Lascia un commento

Il racconto

Un giorno ci sveglieremo , ci stropicceremo gli occhi per uscire da un torpore che dura molto di più di una notte. Avremo un risveglio diverso molto più intenso e vero. Apriremo la finestra del tempo e vedremo quante albe e tramonti abbiamo davvero visto nel modo giusto, dei colori che ci sono sfuggiti e dei dettagli spenti nei nostri pensieri troppo veloci .

Il racconto che dura da una vita e che mai trova un giusto finale , questo incompiuto senso che si fortifica dentro le nostre paure . Tutto prende forma in questo tempo e come una fortezza si ferma il mondo sentire quelle mura . Ogni nostro pensiero si riempie del nostro io , eppure fuori tutto scorre . Fermiamo in questo racconto la nostra adolescenza come un torpore che deve a tutti i costi deve vivere per sempre.

Ogni giorno prende una dimensione che si confonde tra la stasi della nostra ricerca di immaturità e un tempo che inesorabile ci chiama . Aggrappati è mai motivati a crescere di fiumi di parole ci copriamo è una pagina dopo l’altra il racconto viene scritto . Ogni tanto a farci vivere arriva la paura che come una scossa prova a riportarci a chi siamo . Forse in quel voler non prendere possesso di noi , delle nostre responsabilità , di quel sottile mettere il nostro ego in tutto qualcosa perdiamo davvero . Di sogni infranti siamo un ricordo, di atti fatti a metà testimoni e nonostante tutto restiamo appesi all altalena in quel giardinetto nel parco . Restiamo in una convinzione di giovinezza solo perché non vediamo che oltre al nostro racconto c’è una felicità ben più grande . Ogni nostro passo deve essere approvato e ogni nostra impulsività giustificata , così come in un gioco del girotondo solo la testa potrà girare e non il vento a nostro favore . Quanta ironia c’è nella vita a volte e quanta delusione in altre . Nonostante tutto il vivere vero nuoce solo a chi della vita ha paura . Ma poi tutta questa paura dove ci porterà … chissà .

Quante assurde visioni in un racconto dovremo scrivere per dare un senso rotondo alla vita , quante versioni di fantasia scriveremo per dirci io sono con un modo più grande . E quando troveremo un vero finale a tutto questo sarà perché come un bellissimo seme non saremo un fiore a primavera ma un pino senza tempo , bellissimo e imponente in ogni stagione della vita .

Lascia un commento

Il sintomo

In tutto questo manifestare di quale sintomo vogliamo parlare ? Ansia o dolore , paura e stupore .

Sopra di noi c’è quel velo che offusca un po’ questo bel sole , sintomo che qualcosa stride ancora . Il sintomo peggiore è l’indifferenza a volte . Tutti a cercare qualcosa di così personale e dire che di personale non c’è nulla . Di personale c’è la nostra vita che un po’ si somiglia , tutti avremmo da raccontare ma poi ricadremmo nella “malattia” del momento , ci aggrapperemmo alle nostre ansie come alibi universale , condivideremo un dolore ma poi sarebbe troppo intimo. Forse la cosa più pulita resta la paura , perché se ci pensate la paura è semplice . È così semplice averla , raccontarla , ingrandirla a tal punto da creare il sintomo più profondo e intimo di questo presente . Ebbene abbiamo forse bisogno di questa assurda malattia per stupirci ? Forse ogni volta che si tocca il fondo la volontà di risalire diventa più forte . Ma ancora più forte è il sintomo , la rabbia che si collega al coraggio e poi diventa vittoria , questa sarebbe la catena giusta . Un po’ per ironia dico: sintomo , anche perché la stessa parola è scatenante, espansa scende in profondità e a volte non la controlli , si insinua nella mente e la fa viaggiare ovunque e non sempre si ferma sulla razionalità . Il gioco di parole è sottile , ma dietro le righe c’è una verità che tutti stiamo vivendo .

Lascia un commento

Le cime

Osservi una vetta, c’è nebbia e l’orizzonte non lo sai immaginare

Scalpiti, la frenesia rallenta il tuo passo , la Cima è distante la passione arde

Prendi fiato e prosegui , sono così infinti questi sforzi , insensati e figli di un paradosso

Cerchi le cime e poi hai già le vertigini , si la libertà crea questo, si la libertà fa paura

Sconfini dentro la tua paura e procedi, il fiato è corto e tu ti illudi , il fiato è corto e tu ti preoccupi

Ti ossessioni nel senso di te che pervade , nonostante tutto sei arrivato alla cima , ora vedi, osservi , scruti l’orizzonte .

Sei libero , è un attimo che vive in te , ma non è il senso che in te matura , non c’è scalata alla libertà se della libertà non ne conosci innocente la pace, non ha affanni, ne corse , ne salite , ora la discesa mostra L illusione .

Lascia un commento

La libertà.

La libertà non puoi nemmeno volendo escluderla da te stesso, non puoi eliminarla . La libertà è l’unica cosa che finisce al finire della vita stessa .

