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Ciò che deve essere sarà

Passiamo troppo tempo a cercare di recuperare tempo , invece il tempo corre e noi ci perdiamo sempre di più . Ogni giorni che passa un sorriso ci dice addio , una felicità si sbiadisce e ogni nostra buona intenzione finisce nel cassetto dei sogni .

Se tutto questo è ciò che uno vuole è giusto che lo viva , basta che ne abbia una consapevolezza piena . Poi c’è chi inizia a ribellarsi e sta così male da sentirsi morto dentro, vuoto , infelice . È una ribellione che parte dall’ombra della nostra anima e che lentamente scava per far in modo che un po’ di luce arrivi . C’è dolore , c’è ansia , c’è paura e insicurezza , ci sono i sintomi della vita che chiama , non c’è la rassegnazione dipinta in un quadro che nessuno capisce . Noi corriamo e ci perdiamo , siamo sempre troppo distaccati da qualcosa o qualcuno e nemmeno ce ne rendiamo conto. Ci attacchiamo a ciò che resta come se vivere di briciole sfamasse nell’abbondanza di quel banchetto che la vita ci vuol dare . Siamo legati e urliamo alla libertà , siamo ansiosi e vogliamo la calma , ci radichiamo al passato e siamo spenti , un gioco alla roulette russa molto silenzioso.

Ciò che deve essere sarà … o per lo meno si manifesterà poiché l’universo risponde ad ogni nostra sofferenza con segnali da decifrare e in un cuore che ama diventa tutto chiaro , molto chiaro . Siamo lancette di un orologio comandato dalla vita è come tale ogni nostro sforzo ottiene solo un risultato inverso . Sarebbe facile avere una didascalia di che fare o non fare o come cambiare . Ci vuole uno sforzo molto grande per non essere schiacciati da tutto e tutti . Un passo alla volta tutto si schiarisce in questa torbida realtà mossa per lo più dalle nostre paure . Non c’è nulla di semplice ma al contempo c’è comunque una opportunità di avere quella fetta di felicità che ci spetta . Dovremmo essere un po’ più sordi alle idee altrui e un po’ più marinari che sentono il vento come melodie infine . Non siamo solo esseri pensanti e logici , abbiamo un anima che si arroventa e diventa polvere e poi si gela per essere acqua , siamo sostanza nella sostanza in una infinita possibilità chimica e alchemica .

Ci sono momenti dove siamo distrutti , affranti senza motivi melodici in noi , ogni nostra musica è sparita , ogni nostro colore è vuoto . In quel momento un passo alla volta anche se le gambe sembrano di legno dobbiamo iniziare a far qualcosa che esca dagli schemi che abbiamo utilizzato . Poi c’è Dio o per chi vuole l’universo a darci segnali , nessuno è lasciato al destino che lo spegne , ma ci vuole cuore , tanto cuore e amore . Un amore che ci lega alla vita e che lenisce ogni nostra paura . Ci vuole coraggio a tentare di cambiare le cose e spesso i fallimenti ci frenano , ma noi dobbiamo insistere , iniziare a scremare questo senso di vita che somiglia al gelato con un retrogusto di sale .

Io sorrido quando qualcuno sembra avere metodi o medicine dei miracoli per essere felici, perché se così fosse il mondo sarebbe un paradiso e non un paradosso colossale . Tutti a far vedere plastici sorrisi , a esporre la propria vita come un trofeo, a insegnarci la vita su esperienze nemmeno mai vissute in un vortice malato di pretese e mancanze . Siamo manipolati e siamo complessi sempre troppo alla ricerca di ciò che sta sotto il nostro naso . Io credo che per ogni lacrima che versiamo ci spettino mille sorrisi . E credo che tutto abbia inizio dalla voglia di vedere la vita semplicemente per quello che è . Ogni nostra azione anche se difficile costruisce un gradito verso ciò che di meglio possiamo avere , ma ci vuole semplicità in tutto . Ogni azione in più che proviamo a fare avviene per il Divino ci porta indizi e noi iniziamo una fase di decifrazione . Non c’è il definire il tempo in questo , c’è il definire un obiettivo che ci renda più felici .

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Io mi immergo

In un oceano sconfinato io vorrei liberarmi . Liberi di fluttuare in questo immenso blu , libero di ogni mia paura, libero e non vittima di ogni mia ipocondria .

Io mi immergo in ogni mi onda , sinuoso come il mare appena increspato . Mi innamoro di un lontano ricordo, ora mi osservo ad un specchio impolverato , è il passato ed ormai è distanti da me e ogni mia vita.

Ti fermi un attimo e il tempo scorre , non realizzo se questo tempo sia lento o veloce , mi guardo e ogni mia ruga racconta qualcosa . Non sono triste , non sono perso , non sono nulla se non caparbio e presente . Immergersi con un respiro profondo , ci metto coraggio , ci metto ciò resta di questo puzzle di me che si trova in ogni mia dimensione .

Mi immergo in quella voglia di restare giovane , il mio corpo reagisce vivo ad ogni impulso , reagisce e diventa elastico . La mia mente fa i capricci tra paure e sensazioni , tra timori ed erotismi reconditi che in me mi rendono vivo , ora mi fermo e premo i piedi al suolo , ecco sono qua e sono lucido dinnanzi alla vita .

Io mi immergo tra poesie strozzate in un angolo buio , io mi immergo in una consapevolezza diversa , forse siamo prossimi al mezzo secolo ? Sorrido sono giovane e vivo, impaurito a tratti ma vivo più che mai . Serve a poco ripensare al passato , è remoto ciò che ero e ciò che sono . Ho preso il manto poche cose e ho iniziato il lungo viaggio , forse era il tempo di farlo , forse era tempo di cambiare qualcosa in questa mia vita .

