le ferite di altri . Come portatori di montagna ci siamo caricati di pesi non nostri a tal punto da incurvarci su noi stessi senza così poter osservare dove sfasino andando. Eppure dentro di noi c’era e c’è qualcosa che attende di essere liberato, per far forma a quel quadro colorato che sarebbe il punto massimo della nostra vita. Ma il tempo, questo inesorabile tempo è trascorso e noi dietro ad ogni nostra paura , mossa da regole , famiglie e modalità di esse, la società e la sua frenetica e distorta azione marketing, abbiamo dimenticato quale sia la nostra vera esperienza umana , il nostro ruolo cosmico che l’universo ci dona . Abbiamo accettato i pesi della vita non nostri e le responsabilità inutili a noi. Abbiamo semplicemente riprodotto la parte peggiore altrui nella speranza di colmare vuoti non nostri, tutto questo ci ha reso fragili e poveri interiormente . Abbiamo come pappagalli imparato parole enormi , filosofie sognanti e nella pratica abbiamo dato spazio al grigiore della vita, senza cercare il colore dell’universo che attraverso noi crea opere d’arte . Abbiamo perso quel senso di autostima, di ricerca dai nostri errori perché nel tempo siamo rimasti legati ad un cordone ombelicale per nutrirci . Avremmo visto la vita diversamente se nei confini della nostra libertà avessimo imparato a rispettarci, perché in quel amore privo di parole , il colore che avremmo usato per dipingere avrebbe dato vita ad emozioni nuove , ad un amore pulito .

Non sappiamo a volte nemmeno di avere una tavolozza di colori che attende noi. Crediamo che la nostra vita sia semplicemente quella che è. Ci limitiamo per elevare gli altri è così facendo ogni nostra energia si dissolve in uno spazio vuoto e privo di colore . Quando la vita stessa ci chiama dobbiamo rispondere ! Prendere il colore e dipingere il nostro quadro . Non dobbiamo temere di mostrarci per quel che siamo: solo le persone che dividono hanno una identità vera , ciò che alberga altrove è solo accomodarsi e spegnersi . Potremmo essere forti invece scegliamo la debolezza perché ? Ci hanno insegnato ad esserlo! Ci hanno reso tronchi per colmarci e per colmarsi , l’esterno che vive in noi senza alcuna distinzione tende a creare questo. Crea una dipendenza psicologia sottile e noi in questo abbiamo più paure che cuore , meno coraggio e meno stima di ciò che siamo .

Solo l’evoluzione interiore chiama a liberarsi da questo meccanismo sottile che imprigiona il nostro colore e potere. Abbiamo scelto il peso e non la responsabilità di rendere noi stessi artisti della nostra vita. Ma è inutile se non si osserva con occhi innocenti la vita sembra che ogni nostra azione sia già perfetta così . Ma il giorno che la vita ci chiama a sfide dure, solitarie è solo nostre faremo fatica a prenderle in modo giusto senza soccombere per primi.

Pensate quanto colore e energia c’è aldilà di ogni persona e della sua idea di se stesso, ed è li che ogni opera d’arte attende la creazione divina. Perché in ognuno di noi c’è un artista in attesa di mostrarsi in quell’opera prima e unica .

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16/7/18

Pensate che il tempo che avete è solo il limite della volontà che mettete per essere felici.

Ciò non toglie che ogni ambizione richiede fatica e sacrificio , anzi. Pensate che la più alta forma di libertà è seguire con dignità il vostro destino ed eccellere in esso . Ma in ogni limite si dovrebbe imparare ad abbatterlo per essere liberi di volare in quella felicità senza veli . Ma noi nasciamo già imprigionati ma con una grande opportunità : liberarci ed essere contro corrente , essere immuni alla parole che prima ci fanno sentire amati e poi ci incatenano nella paura della perdere . Il tempo è limitato ma potrebbe essere usato al meglio per vivere al meglio. Il limite è mentale come la paura stessa, invece c’è una forma d amore più grande in noi es in essa la libertà fatta per farci volare oltre ogni inutile parole e situazione fatta di miele avvelenato per la nostra anima oceanica .

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4/7

Resistono al tempo coloro che si parlano , si scontrano , che creano tempeste e poi si amano davanti all arcobaleno . Resistono coloro che si incendiano e mai sopiscono , perché dirsele tutte e poi baciarsi accendendo anche le pareti ferma il tempo e nel tempo ogni amore fatto così trova la speranza dell eterno .