Il paradosso che tutti vogliono la libertà ma sono estremante capaci ad assottigliarla in modo inconsapevole , il vero paradosso è nel senso della parola , nella sua magnificenza , eppure sappiamo sopirla con semplicità . Osservando con una lente di ingrandimento il concetto della libertà possiamo capire dove in verità non la controlliamo mai . Tutto gravita dalle responsabilità che non prendiamo , non concepiamo , tutto si crea da quella linea invisibile che circonda la libertà stessa . Più capiamo il senso della responsabilità più la libertà si espande . Quando la libertà sfonda quella linea sottile diventa loro , lentamente goccia dopo goccia crea un fiume che diventa una privazione altrui, pertanto non è una libertà vera . La libertà preserva il diritto di libertà altrui , crea giusti confini che limitano la privazione , è molto equa la libertà vera. Conosce il senso del diritto e del dovere , non si inchina alla paura ne tantomeno è così impavida a tutti i costi .

La libertà è la massima espressione dell’universo , in esso tutto funziona in modo perfetto , ogni singola stella è collocata nel posto giusto al momento giusto .

La libertà così tanto urlata da questi tempi non ha escluso la responsabilità , bisogna però comprendere che sia la responsabilità e perché risulta così semplice entrare nella privazione della libertà . La responsabilità è un senso altrettanto alto nella nostra vita , anch’esso viene urlato ma forse non è così davvero compreso . Se fosse compreso a livello inferiore tutti noi saremo su una frequenza unica e non saremo circondati da leggi , divieti, ecc ecc . Il senso si perde perché noi vogliamo essere leggeri e questa ricerca porta a declinare responsabilità ad altri, un giorno alla volta , una persona alla volta si arriva alle masse . Su ogni responsabilità mancata la paura fa da conduttore poiché la paura è più forte dentro noi come sensazione iniziale dell’amore . Questo passaggio è complesso , molto complesso . Se immaginiamo questo : l’amore ormai è troppo individuale , la paura è collettiva quindi è matematico che la forza diventi maggiore . La prima responsabilità che si perde è amore in modo più ampio e più semplice , perdendo il senso della responsabilità un po’ alla volta non riconosciamo la libertà nella sua forma, ma la manifestiamo quando il limite di sopportazione passa la soglia . Spesso non la sappiamo nemmeno più dosare questa libertà essendo troppo pieni di paura . Non voglio dire che la paura sia l’errore poiché non lo è, resta il giusto allarme rispetto al rischio . La responsabilità dovrebbe essere spiegata in un modo più intimo della vita e non trasformata in una zavorra corrotta e inutile . Dentro ad ogni responsabilità c’è un privilegio e in esso la nostra libertà è l’espressine massima che si manifesta . Noi invece abbiamo imparato che prendiamo solo quello che più ci compensa e non quello che ci eleva , è distorto il messaggio a monte . Siamo partecipi di parole che creano in noi ciò che non vogliamo mai fare e questo crea persone che eleggiamo a nostri porta voce , in queste persone c’è quel carisma , quel coraggio , ma c’è anche il potere di confonderci . In ogni persona dobbiamo ricordarcelo c’è un idea oltre la nostra che spesso non ci appartiene e se gli diamo il potere di decidere per noi perché abbiamo voluto non prendere il senso di responsabilità in modo integrale e interiore . Abbiamo concepito solo logiche e nelle logiche c’è un limite . Quindi se noi noi decliniamo senza capire la responsabilità l’idea altrui prima o poi ci limita , è nella stessa natura umana questa modalità di prevaricazione , è nel non capire l’amore o vederlo solo a livello individuale .

La libertà è un atto d’amore espanso , privo di odio e consapevole della paura ,che ci insegna un giorno dopo l’altro che la responsabilità è l’albero che darà i suoi frutti futuri .

Noi non siamo perfetti ne immuni ma abbiamo un potere : il cambiamento . Mutare in modo consapevole ci rende liberi . Vivere la libertà è un atto collettivo , autonomo come percorso ma aperto agli altri , privo di pretesti e bugie . Osserva in senso altrui con la stessa venerazione che osserviamo la nostra . Suddivide responsabilità identiche dopo che in noi le comprendiamo nel modo giusto, il peso si suddivide la libertà stessa si espande . La paura diventa più piccola e noi ne saremo più forti e felici. Niente e nessuno predomina su di noi se noi non facciamo lo stesso , il cerchio si amplia ma non scoppia, non c’è sottomissione ma un dialogo . La libertà si amplifica all’infinito .

Lascia un commento

La caccia alle streghe

Dove finisce tutto il bene che abbiamo pensato e cercato ? Uniti ma non troppo frustrati e partecipi di una inquisizione che ormai pesa . La caccia alla streghe perde voce adesso, quando ogni nostra libertà sembra sempre più lontana . Abbiamo urlato contro chi non rispetta le regole , abbiamo inquisito per bramare nel nostro intimo quella libertà di alcuni . Abbiamo messo alla gogna e poi al rogo le “streghe della libertà ” , c’è stato un momento che tutti abbiamo giocato per cercare il colpevole di una libertà assai troppo manifesta. Noi reclusi , noi eliminati dal tempo dentro un tempo che non passa mai , siamo stati privati della nostra libertà . Nonostante la privazione abbiamo resistito , lottato e forse sperato . Cantato dai balconi , segnato con un dito chi della sua libertà ne ha fatto una sovversione totale . Ora le somme , ora il conto della resa totale , nessuno è libero e le streghe non esistono più .