Mi sento così diviso a tratti come se in ogni mio pensiero ci fosse una punteggiatura troppo profonda . Io mi immergo poiché scelgo di mettere davanti a me una verità che conosco . Non sono cambiato , non sono diverso , mi sono sopito inutilmente davanti a paure e false responsabilità. Questo accade spesso quando sentì un peso non tuo , eppure un giorno senza segni sul calendario ti svegli e sembra tutto uguale ma non sempre tutto è così , quindi ad un giorno qualunque aggiungi qualcosa , ecco una volontà nuova che arriva e senti che non è un pensiero superficiale , anzi è un atto di movimento vero , forse oscilli in tutto ciò che accade , ma nonostante tutto sei convinto e quindi ci credi che qualcosa possa cambiare .

Io mi immergo , lucido e vivo segui un flusso , oggi si può fare qualcosa nulla si è perso e tutto attende la tua presenza adesso .

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Prigionieri del tempo

C’è sempre luce in un tempo che sembra mai bastare , eppure il tempo non domina l’ardere della vita .

La vita in quel suo fluttuare tra onde e maree, presa da ogni lato come se il vento non trovasse dimora resta senza il tempo . Il tempo è solo una consapevolezza mancata , un segno di un orologio non cambia il muovere la nostra vita. Ci appendiamo al tempo come se esso scandisse qualcosa . Niente e nessuno scandisce in noi se non il suono ricolmo di gratitudine . L’essere grati salva e se nutri in te il senso più elevante come gratitudine e amore anche un secondo tocca l’infinito.

Pensa al marinaio in balia delle onde il tempesta , appeso a una luce lontana del faro osserva e mai distoglie lo sguardo da esso, non osserva il tempo , non conta i numeri , osserva e si fida di quella luce lontana . Trova conforto e coraggio , trova tra un onda in tempesta la volontà di arrivare . Prigionieri del tempo e dei nostri sogni infiniti ma mai vinti alla fine troviamo pace nei dettagli . Un dettaglio non chiede mai un tempo , un dettaglio è la frazione di un secondo , una goccia di rugiada in un invito verde ed in essa c’è luce e speranza .

Strane possono essere queste associazioni che oscillano tra mente e cuore , ma in esse il tempo, il mio tempo è infinto . C’è una resa dentro ognuno di noi e non è una sconfitta , anzi è il privilegio di potersi sedere e guardare oltre ogni nostra ansia quel che accade . C’è così tanta energia in ogni singola situazione e non c’è tempo a scandirla. Il tempo è solo il compagno povero do una ricchezza dimenticata e nulla cambia il senso di questo . Troppi giorni vivono di tempo e di poca qualità negli istanti . Un programma che annulla ogni nostra sensazione , che chi toglie ogni arcobaleno , che alla fine limita quell’eterno do ogni nostro respiro sfioriamo . Il tempo a però una sua bellezza nei ricordi perché in esse le fotografie del nostro percorso si allineano per dare una traccia di noi in un qualcosa di più grande . Noi e dico noi non siamo né soli e fini a noi stessi, siamo partecipi di un qualcosa che oltre a noi si compie . In questo che definisco universo il tempo è ben poca cosa , perché il nostro segno in particelle lascia l’eterno a tutti . E in quel “tutti” c’è la risposta più ambita , la ricerca più importante , c’è il senso vero di questa nostra esistenza . A noi piace troppo pensare in modo unico e al singolare è li che il tempo ti rende schiavo . Il tempo è come un mezzo altrui del quale noi non siamo mai conducenti ma semplici passeggeri. Scandisce molto dentro noi ma mai tocca la profondità vera . Pensate che le gioie maggiori durano attimi , i dolori più grandi anche anni , allora dar valore al tempo trova un giusto senso nella qualità e mai nella quantità così ambita .

C’è da riflettere su cosa sia per noi io tempo, ma solo dopo aver compreso la differenza tra qualità e quantità , perché dove noi pensiamo di perdere tempo apprendiamo a volte è dove pensiamo di godere il tempo perdiamo qualcosa , è controverso questo vivere eppure c’è qualcosa che va oltre ad ogni nostra credenza del tempo e che in piccoli istanti lo ferma , lo annulla e ci rende così eterni da poterlo ricordare anche all’ultimo respiro che faremo .

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Il racconto

Un giorno ci sveglieremo , ci stropicceremo gli occhi per uscire da un torpore che dura molto di più di una notte. Avremo un risveglio diverso molto più intenso e vero. Apriremo la finestra del tempo e vedremo quante albe e tramonti abbiamo davvero visto nel modo giusto, dei colori che ci sono sfuggiti e dei dettagli spenti nei nostri pensieri troppo veloci .

Il racconto che dura da una vita e che mai trova un giusto finale , questo incompiuto senso che si fortifica dentro le nostre paure . Tutto prende forma in questo tempo e come una fortezza si ferma il mondo sentire quelle mura . Ogni nostro pensiero si riempie del nostro io , eppure fuori tutto scorre . Fermiamo in questo racconto la nostra adolescenza come un torpore che deve a tutti i costi deve vivere per sempre.

Ogni giorno prende una dimensione che si confonde tra la stasi della nostra ricerca di immaturità e un tempo che inesorabile ci chiama . Aggrappati è mai motivati a crescere di fiumi di parole ci copriamo è una pagina dopo l’altra il racconto viene scritto . Ogni tanto a farci vivere arriva la paura che come una scossa prova a riportarci a chi siamo . Forse in quel voler non prendere possesso di noi , delle nostre responsabilità , di quel sottile mettere il nostro ego in tutto qualcosa perdiamo davvero . Di sogni infranti siamo un ricordo, di atti fatti a metà testimoni e nonostante tutto restiamo appesi all altalena in quel giardinetto nel parco . Restiamo in una convinzione di giovinezza solo perché non vediamo che oltre al nostro racconto c’è una felicità ben più grande . Ogni nostro passo deve essere approvato e ogni nostra impulsività giustificata , così come in un gioco del girotondo solo la testa potrà girare e non il vento a nostro favore . Quanta ironia c’è nella vita a volte e quanta delusione in altre . Nonostante tutto il vivere vero nuoce solo a chi della vita ha paura . Ma poi tutta questa paura dove ci porterà … chissà .