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Imperfezione

Non c’è nulla di perfetto, perché ogni elemento va costruito, levigato con sacrificio , osservato unito all insieme di ogni singola situazione .

Ci vuole una visione d’insieme ampia per stare bene e poter pensare che tutto vada per il meglio . Non serve conservare ciò che è stato per avere un trampolino basso che non permette molto , in fondo per vedere in avanti bisogna essere lucidi , spendere poche parole e ben pensate, trattenere un po’ per noi quella riflessione che sagoma in modo giusto ciò che apparentemente è imperfetto. Usare poca colla per tenere uniti pezzi del passato al presente perché conserviamo solo pesi inutili e poco utili, la colla Lega giusto i ricordi , i pensieri , ma non Lega i fatti. Creare dall imperfetto una perfezione richiede tempo , perché ciò che si smussa è ciò che in noi serve . Siamo un po’ vittime della poca volontà a voler creare anche da una pietra grezza qualcosa che luccichi, perché alla fine a poco costo compriamo fondi di bottiglia al mercatino è un po’ brillano, un po’ ci fanno sognare è così un acquisto dietro L altro passano i giorni poi gli anni e continuano ad accontentarci cercando la perfezione senza volerla . Siamo fatti così a noi basta un po’ di colla è un pezzo di vetro per consolarci . Guardiamo di più agli altri che a noi e dove ci sentiamo in diritto di parlare perché supponiamo molto e poco conosciamo , costruiamo alibi per sostenere che la nostra vita sia solo sfortunata, segnata, legata . Chi ha un senso di se stesso libero non può sottostare a tutto questo , prende una pietra la leviga a costo di farsi venire le vesciche alle mani , cerca in questa imperfezione di creare , ne vede il risultato e se non è dei migliori ricomincia o cambia qualcosa , non si arrende! Non si mette all angolo dei rassegnati che basta poco e tutto è bello . No non ci sta , perché in una imperfezione se anche restasse tale ciò che conta è levigare se stessi, avere occhi pieni di verità , avere il potere libero di non fermarsi a costo di sudare di fatica . Invece no , accettiamo le cose pur di avere poco e in quel poco crediamo chissà che , in realtà dimostriamo di non aver fiducia nella vita e nelle nostre capacità , privi di obbiettivi interiori e legati a illusioni distorte , commossi alle volte per dimostrare di aver un cuore che però in una sua parte è freddo di paura . È quella paura a vincere perché la paura è più forte , e in quello che vorremmo se ci mettiamo la paura solo essa troviamo .

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Il tempo che perdiamo

La grande paura vive nel pensare che in ogni cosa, situazione , persone , non ci sia il tempo sufficiente per avere e viverle al meglio .

Un grave errore tutto questo , perché è così che tutto sfugge. Il pensare alla paura stessa ci fa perdere il tempo. L’essere così legati sempre alla monotona scaletta del passato è un dolore, non poter vedere che ogni nostra azione crea un tempo migliore è il vero errore .

Ma noi ci leghiamo alla paura , vittime di noi stessi , perché dobbiamo credere di non averlo questo tempo e corriamo , corriamo fino a che non abbiamo fiato per respirare la vita . Costruiamo una mappa di parole da seguire e dire per sentirci consolati , quando invece ogni paura si dissolve nel silenzio e ogni nostra azione agita la vita in quella danza astratta che a noi in verità piacerebbe. Ma la paura è in sè il voler tener vivo quel ricordo fatto di rimorsi e rimpianti con l’assurda idea di poter poi cambiare tutto. Invece non è così , sprofondiamo verso il fondo senza mai seguire le onde . Restiamo appesi a tutto questo perché il poterci muovere ci fa allontanare e crediamo che in questo non potremo vedere più nulla. Dobbiamo restare appagati dalla paura perché come in una abitudine ci si abitua al peggio nonostante il meglio per noi ci chiede altro . Poi sognano un po’ per sentirci meglio e alla fine nulla cambia . Basterebbe aver il coraggio di vedere se stessi come staremmo se tutto ciò che abbiamo pensato è solo frutto della nostra illusione dettata dalla paura di vivere e che inversamente ciò che vogliamo preservare sarebbe comunque rimasto con una qualità migliore . Invece crediamo di non aver tempo eppure stiamo sprecando tempo a insistere nella stessa direzione, nelle stesse abitudini , nelle stesse idee assurde e poi quando ci svegliamo un bel giorno capiamo cosa abbiamo sprecato in tutto questo ed è così che il ciclo del tempo e della paura ci accompagna , invece di spezzare le catene restiamo prigionieri per sempre così facendo .