Come scrisse Kahlil Gibram nel : Il profeta

“Quando l’amore vi chiama seguitelo . Sebbene le sue vie siano difficili ed erte.

E quando vi avvolge con le sue ali cedetegli . Anche se lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.

Quando vi parla , credetegli , sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni così come il vento da nord arreca scompiglio al giardino . Poiché mentre l’amore vi incorona così vi taglia per potarvi.

Mentre ascende alle vostre altezze e carezza i vostri più teneri rami palpitanti al sole . Così penetra fino alle vostre radici scuotendole nel loro abbraccio alla terra.

Come pannocchie di granturco vi raccoglie in se. Vi batte fino a farvi spogli .

Vi staccia per liberare i cartocci , vi macina fino al candore .

Vi impasta sinché siate cedevoli , e poi vi consegna al suo sacro fuoco così che possiate diventare pane sacro .per la sacra mensa di Dio .

Tutto questo provocherà l’amore in voi , affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore ……

In questo estratto di Gibram il senso diventa più rotondo , le streghe scompaiono poiché se conosci l’amore conosci il senso della libertà , un Liberta impavida , violenta e ribelle . La libertà è l’ala mancante e indivisibile dell’amore stesso .

Ora dopo aver riversato odio , che resta l’oro dei poveri di spirito , siamo tutti su uno stesso piano . Una tavola spoglia dove il pane scarseggia , la luce è fioca , il senso si perde nel fiume delle parole aride . Ora su questa tavola spoglia noi commensali siamo identici , ogni nostra idea svanisce in quel vento di desolazione e incertezza . Non ci sono streghe , maghi , magie . C’è solo un senso di libertà che attende di vivere e irrorare un cuore forse inaridito per rabbia .

Adesso e solo ora più che mai la nostra voce diventa più sottile , eppure restiamo appesi alla speranza . Non cacciamo demoni o streghe , uniamo semplicemente la nostra visione per essere liberi . Solo questo resta, la forza che nel cuore di ognuno di noi crea il senso della vita stessa . Poiché l’essere umano senza libertà è una sagoma contro luce, un’ombra .

Lascia un commento

Il silenzio degli innocenti , la nostra memoria storica

Quello che siamo oggi è il prodotto di quello che abbiamo imparato , di quello che ci è stato tramandato . Una memoria che passa attraverso i nostri anziani a noi e che si tramanda nel tempo . L’Italia uno dei paesi più “vecchi” d’Europa è sotto una strage ormai non troppo silenziosa. Resta però la voce che non abbiamo forse scordato per il nostro vivere . Gli anziani sono il patrimonio della nostra conoscenza , i detti, i dialetti , le usanze , questo tramandare antico che vive da millenni . Oggi una guerra silenziosa fa strage , una strage che toglie parola a chi avrebbe avuto bisogno di una parola in più . A poco serve avere memoria adesso quando ormai siamo dentro a questo ciclone . Eppure gli anziani e il loro silenzio dimostrano la forza di chi ha sempre voluto insegnarci qualcosa . La loro solitudine non inizia dentro un ospedale , inizia quando non hanno più qualcuno che ascolta , la loro voce reclusa da chi non ha saputo ascoltare logica che si sono dimostrate sbagliate . La nostra memoria storica cala , una perdita , un vuoto , una mancanza di aver potuto dare la dignità dovuta a chi nel suo lento vivere ha creato ciò che noi siamo .

Avete mai visto il volto di un anziano ? I solchi del tempo sul suo viso sono parole impresse nel suo volto, sono storie scavate nel tempo , indelebili e senza paura si mostrano tracciando quelle espressioni pulite . I segni del tempo sono a vista e noi dobbiamo ricordare che in quei segni che arriveranno per tutti c’è una ricchezza senza fine . Il virus ha colpito tutti, ma loro sono le vittime più fragili , quelle che hanno confidato in qualcuno o qualcosa perché nel loro tempo ormai che si fa sentire c’è innocenza . C’è quella fiducia viva che si erge in chi la sua parte l’ha già fatta . Nonostante l’aver creato chi siamo, aver lavorato molto più di noi, aver tramandato chi siamo noi, non hanno ricevuto il premio della vita, chi ha fallito ? È triste vivere di evidenze che prendono forma solo quando accadono i fatti, in un paese moderno non può e non deve accadere . Non è un generalizzare uno stato di fatto , ma un evidenziare che si può fare meglio . Gli anziano hanno creato con meno mezzi ciò che siamo , sono stati e sono l’esempio , la base e chi non vede la base non troverà mai l’altezza .