Quante assurde visioni in un racconto dovremo scrivere per dare un senso rotondo alla vita , quante versioni di fantasia scriveremo per dirci io sono con un modo più grande . E quando troveremo un vero finale a tutto questo sarà perché come un bellissimo seme non saremo un fiore a primavera ma un pino senza tempo , bellissimo e imponente in ogni stagione della vita .

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Il sintomo

In tutto questo manifestare di quale sintomo vogliamo parlare ? Ansia o dolore , paura e stupore .

Sopra di noi c’è quel velo che offusca un po’ questo bel sole , sintomo che qualcosa stride ancora . Il sintomo peggiore è l’indifferenza a volte . Tutti a cercare qualcosa di così personale e dire che di personale non c’è nulla . Di personale c’è la nostra vita che un po’ si somiglia , tutti avremmo da raccontare ma poi ricadremmo nella “malattia” del momento , ci aggrapperemmo alle nostre ansie come alibi universale , condivideremo un dolore ma poi sarebbe troppo intimo. Forse la cosa più pulita resta la paura , perché se ci pensate la paura è semplice . È così semplice averla , raccontarla , ingrandirla a tal punto da creare il sintomo più profondo e intimo di questo presente . Ebbene abbiamo forse bisogno di questa assurda malattia per stupirci ? Forse ogni volta che si tocca il fondo la volontà di risalire diventa più forte . Ma ancora più forte è il sintomo , la rabbia che si collega al coraggio e poi diventa vittoria , questa sarebbe la catena giusta . Un po’ per ironia dico: sintomo , anche perché la stessa parola è scatenante, espansa scende in profondità e a volte non la controlli , si insinua nella mente e la fa viaggiare ovunque e non sempre si ferma sulla razionalità . Il gioco di parole è sottile , ma dietro le righe c’è una verità che tutti stiamo vivendo .

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Le cime

Osservi una vetta, c’è nebbia e l’orizzonte non lo sai immaginare

Scalpiti, la frenesia rallenta il tuo passo , la Cima è distante la passione arde

Prendi fiato e prosegui , sono così infinti questi sforzi , insensati e figli di un paradosso

Cerchi le cime e poi hai già le vertigini , si la libertà crea questo, si la libertà fa paura

Sconfini dentro la tua paura e procedi, il fiato è corto e tu ti illudi , il fiato è corto e tu ti preoccupi

Ti ossessioni nel senso di te che pervade , nonostante tutto sei arrivato alla cima , ora vedi, osservi , scruti l’orizzonte .

Sei libero , è un attimo che vive in te , ma non è il senso che in te matura , non c’è scalata alla libertà se della libertà non ne conosci innocente la pace, non ha affanni, ne corse , ne salite , ora la discesa mostra L illusione .

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La libertà.

La libertà non puoi nemmeno volendo escluderla da te stesso, non puoi eliminarla . La libertà è l’unica cosa che finisce al finire della vita stessa .

Il paradosso che tutti vogliono la libertà ma sono estremante capaci ad assottigliarla in modo inconsapevole , il vero paradosso è nel senso della parola , nella sua magnificenza , eppure sappiamo sopirla con semplicità . Osservando con una lente di ingrandimento il concetto della libertà possiamo capire dove in verità non la controlliamo mai . Tutto gravita dalle responsabilità che non prendiamo , non concepiamo , tutto si crea da quella linea invisibile che circonda la libertà stessa . Più capiamo il senso della responsabilità più la libertà si espande . Quando la libertà sfonda quella linea sottile diventa loro , lentamente goccia dopo goccia crea un fiume che diventa una privazione altrui, pertanto non è una libertà vera . La libertà preserva il diritto di libertà altrui , crea giusti confini che limitano la privazione , è molto equa la libertà vera. Conosce il senso del diritto e del dovere , non si inchina alla paura ne tantomeno è così impavida a tutti i costi .

La libertà è la massima espressione dell’universo , in esso tutto funziona in modo perfetto , ogni singola stella è collocata nel posto giusto al momento giusto .