Qualcuno in questi giorni , per condire un dolore dichiara che ai giovani verrà chiesto di avere una applicazione nel telefono per monitorare e gestire il virus e per gli anziani propone il bracciale. Immaginate la sensazione, provate solo per un istante a pensare il senso di vincolo . Immaginate che per tutelare si arrivi a supporre di mettere un bracciale , questo ha un senso che non da a tutti la stessa idea . Forse ventilare un modello telecomando da tenere in tasca dona una dignità maggiore. Troppa leggerezza nel manifestare idee in chi non può sempre dissentire e la memoria dove finisce ? La storia di marchi a vista e etichette ne ha mostrate diverse , e in questa ” marchiatura” c’è stata solo sofferenza , il dimenticarlo resta strano . I libri sono pieni di queste storie e tutti le consociamo . In chi ci dona e donerà memoria storica di deve creare il senso di tutela non di controllo . Forse ciò che è stato ventilato è solo una banale illazione ? Speriamo , ma anche le parole ad oggi hanno un peso .

Si dice che le parole se le porta via il tempo , ed al contempo chi non ricorda il passato non può avere un futuro .

Lascia un commento

Poteva finire così , forse no

Iniziano i confini e laddove inizia la tua libertà inizia la mia… parole di un carnefice silenzioso .

Dentro queste mura chi potrà vedermi, chi potrà intervenire . Dentro la mia mente maturo rabbia e rancore , odio e violenza . Dentro la mia mente il mio mondo di violenza è libero , si io sono la normalità dentro queste mura. L’odio non vive di perché è razionale a prescindere e tu lo sai . Uomini che odiano le donne , la loro libertà e la loro bellezza, l’invidia muove in te quel senso di inferiorità che in te bisbiglia vocine atroci . Fai finta di nulla nella tue tue giornate , impeccabile e ordinato , distino è stimato . La banale facciata di chi dentro odia . Cammini e sei libero , entri in casa e sfoghi la tua rabbia , calano le maschere e alzi le mani ad ogni pretesto . Lei urla e poi perdona , il giorno dopo molte ore placano le stesse scene . Lei si racconta ancora sposta da quell’amore tossico le stesse frasi di perdono. La paura della solitudine , di non essere creduta , di essere lei sbagliata .

Il tempo passa e i confini di stringono dentro le mura di casa, l’incubo inizia. Non c’è più libertà esterna, facciate da rendere pulite al mattino. Le strade diventano stanze , i tempi di distacco minuti. Ogni parola accende la miccia, e tu dentro di te ti senti crescere l’odio . Lei si limita , ha paura , non dimentica . In quella casa adesso i muri mostrano i segni indelebili di chi sei. Ti sei nascosto tra scuse e libertà . Ora la tua libertà si limita e tu impazzisci . Credi di poter frenare ciò che non sai comprendere davvero. Un giorno dopo l’altro di manifesti in una tutta la tua violenza creata da te dentro di te . Credi che sarai libero di fuggire da ciò che fai, hai un racconto con mille strade della libertà . Hai pensato che lei debole e impaurita sappia solo tacere invece no esiste anche il tempo del giudizio .

Tu non sei sola , non sei piccola e ne sbagliata . Non sei quello che lui ti ha fatto credere . Puoi volare oltre la gabbia , puoi vedere che in quel amore non c’è amore , c’è odio il suo opposto peggiore , c’è invidia e debolezza . Quelle mani che si agitano e quelle urla di rabbia ne sono una prova . A volte si urla , ma mai si mena. E tu da troppo taci, e lui da troppo convive in quel rapporto a tre . Lui non è uno , lui è solo il prodotti delle due persone che convivono dentro di lui, lui è zucchero e veleno, il lo zucchero non può curare il veleno e lui è solo la parte peggiore che reprime e poi manifesta. Non è un caso nel tempo , ma è credere che troppi casi siano spalmati in un tempo che forse non ti lascerà scampo . Allora fuggi, allora senza temere agisci . Non sei sola , noi siamo un tutt’uno in questa giusta libertà e amore , l’amore stesso cresce nel perdono, si sbaglia anche in modo grande . Ma quando si commette un grande errore solo le grandi persone sanno dimostrare senza giustificazioni e perseveranze errate di meritare il perdono . Il ripetersi degli errori non è divisibile dentro le cose buone , è petrolio dentro il mare resta …

2 commenti

Una strana verità o una ipotesi per passoscuro ?

Oggi venerdì 17 aprile sorge spontanea una riflessione di paese . Una riflessione che mette in evidenza i problemi di quelle piccole comunità dove nel loro cosmo l’economia è ferma .

Quello che diventa un po’ strano nel passare dei giorni è quel ripetersi di frasi ormai statiche : restare a casa ecc ecc. io credo che se si prende in considerazione alcune zone tutto si poteva gestire in una modalità diversa . Questa modalità era semplice a mio avviso è richiedeva la chiusura totale di ogni paese sull’asse del litorale romano ( questo poteva essere applicato ovunque in Lazio visto il numero basso di contagi , stando a ciò che viene quotidianamente riportato) . Se consideriamo che ogni paese con le sue attività commerciali genera un movimento economico . Se analizziamo che dopo 40 giorni stiamo in una situazione statica che crea un danni economici e che rende complesso anche pensare a come si potrà ripartire , diventa normale interrogarsi. Se chiudere i confini di ogni paese modello zona rossa avrebbe permesso di accelerare i tempi di ripartenza anche solo a livello interno . Se consideriamo che una azione di questo genere avrebbe bloccato solo un certo numero di persone a non poter uscire ( lasciando comunque in entrata le merci ) e concesso solo a pochissimi la possibilità di farlo ( visite mediche ecc) , si potrebbe ipotizzare che il rischio ad oggi di contagio sarebbe molto scarso . Anche perché se non c’è movimento difficile pensare che accada una contaminazione in altra modalità . Se osserviamo perché ancora ad oggi invece anche in comunità ci sono dei casi e che questo oltre alla paura presente della malattia crea una paura futura economica c’è da riflettere . A poco servono adesso pensieri sparsi o ipotesi varie , perché nelle piccole comunità c’è un tessuto imprenditoriale in forte sofferenza , che nonostante la volontà di resistere si interroga sul suo futuro . Se consideriamo che un metodo quasi feudale avrebbe fornito unitamente al tracciato con i tamponi un quadro chiaro oggi ci dobbiamo chiedere perché non si possa applicare . Di certo nei piccoli paesi poco colpiti avremmo lo zero da tempo , i piccoli commercianti avrebbero già iniziato a lavorare senza contare ovviante sui clienti esterni al paese , ma per lo meno potendo contare su qualche entrata .

È giusto considerare che un concetto come questo era riferibile solo a determinate zone, c’è da considerare che alcune zone non hanno che il commercio e il turismo ( uffici di gestione ecc ) , considerato la salvaguardia della salute collettiva ora il pensiero si sposta su quello che diventa la salvaguardia economica . In questo ragionamento ovviamente emerge un pensiero quasi circoscritto alle piccole comunità della costa laziale , questo non toglie il rispetto per tutto il paese da nord a sud. Resta solo una evidenza quasi incentrata alla speranza di uscire da una situazione che preoccupa e che non trova una vera rassicurazione futura . Le piccole attività non sono le grandi aziende che hanno una modalità diversa , il fermo lavoro implica il rischio di chiudere per sempre , avere un finanziamento potrebbe non essere sufficiente e i tempi si dilatano .

Credo che piccole regole come obblighi per gli ausili di sicurezza, prevenzione mirata , circoscrizione dei paesi , possa salvare qualcosa . Forse questa è la mia speranza , forse noi piccoli paesi non saremo mai sulle prime pagine di giornale . Ma all’interno di questi paesi ci sono persone che vogliono sicurezza e lavoro , che hanno il diritto di poter pensare al futuro . Siamo alle porte di maggio eppure tutto resta invariato , legati a leggere molti articoli dove si confonde la verità dalle false notizie , anche questo crea qualcosa di pericoloso nelle persone che non sanno mai quello che in realtà sia una linea guida. Nelle piccole comunità , in quel cosmo fatto di sorrisi e persone , di mare e piccoli negozi c’è bisogno di positività . Il riportare a visioni ampie ci fa sentire partecipi a volte ma anche isolati . Potrà sembrare assurdo ma nei piccoli paesi c’è bisogno di logiche e metodiche dedicate che aiutino a ripartire e che aiutino a creare in un futuro prossimo una collettività più forte, perché la semplice consapevolezza che tutti insieme possiamo creare qualcosa e migliorare insieme per il bene di tutti .

Lascia un commento

I sovrani di carta

Questa vita si trasforma come in un mazzo di carte , uno strano solitario , un gioco pericoloso.

I sovrani di carta che attraverso fogli scritti a volte e carte con simboli maggiori sembrano vivere al di sopra di tutto, come se fosse un gioco dove se qualcosa non torna si possono riscrivere fogli o mischiare carte nel mazzo . La sensazione è viva , c’è confusione e distinzione sulla carta , ma poi nella realtà è molto diverso . Dall’apice e con poltrone di pelle tutto si decide , non sarebbe un male poiché quando la barca affonda ci vuole un capitano a salvarti . Una persona che nonostante la tempesta e le onde alte tenga il timone senza paura . Un capitano impavido sotto la pioggia e il vento , che possa osservare anche una esile stella per portarti fuori da questo ciclone . I libri di narrativa sono pieni di racconti dove un capitano salva la sua ciurma , non si limita a scrivere , agisce con coraggio . In questa storia attuale , in questa surreale narrativa dove il nemico è invisibile qualcuno ha pensato che ad aiutarci arrivassero i super eroi . Invece sono stati e lo sono uomini semplici dediti con passione al loro lavoro . Il collettivo più basso al potere esegue senza temere , in alto si scrive e con un tempo senza tempo . Si scrive per poter poi cambiare foglio , si scrive per poi creare qualcosa che mostra una lotta interna e quando siamo chiamati al diritto di libertà e vita questo serve a poco . In questo troneggiare di parole sottile some il vento qualcosa fa gelare , la vita è un esempio continuo come ben poche interpretazioni . I sovrani di carta , i sudditi a volte analfabeti , la strana storia di un libro per pochi . Magie di maghi con un pubblico abbagliato e tutto un po’ si vanifica . La sensazione secondaria ricorda come da bambini si legava e poi ci si attaccava a piccole giustificazioni per poi esasperarle . C’è una sottile differenza questo non è gioco , non è libro è la vita vera . Tra le pagine di questa storia di vita ci vorrebbe Unione , i grandi capitani sapeva tenere uniti la loro ciurma, vero che nessuno è perfetto ma anche se con degli errori emanavano quel qualcosa che sapeva di forza e sicurezza . In questa storia non funziona così , discorsi trascritti e poi rinnegati, comparti che vogliono staccarsi e rendersi più o meno liberi come comparti stagni che a volte riempi o svuoti per stabilizzare la nave , ma se in questi comparti uno decide la barca regge se decidono a piacimento la barca affonda .