La libertà così tanto urlata da questi tempi non ha escluso la responsabilità , bisogna però comprendere che sia la responsabilità e perché risulta così semplice entrare nella privazione della libertà . La responsabilità è un senso altrettanto alto nella nostra vita , anch’esso viene urlato ma forse non è così davvero compreso . Se fosse compreso a livello inferiore tutti noi saremo su una frequenza unica e non saremo circondati da leggi , divieti, ecc ecc . Il senso si perde perché noi vogliamo essere leggeri e questa ricerca porta a declinare responsabilità ad altri, un giorno alla volta , una persona alla volta si arriva alle masse . Su ogni responsabilità mancata la paura fa da conduttore poiché la paura è più forte dentro noi come sensazione iniziale dell’amore . Questo passaggio è complesso , molto complesso . Se immaginiamo questo : l’amore ormai è troppo individuale , la paura è collettiva quindi è matematico che la forza diventi maggiore . La prima responsabilità che si perde è amore in modo più ampio e più semplice , perdendo il senso della responsabilità un po’ alla volta non riconosciamo la libertà nella sua forma, ma la manifestiamo quando il limite di sopportazione passa la soglia . Spesso non la sappiamo nemmeno più dosare questa libertà essendo troppo pieni di paura . Non voglio dire che la paura sia l’errore poiché non lo è, resta il giusto allarme rispetto al rischio . La responsabilità dovrebbe essere spiegata in un modo più intimo della vita e non trasformata in una zavorra corrotta e inutile . Dentro ad ogni responsabilità c’è un privilegio e in esso la nostra libertà è l’espressine massima che si manifesta . Noi invece abbiamo imparato che prendiamo solo quello che più ci compensa e non quello che ci eleva , è distorto il messaggio a monte . Siamo partecipi di parole che creano in noi ciò che non vogliamo mai fare e questo crea persone che eleggiamo a nostri porta voce , in queste persone c’è quel carisma , quel coraggio , ma c’è anche il potere di confonderci . In ogni persona dobbiamo ricordarcelo c’è un idea oltre la nostra che spesso non ci appartiene e se gli diamo il potere di decidere per noi perché abbiamo voluto non prendere il senso di responsabilità in modo integrale e interiore . Abbiamo concepito solo logiche e nelle logiche c’è un limite . Quindi se noi noi decliniamo senza capire la responsabilità l’idea altrui prima o poi ci limita , è nella stessa natura umana questa modalità di prevaricazione , è nel non capire l’amore o vederlo solo a livello individuale .

La libertà è un atto d’amore espanso , privo di odio e consapevole della paura ,che ci insegna un giorno dopo l’altro che la responsabilità è l’albero che darà i suoi frutti futuri .

Noi non siamo perfetti ne immuni ma abbiamo un potere : il cambiamento . Mutare in modo consapevole ci rende liberi . Vivere la libertà è un atto collettivo , autonomo come percorso ma aperto agli altri , privo di pretesti e bugie . Osserva in senso altrui con la stessa venerazione che osserviamo la nostra . Suddivide responsabilità identiche dopo che in noi le comprendiamo nel modo giusto, il peso si suddivide la libertà stessa si espande . La paura diventa più piccola e noi ne saremo più forti e felici. Niente e nessuno predomina su di noi se noi non facciamo lo stesso , il cerchio si amplia ma non scoppia, non c’è sottomissione ma un dialogo . La libertà si amplifica all’infinito .

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La caccia alle streghe

Dove finisce tutto il bene che abbiamo pensato e cercato ? Uniti ma non troppo frustrati e partecipi di una inquisizione che ormai pesa . La caccia alla streghe perde voce adesso, quando ogni nostra libertà sembra sempre più lontana . Abbiamo urlato contro chi non rispetta le regole , abbiamo inquisito per bramare nel nostro intimo quella libertà di alcuni . Abbiamo messo alla gogna e poi al rogo le “streghe della libertà ” , c’è stato un momento che tutti abbiamo giocato per cercare il colpevole di una libertà assai troppo manifesta. Noi reclusi , noi eliminati dal tempo dentro un tempo che non passa mai , siamo stati privati della nostra libertà . Nonostante la privazione abbiamo resistito , lottato e forse sperato . Cantato dai balconi , segnato con un dito chi della sua libertà ne ha fatto una sovversione totale . Ora le somme , ora il conto della resa totale , nessuno è libero e le streghe non esistono più .

Come scrisse Kahlil Gibram nel : Il profeta

“Quando l’amore vi chiama seguitelo . Sebbene le sue vie siano difficili ed erte.

E quando vi avvolge con le sue ali cedetegli . Anche se lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.

Quando vi parla , credetegli , sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni così come il vento da nord arreca scompiglio al giardino . Poiché mentre l’amore vi incorona così vi taglia per potarvi.

Mentre ascende alle vostre altezze e carezza i vostri più teneri rami palpitanti al sole . Così penetra fino alle vostre radici scuotendole nel loro abbraccio alla terra.

Come pannocchie di granturco vi raccoglie in se. Vi batte fino a farvi spogli .

Vi staccia per liberare i cartocci , vi macina fino al candore .

Vi impasta sinché siate cedevoli , e poi vi consegna al suo sacro fuoco così che possiate diventare pane sacro .per la sacra mensa di Dio .

Tutto questo provocherà l’amore in voi , affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore ……

In questo estratto di Gibram il senso diventa più rotondo , le streghe scompaiono poiché se conosci l’amore conosci il senso della libertà , un Liberta impavida , violenta e ribelle . La libertà è l’ala mancante e indivisibile dell’amore stesso .

Ora dopo aver riversato odio , che resta l’oro dei poveri di spirito , siamo tutti su uno stesso piano . Una tavola spoglia dove il pane scarseggia , la luce è fioca , il senso si perde nel fiume delle parole aride . Ora su questa tavola spoglia noi commensali siamo identici , ogni nostra idea svanisce in quel vento di desolazione e incertezza . Non ci sono streghe , maghi , magie . C’è solo un senso di libertà che attende di vivere e irrorare un cuore forse inaridito per rabbia .

Adesso e solo ora più che mai la nostra voce diventa più sottile , eppure restiamo appesi alla speranza . Non cacciamo demoni o streghe , uniamo semplicemente la nostra visione per essere liberi . Solo questo resta, la forza che nel cuore di ognuno di noi crea il senso della vita stessa . Poiché l’essere umano senza libertà è una sagoma contro luce, un’ombra .