In una primavera come questa sembra un viaggio verso i mari del nord , onde e iceberg sono imminenti . In questa cabina di pilotaggio le comunicazioni sono conflittuali e la rotta si allarga senza vedere la destinazione . I sovrani di carta inviano lettere e dire che basterebbe parlarsi , mediare. Un messaggio unico spogliandosi un po’ di quelle sembianze di re , regine, ecc ecc. il messaggio sarebbe il conforto al dolore , alla paura . Forse in tempi non sospetti una riflessione diventerà d’obbligo , ma ad oggi ci vuole altro . Unione e decisione , fogli condivisi , regole condivise . Il peso di tutto questo è enorme , ma un peso sostenuto da molti e condiviso diventa più leggero .

Lascia un commento

Dove inizia il distacco arriva lo spirito

Tutti i giorni ci chiediamo quando questa quarantena finirà . Cerchiamo di immaginare quando la nostra libertà tornerà come se non volessimo accettare che nulla sarà più come prima . Dentro di noi pensiamo a come interagiremo con le nostre abitudini ormai consolidate , eppure molte di essere verranno stravolte . Saremo tutti mascherati e distaccati, avremo spazio e tempi che si allungano , troveremo un mondo che ci mette in fila e un mondo sempre più digitale .

Il distacco diventa evidente dentro queste prospettive che ci proteggono , ognuno di noi potrà anche viverla in modalità diverse . Ma nonostante questo non c’è ritorno per ora a ciò che eravamo e a ciò che facevamo . Vengono posti sei confini e come tale il distacco è obbligo . In questo dove potremmo ipotizzare anche della sofferenza , della indifferenza e tutto quello che ne deriva . Avremo una visione molto parziale delle persone se pensiamo che siamo tutti mascherati , nonostante questo avremo forse un ritorno a quella purezza interiore .

Ci siamo detti che si deve stare bene con se stessi, quante volte abbiamo esortato frasi che inneggiano alla nostra identità unica e irripetibile , quante volte abbiamo urlato che noi presi singolarmente siamo e bastiamo a noi stessi. L’abbiamo detto, ridetto e ciò nonostante ben poche volte l’abbiamo applicato. Ci siamo crogiolati in questa vita perché in una abbondanza tutto si può dire e molto si può sprecare . Ci siamo rallentati in questa ricerca presi da questo diritto di possedere e lontani dal verbo “essere”. Adesso invece tutto fa un passo indietro e ogni cosa si ricolloca. Tutto riparte da noi e dentro noi , un contatto con la nostra solitudine potrà mostrarci ciò che abbiamo nascosto . Diminuiranno le parole per dar spazio alle riflessioni , saremo più attenti e meno distratti . Ogni nostro gesto sarà più consapevole , ogni nostro respiro lo sentiremo vivo . Questo è il primo passo per il viaggio dello spirito . Lasceremo il passato e saremo più pronti al presente , non avremo spazi per calcolare un futuro e se lo faremo avremo eluso quel senso dispersivo che vive nelle nostre pretese. Faremo nonostante ci piaccia o no un viaggio nello spirito per essere più essenziali .

A volte quello che accade lascia forti scie di dolore e non possiamo pensarla in modo diverso. Possiamo comunque vedere il lato positivo di questo. Essere nel viaggio interiore ci rende persone migliori e uno stato di coscienza unito in questo viaggio rende il mondo più vivibile. La natura stessa in questi tempi si è riappropriata dei suoi spazi , dimostrazione di come il nostro predominio sia crollato davanti a qualcosa che non possiamo controllare a nostro piacimento . La nostra forza è stata resa fragile ma in questa fragilità ci siamo sentiti un po’ più umani e non distanti da tutto quello che ci circonda . Quello che stiamo imparando è che non siamo distaccati da tutto ciò che ci circonda e non siamo all apice di nulla . Siamo come tutta la natura ospiti . Nella stessa parola ospiti esiste il senso di gratitudine e non di sfruttamento , esiste quel senso di un equilibrio dimenticato . Dentro di noi in un qualche spazio non si è mai preso il senso di profondità spirituale che ci mette in sintonia con tutto . Adesso non ci sono più alibi e esitazioni è solo questa la strada . Tutto quello che sta accadendo ci mette nell’obbligo di cambiare rotta e questo è il lato positivo di ciò che sta accadendo . Serve a ben poco restare vivi nei lati positivi perché resta una morte lenta . Vivere è cambiare e nonostante tutto questo diventa la promessa alla vita di tutti . Certo non si può far finta che non sia accaduto nulla si può ricordare e prendere da questo una volta lenito il dolore il lato di speranza che c’è .

Lascia un commento

Poesia …

Sgrana questo tempo

Per chi tempo non ha , il tempo poi ritrova

Un ciao come stai a non dimenticarci mai , tutto come prima

Nulla si è perso e tutti si ritrova . Punto a capo , pausa , respiro

Vita

Lascia un commento

Il regno delle ipotesi

In questo fiume di parole non resta molto da raccogliere , solo ipotesi . C’è un regno con assoluta sovranità che incalza e si crea , noi siamo circoscritti in esso poiché una verità sembra non esserci . Questa lotta incessante dei numeri diventa un fattore matematico con troppi dati mancanti, allora i più eroici creano una equazione di soluzione. Peccato direi che solo di ipotesi non si possa nutrire in nostro coraggio interiore .

Il regno delle ipotesi prende spazio e noi confinati cerchiamo di scavalcare queste barricate che ci circondano . Ma nulla è impossibile riuscirci , la sensazione che la verità venga eliminata in quesito immenso motore di ricerca . Quasi sottomessi da questa inutile sovranità vestita di premura andiamo avanti giorno dopo giorno . Siamo nello spazio alla ricerca di un pianeta visto da lontano, ma non troviamo mai una terra promessa per riprendere la vita che avevamo . C’è troppa ipotesi creata da chiunque possa parlare per tracciare una rotta certa , siamo alla deriva e nemmeno ce ne rendiamo così conto. È si siamo ignari di una verità solida che possa farci davvero coraggio , nonostante tutto il regno delle ipotesi e dei teatrini si espande e noi restiamo esiliati al suo interno . Ormai con un grido sommesso ci aggrappiamo a piccole parole di quelle fiabe che si propagano in ogni lato. Si ci aggrappiamo come anestetizzati , in verità c’è qualcosa che non si comprende e nonostante i fatti slittino sempre noi restiamo a fare gli spettatori di questi teatrini . Di fatto ogni logica si spezza, c’è chi si eleva a padre totalitario e chi si oppone come la nuvola che possa accogliere tutti . È così irrealistico questo rumore dentro il regno delle ipotesi .

Di certo di filosofia è il contenuto delle ipotesi ed è per questo che ben poco ci nutre allungo . Siamo alla resa dei conti e i conti non tornano , questo oste è latitante eppure noi ci aggrappiamo alla speranza . Di cosa sia giusto o sbagliato ormai ne perdiamo le tracce perché ce chi lavora una vita e non ha nulla e chi vive nella sindrome del wonderlust immaginario ha qualcosa . C’è una fila senza fine di chiede e poco da è un silenzio esemplare di chi ha sempre dato e poco riceve . Nel regno delle ipotesi si capovolgono come in un quadro astratto che non comprendi le parti . Nonostante questo il silenzio di massa è totale .

Il regno delle ipotesi crea spezzoni di propaganda come un rebus da finire , forse non è un gioco ma un sottile modo per affinare la nostra idea verso qualcosa che non possiamo definire . Vantiamo la voglia di spiegare come si dovrebbero fare molte cose e poi in un stato di coscienza ci perdiamo senza trovarne uno forte . Il senso del diritto e del dovere è morto sotto la pretesa di essere , come in un circo dove tutti credono di essere protagonisti . Non è così che funziona il senso più alto che aiuta ognuno di noi , nonostante lo sappiamo e ne siamo consapevoli ci rassicuriamo senza una verità in tasca e un giorno dopo l’altro attendiamo che la gabbia si apre. Quando i cancelli si apriranno non ci sarà nemmeno la cornice del quando che vedevamo , non ci sarà perché non si può creare senza una visione vera e un valore condiviso . E se ci lamentiamo dobbiamo ricordarci ogni giorno che i contorni di questa storia non sono nati pochi mesi fa, ma hanno radici lontane di un albero mai addrizzato da giovane e dove tutti nelle sue fronde siamo stati all’ombra comodi . È semplice mettere in evidenza nel regno delle ipotesi un fatto toccante che possa offuscare la totalità di ciò che è e accade . Ogni singola storia non crea se non unità un racconto coerente , resta un libro di storie e non un viaggio lungo di mille pagine .

In questo regno dal sapore antico ormai restiamo immobili in attesa, senza concepire qualcosa che ai più sfugge . Non è una teoria fatta di complotti anzi, è la somma di ciò che in tempi non sospetti abbiamo seminato e questo deve essere il monito . Ora ogni giorni vivi di speranza procediamo e quello che più spaventa è la non conoscenza di come in realtà sia questo regno. Appaiono parole che non conosciamo , in esse spiegazioni fatte di frammenti , appaiono promesse con il senno di poi come briciole da seguire . Comizi svolti fino allo stordimento totale , accuse come in un asilo fatto di capricci e noi impassibili osserviamo con la ola da stadio .

Se potessimo sentire il sacrificio fatto da noi e da chi prima di noi l’ha fatto avremmo una visione diversa di questo finto paradiso di ipotesi , ma la comodità creata nelle generazioni a seguire, i messaggi da noi trasmessi per le nostre mancanze , l’educazione ormai spersa tra pretese identità singole e ben poco civiche creano questo regno delle ipotesi .