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Il silenzio degli innocenti , la nostra memoria storica

Quello che siamo oggi è il prodotto di quello che abbiamo imparato , di quello che ci è stato tramandato . Una memoria che passa attraverso i nostri anziani a noi e che si tramanda nel tempo . L’Italia uno dei paesi più “vecchi” d’Europa è sotto una strage ormai non troppo silenziosa. Resta però la voce che non abbiamo forse scordato per il nostro vivere . Gli anziani sono il patrimonio della nostra conoscenza , i detti, i dialetti , le usanze , questo tramandare antico che vive da millenni . Oggi una guerra silenziosa fa strage , una strage che toglie parola a chi avrebbe avuto bisogno di una parola in più . A poco serve avere memoria adesso quando ormai siamo dentro a questo ciclone . Eppure gli anziani e il loro silenzio dimostrano la forza di chi ha sempre voluto insegnarci qualcosa . La loro solitudine non inizia dentro un ospedale , inizia quando non hanno più qualcuno che ascolta , la loro voce reclusa da chi non ha saputo ascoltare logica che si sono dimostrate sbagliate . La nostra memoria storica cala , una perdita , un vuoto , una mancanza di aver potuto dare la dignità dovuta a chi nel suo lento vivere ha creato ciò che noi siamo .

Avete mai visto il volto di un anziano ? I solchi del tempo sul suo viso sono parole impresse nel suo volto, sono storie scavate nel tempo , indelebili e senza paura si mostrano tracciando quelle espressioni pulite . I segni del tempo sono a vista e noi dobbiamo ricordare che in quei segni che arriveranno per tutti c’è una ricchezza senza fine . Il virus ha colpito tutti, ma loro sono le vittime più fragili , quelle che hanno confidato in qualcuno o qualcosa perché nel loro tempo ormai che si fa sentire c’è innocenza . C’è quella fiducia viva che si erge in chi la sua parte l’ha già fatta . Nonostante l’aver creato chi siamo, aver lavorato molto più di noi, aver tramandato chi siamo noi, non hanno ricevuto il premio della vita, chi ha fallito ? È triste vivere di evidenze che prendono forma solo quando accadono i fatti, in un paese moderno non può e non deve accadere . Non è un generalizzare uno stato di fatto , ma un evidenziare che si può fare meglio . Gli anziano hanno creato con meno mezzi ciò che siamo , sono stati e sono l’esempio , la base e chi non vede la base non troverà mai l’altezza .

Qualcuno in questi giorni , per condire un dolore dichiara che ai giovani verrà chiesto di avere una applicazione nel telefono per monitorare e gestire il virus e per gli anziani propone il bracciale. Immaginate la sensazione, provate solo per un istante a pensare il senso di vincolo . Immaginate che per tutelare si arrivi a supporre di mettere un bracciale , questo ha un senso che non da a tutti la stessa idea . Forse ventilare un modello telecomando da tenere in tasca dona una dignità maggiore. Troppa leggerezza nel manifestare idee in chi non può sempre dissentire e la memoria dove finisce ? La storia di marchi a vista e etichette ne ha mostrate diverse , e in questa ” marchiatura” c’è stata solo sofferenza , il dimenticarlo resta strano . I libri sono pieni di queste storie e tutti le consociamo . In chi ci dona e donerà memoria storica di deve creare il senso di tutela non di controllo . Forse ciò che è stato ventilato è solo una banale illazione ? Speriamo , ma anche le parole ad oggi hanno un peso .

Si dice che le parole se le porta via il tempo , ed al contempo chi non ricorda il passato non può avere un futuro .

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Poteva finire così , forse no

Iniziano i confini e laddove inizia la tua libertà inizia la mia… parole di un carnefice silenzioso .

Dentro queste mura chi potrà vedermi, chi potrà intervenire . Dentro la mia mente maturo rabbia e rancore , odio e violenza . Dentro la mia mente il mio mondo di violenza è libero , si io sono la normalità dentro queste mura. L’odio non vive di perché è razionale a prescindere e tu lo sai . Uomini che odiano le donne , la loro libertà e la loro bellezza, l’invidia muove in te quel senso di inferiorità che in te bisbiglia vocine atroci . Fai finta di nulla nella tue tue giornate , impeccabile e ordinato , distino è stimato . La banale facciata di chi dentro odia . Cammini e sei libero , entri in casa e sfoghi la tua rabbia , calano le maschere e alzi le mani ad ogni pretesto . Lei urla e poi perdona , il giorno dopo molte ore placano le stesse scene . Lei si racconta ancora sposta da quell’amore tossico le stesse frasi di perdono. La paura della solitudine , di non essere creduta , di essere lei sbagliata .

Il tempo passa e i confini di stringono dentro le mura di casa, l’incubo inizia. Non c’è più libertà esterna, facciate da rendere pulite al mattino. Le strade diventano stanze , i tempi di distacco minuti. Ogni parola accende la miccia, e tu dentro di te ti senti crescere l’odio . Lei si limita , ha paura , non dimentica . In quella casa adesso i muri mostrano i segni indelebili di chi sei. Ti sei nascosto tra scuse e libertà . Ora la tua libertà si limita e tu impazzisci . Credi di poter frenare ciò che non sai comprendere davvero. Un giorno dopo l’altro di manifesti in una tutta la tua violenza creata da te dentro di te . Credi che sarai libero di fuggire da ciò che fai, hai un racconto con mille strade della libertà . Hai pensato che lei debole e impaurita sappia solo tacere invece no esiste anche il tempo del giudizio .

Tu non sei sola , non sei piccola e ne sbagliata . Non sei quello che lui ti ha fatto credere . Puoi volare oltre la gabbia , puoi vedere che in quel amore non c’è amore , c’è odio il suo opposto peggiore , c’è invidia e debolezza . Quelle mani che si agitano e quelle urla di rabbia ne sono una prova . A volte si urla , ma mai si mena. E tu da troppo taci, e lui da troppo convive in quel rapporto a tre . Lui non è uno , lui è solo il prodotti delle due persone che convivono dentro di lui, lui è zucchero e veleno, il lo zucchero non può curare il veleno e lui è solo la parte peggiore che reprime e poi manifesta. Non è un caso nel tempo , ma è credere che troppi casi siano spalmati in un tempo che forse non ti lascerà scampo . Allora fuggi, allora senza temere agisci . Non sei sola , noi siamo un tutt’uno in questa giusta libertà e amore , l’amore stesso cresce nel perdono, si sbaglia anche in modo grande . Ma quando si commette un grande errore solo le grandi persone sanno dimostrare senza giustificazioni e perseveranze errate di meritare il perdono . Il ripetersi degli errori non è divisibile dentro le cose buone , è petrolio dentro il mare resta …

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Una strana verità o una ipotesi per passoscuro ?

Oggi venerdì 17 aprile sorge spontanea una riflessione di paese . Una riflessione che mette in evidenza i problemi di quelle piccole comunità dove nel loro cosmo l’economia è ferma .

Quello che diventa un po’ strano nel passare dei giorni è quel ripetersi di frasi ormai statiche : restare a casa ecc ecc. io credo che se si prende in considerazione alcune zone tutto si poteva gestire in una modalità diversa . Questa modalità era semplice a mio avviso è richiedeva la chiusura totale di ogni paese sull’asse del litorale romano ( questo poteva essere applicato ovunque in Lazio visto il numero basso di contagi , stando a ciò che viene quotidianamente riportato) . Se consideriamo che ogni paese con le sue attività commerciali genera un movimento economico . Se analizziamo che dopo 40 giorni stiamo in una situazione statica che crea un danni economici e che rende complesso anche pensare a come si potrà ripartire , diventa normale interrogarsi. Se chiudere i confini di ogni paese modello zona rossa avrebbe permesso di accelerare i tempi di ripartenza anche solo a livello interno . Se consideriamo che una azione di questo genere avrebbe bloccato solo un certo numero di persone a non poter uscire ( lasciando comunque in entrata le merci ) e concesso solo a pochissimi la possibilità di farlo ( visite mediche ecc) , si potrebbe ipotizzare che il rischio ad oggi di contagio sarebbe molto scarso . Anche perché se non c’è movimento difficile pensare che accada una contaminazione in altra modalità . Se osserviamo perché ancora ad oggi invece anche in comunità ci sono dei casi e che questo oltre alla paura presente della malattia crea una paura futura economica c’è da riflettere . A poco servono adesso pensieri sparsi o ipotesi varie , perché nelle piccole comunità c’è un tessuto imprenditoriale in forte sofferenza , che nonostante la volontà di resistere si interroga sul suo futuro . Se consideriamo che un metodo quasi feudale avrebbe fornito unitamente al tracciato con i tamponi un quadro chiaro oggi ci dobbiamo chiedere perché non si possa applicare . Di certo nei piccoli paesi poco colpiti avremmo lo zero da tempo , i piccoli commercianti avrebbero già iniziato a lavorare senza contare ovviante sui clienti esterni al paese , ma per lo meno potendo contare su qualche entrata .

È giusto considerare che un concetto come questo era riferibile solo a determinate zone, c’è da considerare che alcune zone non hanno che il commercio e il turismo ( uffici di gestione ecc ) , considerato la salvaguardia della salute collettiva ora il pensiero si sposta su quello che diventa la salvaguardia economica . In questo ragionamento ovviamente emerge un pensiero quasi circoscritto alle piccole comunità della costa laziale , questo non toglie il rispetto per tutto il paese da nord a sud. Resta solo una evidenza quasi incentrata alla speranza di uscire da una situazione che preoccupa e che non trova una vera rassicurazione futura . Le piccole attività non sono le grandi aziende che hanno una modalità diversa , il fermo lavoro implica il rischio di chiudere per sempre , avere un finanziamento potrebbe non essere sufficiente e i tempi si dilatano .

Credo che piccole regole come obblighi per gli ausili di sicurezza, prevenzione mirata , circoscrizione dei paesi , possa salvare qualcosa . Forse questa è la mia speranza , forse noi piccoli paesi non saremo mai sulle prime pagine di giornale . Ma all’interno di questi paesi ci sono persone che vogliono sicurezza e lavoro , che hanno il diritto di poter pensare al futuro . Siamo alle porte di maggio eppure tutto resta invariato , legati a leggere molti articoli dove si confonde la verità dalle false notizie , anche questo crea qualcosa di pericoloso nelle persone che non sanno mai quello che in realtà sia una linea guida. Nelle piccole comunità , in quel cosmo fatto di sorrisi e persone , di mare e piccoli negozi c’è bisogno di positività . Il riportare a visioni ampie ci fa sentire partecipi a volte ma anche isolati . Potrà sembrare assurdo ma nei piccoli paesi c’è bisogno di logiche e metodiche dedicate che aiutino a ripartire e che aiutino a creare in un futuro prossimo una collettività più forte, perché la semplice consapevolezza che tutti insieme possiamo creare qualcosa e migliorare insieme per il bene di tutti .

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I sovrani di carta

Questa vita si trasforma come in un mazzo di carte , uno strano solitario , un gioco pericoloso.

I sovrani di carta che attraverso fogli scritti a volte e carte con simboli maggiori sembrano vivere al di sopra di tutto, come se fosse un gioco dove se qualcosa non torna si possono riscrivere fogli o mischiare carte nel mazzo . La sensazione è viva , c’è confusione e distinzione sulla carta , ma poi nella realtà è molto diverso . Dall’apice e con poltrone di pelle tutto si decide , non sarebbe un male poiché quando la barca affonda ci vuole un capitano a salvarti . Una persona che nonostante la tempesta e le onde alte tenga il timone senza paura . Un capitano impavido sotto la pioggia e il vento , che possa osservare anche una esile stella per portarti fuori da questo ciclone . I libri di narrativa sono pieni di racconti dove un capitano salva la sua ciurma , non si limita a scrivere , agisce con coraggio . In questa storia attuale , in questa surreale narrativa dove il nemico è invisibile qualcuno ha pensato che ad aiutarci arrivassero i super eroi . Invece sono stati e lo sono uomini semplici dediti con passione al loro lavoro . Il collettivo più basso al potere esegue senza temere , in alto si scrive e con un tempo senza tempo . Si scrive per poter poi cambiare foglio , si scrive per poi creare qualcosa che mostra una lotta interna e quando siamo chiamati al diritto di libertà e vita questo serve a poco . In questo troneggiare di parole sottile some il vento qualcosa fa gelare , la vita è un esempio continuo come ben poche interpretazioni . I sovrani di carta , i sudditi a volte analfabeti , la strana storia di un libro per pochi . Magie di maghi con un pubblico abbagliato e tutto un po’ si vanifica . La sensazione secondaria ricorda come da bambini si legava e poi ci si attaccava a piccole giustificazioni per poi esasperarle . C’è una sottile differenza questo non è gioco , non è libro è la vita vera . Tra le pagine di questa storia di vita ci vorrebbe Unione , i grandi capitani sapeva tenere uniti la loro ciurma, vero che nessuno è perfetto ma anche se con degli errori emanavano quel qualcosa che sapeva di forza e sicurezza . In questa storia non funziona così , discorsi trascritti e poi rinnegati, comparti che vogliono staccarsi e rendersi più o meno liberi come comparti stagni che a volte riempi o svuoti per stabilizzare la nave , ma se in questi comparti uno decide la barca regge se decidono a piacimento la barca affonda .

In una primavera come questa sembra un viaggio verso i mari del nord , onde e iceberg sono imminenti . In questa cabina di pilotaggio le comunicazioni sono conflittuali e la rotta si allarga senza vedere la destinazione . I sovrani di carta inviano lettere e dire che basterebbe parlarsi , mediare. Un messaggio unico spogliandosi un po’ di quelle sembianze di re , regine, ecc ecc. il messaggio sarebbe il conforto al dolore , alla paura . Forse in tempi non sospetti una riflessione diventerà d’obbligo , ma ad oggi ci vuole altro . Unione e decisione , fogli condivisi , regole condivise . Il peso di tutto questo è enorme , ma un peso sostenuto da molti e condiviso diventa più leggero .

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Dove inizia il distacco arriva lo spirito

Tutti i giorni ci chiediamo quando questa quarantena finirà . Cerchiamo di immaginare quando la nostra libertà tornerà come se non volessimo accettare che nulla sarà più come prima . Dentro di noi pensiamo a come interagiremo con le nostre abitudini ormai consolidate , eppure molte di essere verranno stravolte . Saremo tutti mascherati e distaccati, avremo spazio e tempi che si allungano , troveremo un mondo che ci mette in fila e un mondo sempre più digitale .

Il distacco diventa evidente dentro queste prospettive che ci proteggono , ognuno di noi potrà anche viverla in modalità diverse . Ma nonostante questo non c’è ritorno per ora a ciò che eravamo e a ciò che facevamo . Vengono posti sei confini e come tale il distacco è obbligo . In questo dove potremmo ipotizzare anche della sofferenza , della indifferenza e tutto quello che ne deriva . Avremo una visione molto parziale delle persone se pensiamo che siamo tutti mascherati , nonostante questo avremo forse un ritorno a quella purezza interiore .

Ci siamo detti che si deve stare bene con se stessi, quante volte abbiamo esortato frasi che inneggiano alla nostra identità unica e irripetibile , quante volte abbiamo urlato che noi presi singolarmente siamo e bastiamo a noi stessi. L’abbiamo detto, ridetto e ciò nonostante ben poche volte l’abbiamo applicato. Ci siamo crogiolati in questa vita perché in una abbondanza tutto si può dire e molto si può sprecare . Ci siamo rallentati in questa ricerca presi da questo diritto di possedere e lontani dal verbo “essere”. Adesso invece tutto fa un passo indietro e ogni cosa si ricolloca. Tutto riparte da noi e dentro noi , un contatto con la nostra solitudine potrà mostrarci ciò che abbiamo nascosto . Diminuiranno le parole per dar spazio alle riflessioni , saremo più attenti e meno distratti . Ogni nostro gesto sarà più consapevole , ogni nostro respiro lo sentiremo vivo . Questo è il primo passo per il viaggio dello spirito . Lasceremo il passato e saremo più pronti al presente , non avremo spazi per calcolare un futuro e se lo faremo avremo eluso quel senso dispersivo che vive nelle nostre pretese. Faremo nonostante ci piaccia o no un viaggio nello spirito per essere più essenziali .

A volte quello che accade lascia forti scie di dolore e non possiamo pensarla in modo diverso. Possiamo comunque vedere il lato positivo di questo. Essere nel viaggio interiore ci rende persone migliori e uno stato di coscienza unito in questo viaggio rende il mondo più vivibile. La natura stessa in questi tempi si è riappropriata dei suoi spazi , dimostrazione di come il nostro predominio sia crollato davanti a qualcosa che non possiamo controllare a nostro piacimento . La nostra forza è stata resa fragile ma in questa fragilità ci siamo sentiti un po’ più umani e non distanti da tutto quello che ci circonda . Quello che stiamo imparando è che non siamo distaccati da tutto ciò che ci circonda e non siamo all apice di nulla . Siamo come tutta la natura ospiti . Nella stessa parola ospiti esiste il senso di gratitudine e non di sfruttamento , esiste quel senso di un equilibrio dimenticato . Dentro di noi in un qualche spazio non si è mai preso il senso di profondità spirituale che ci mette in sintonia con tutto . Adesso non ci sono più alibi e esitazioni è solo questa la strada . Tutto quello che sta accadendo ci mette nell’obbligo di cambiare rotta e questo è il lato positivo di ciò che sta accadendo . Serve a ben poco restare vivi nei lati positivi perché resta una morte lenta . Vivere è cambiare e nonostante tutto questo diventa la promessa alla vita di tutti . Certo non si può far finta che non sia accaduto nulla si può ricordare e prendere da questo una volta lenito il dolore il lato di speranza che c’è .

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Poesia …

Sgrana questo tempo

Per chi tempo non ha , il tempo poi ritrova

Un ciao come stai a non dimenticarci mai , tutto come prima

Nulla si è perso e tutti si ritrova . Punto a capo , pausa , respiro

Vita

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Il regno delle ipotesi

In questo fiume di parole non resta molto da raccogliere , solo ipotesi . C’è un regno con assoluta sovranità che incalza e si crea , noi siamo circoscritti in esso poiché una verità sembra non esserci . Questa lotta incessante dei numeri diventa un fattore matematico con troppi dati mancanti, allora i più eroici creano una equazione di soluzione. Peccato direi che solo di ipotesi non si possa nutrire in nostro coraggio interiore .

Il regno delle ipotesi prende spazio e noi confinati cerchiamo di scavalcare queste barricate che ci circondano . Ma nulla è impossibile riuscirci , la sensazione che la verità venga eliminata in quesito immenso motore di ricerca . Quasi sottomessi da questa inutile sovranità vestita di premura andiamo avanti giorno dopo giorno . Siamo nello spazio alla ricerca di un pianeta visto da lontano, ma non troviamo mai una terra promessa per riprendere la vita che avevamo . C’è troppa ipotesi creata da chiunque possa parlare per tracciare una rotta certa , siamo alla deriva e nemmeno ce ne rendiamo così conto. È si siamo ignari di una verità solida che possa farci davvero coraggio , nonostante tutto il regno delle ipotesi e dei teatrini si espande e noi restiamo esiliati al suo interno . Ormai con un grido sommesso ci aggrappiamo a piccole parole di quelle fiabe che si propagano in ogni lato. Si ci aggrappiamo come anestetizzati , in verità c’è qualcosa che non si comprende e nonostante i fatti slittino sempre noi restiamo a fare gli spettatori di questi teatrini . Di fatto ogni logica si spezza, c’è chi si eleva a padre totalitario e chi si oppone come la nuvola che possa accogliere tutti . È così irrealistico questo rumore dentro il regno delle ipotesi .

Di certo di filosofia è il contenuto delle ipotesi ed è per questo che ben poco ci nutre allungo . Siamo alla resa dei conti e i conti non tornano , questo oste è latitante eppure noi ci aggrappiamo alla speranza . Di cosa sia giusto o sbagliato ormai ne perdiamo le tracce perché ce chi lavora una vita e non ha nulla e chi vive nella sindrome del wonderlust immaginario ha qualcosa . C’è una fila senza fine di chiede e poco da è un silenzio esemplare di chi ha sempre dato e poco riceve . Nel regno delle ipotesi si capovolgono come in un quadro astratto che non comprendi le parti . Nonostante questo il silenzio di massa è totale .

Il regno delle ipotesi crea spezzoni di propaganda come un rebus da finire , forse non è un gioco ma un sottile modo per affinare la nostra idea verso qualcosa che non possiamo definire . Vantiamo la voglia di spiegare come si dovrebbero fare molte cose e poi in un stato di coscienza ci perdiamo senza trovarne uno forte . Il senso del diritto e del dovere è morto sotto la pretesa di essere , come in un circo dove tutti credono di essere protagonisti . Non è così che funziona il senso più alto che aiuta ognuno di noi , nonostante lo sappiamo e ne siamo consapevoli ci rassicuriamo senza una verità in tasca e un giorno dopo l’altro attendiamo che la gabbia si apre. Quando i cancelli si apriranno non ci sarà nemmeno la cornice del quando che vedevamo , non ci sarà perché non si può creare senza una visione vera e un valore condiviso . E se ci lamentiamo dobbiamo ricordarci ogni giorno che i contorni di questa storia non sono nati pochi mesi fa, ma hanno radici lontane di un albero mai addrizzato da giovane e dove tutti nelle sue fronde siamo stati all’ombra comodi . È semplice mettere in evidenza nel regno delle ipotesi un fatto toccante che possa offuscare la totalità di ciò che è e accade . Ogni singola storia non crea se non unità un racconto coerente , resta un libro di storie e non un viaggio lungo di mille pagine .

In questo regno dal sapore antico ormai restiamo immobili in attesa, senza concepire qualcosa che ai più sfugge . Non è una teoria fatta di complotti anzi, è la somma di ciò che in tempi non sospetti abbiamo seminato e questo deve essere il monito . Ora ogni giorni vivi di speranza procediamo e quello che più spaventa è la non conoscenza di come in realtà sia questo regno. Appaiono parole che non conosciamo , in esse spiegazioni fatte di frammenti , appaiono promesse con il senno di poi come briciole da seguire . Comizi svolti fino allo stordimento totale , accuse come in un asilo fatto di capricci e noi impassibili osserviamo con la ola da stadio .

Se potessimo sentire il sacrificio fatto da noi e da chi prima di noi l’ha fatto avremmo una visione diversa di questo finto paradiso di ipotesi , ma la comodità creata nelle generazioni a seguire, i messaggi da noi trasmessi per le nostre mancanze , l’educazione ormai spersa tra pretese identità singole e ben poco civiche creano questo regno delle ipotesi .