Lascia un commento

In te confido

In te confido e ripongo , ogni mia fragilità . Vero o falso che sia, io unisco me alla tua energia .

In te confido poiché sei spazio ed io mi rassicuro , in ogni tua forma e dimensione in te posso essere forma . Non c’è geometria ma solo spazio e libertà . In te posso viaggiare e trovare , in te posso essere essenza imperfetta .

In te confido e li libero , mi espongo e non mi respingo , mi mostro, e mai sono trasparente .

In te confido , perché se in pochi dobbiamo essere almeno giusto possiamo restare , non perfetti e ne uguali , ma complementari .

La poesia salva l’anima da quella stasi del tempo e permea parole taciute troppo a lungo, in essa si spiega molto di più di quel che si pensa . Lo stesso pensare esamina e circoscrive anche se a volte è essenziale in questa vita. Ma noi cerchiamo oltre a ciò che pensiamo e come tale ci vuole altro . In un tempo dove tutto è a disposizione c’è qualcosa che non è disponibile , è il senso d’espressione che non può ne trovare ne acquistare . O lo possiedi o non esiste e se esiste gioca nascondino dentro di te .

In te confido , perché solo non posso arginare il colore che cerca la tua tela .. in te vedo un modo da colorare e tu esisti e vivi con me . Tutto è relativo in questa nostra avventura . C’è un viaggio da compiere senza terra e confini nel mio colore in te confido , poiché tu lo puoi usare in quella tela unica ma essenziale .

Eppure in ogni falsa rima c’è una promessa al vento , il vento porta via qualcosa e lo sparge lontano . Ci vuole questa esperienza così volatile per capire cosa resta di così tangibile , perché quando tutto si blocca e diventa incerto abbiamo bisogno di sognare e vivere un po’ di più . La falsa rima è solo un concetto uscito ubriaco e che nel tempo mostra la sobrietà di un pensiero vero .

Lascia un commento

L’odio vince la paura

Ci hanno raccontato che l’amore vince su tutto, ci hanno ingannato l’odio vince la paura .

L’odio questo sentimento opposto, questo sentimento mentito spesso e tenuto segreto ha forza. Vive di coraggio, vive nascosto in ognuno di noi . È rinnegato e esiliato , confinato in quella prigione che tutti dicono debba stare , eppure lui è così libero in tutti noi … l’odio si nasconde dentro ad ogni nostra celata bugia , lui vive e respira dove noi crediamo che non debba esserci .

Ci hanno detto che l’amore vince sempre su tutto, ma non hanno mai detto che dell’amore puro pochi ne conoscono la vera essenza , abbiamo preso l’amore e in esso siamo cresciuti . Abbiamo creato confini con l’idea di difenderlo e di elevarlo . Abbiamo nel nome dell’amore cercato l’amore , ci siamo eletti noi a legge sfuggendo alle sue regole . In nome dell’amore abbiamo creato guerre , e distrutto molto di quel che ci circonda, non era amore era odio che nutriva il nostro coraggio di agire , avevamo solo un velo sottile a confondere la suprema verità. Non era amore era odio , un odio vero verso ciò che abbiamo usato senza limiti . Abbiamo in nome dell’amore preso posizioni senza logica e pure questo non era amore ma bensì odio . L’odio muove senza temere , è un sentimento forte e profondo che non conosce le azioni e chi o per cosa le facciamo è radicale , è molto più profondo e ben poco distingue .

Noi abbiamo sempre avuto bisogno di essere motivati e affascinati e questo che ha distorto il senso tra amore e odio : l’amore semplicemente ama , l’odio crea molto di più e in modo espanso si dilaga , si trasforma in sembianze diverse e ci confonde.

Ci hanno mentito inconsapevolmente su cosa sia l’amore e l’odio , su questa lotta eterna senza confini . Tutto accade per un motivo e in questo ci sono le risposte . Tutti noi viaggiatori del tempo e dello spazio cerchiamo risposte , cerchiamo per consolare noi stessi e l’amore mancato che sfugge , che ci sfiora ma mai fiorisce davvero . L’amore cerca ma non le risposte , cerca semplicemente di “essere”. Invece noi non siamo in quella verità di “essere”, noi cerchiamo l’appartenere , noi cerchiamo il diritto di proprietà in tutto, ecco questo lo muove meglio l’odio poiché per possedere si deve essere disposti ad andare contro paure indicibili e tal volta pure tragiche , in tutto questo non può esserci e mai ci sarà amore. Abbiamo voluto un amore bugiardo invece che un odio sincero che poteva essere trasformato in un amore vero , c’è così differenza tra il mentire e rendere le menzogne così vive da essere quasi protagonisti veri in una verità che ci fa lottare . Questo umile amore non lotta esiste e si moltiplica senza nessun sforzo , senza far rumore , senza nulla togliere .

In nome del nostro “io” abbiamo creato un mondo nel mondo ma a quale prezzo? Il prezzo di perdere la purezza dell’amore per abbracciare la durezza dell’odio , c’è troppo fallimento nascosto in ognuno di noi che cerca perdono . Eppure nessuno vuole un perdono in ciò che crede un diritto , l’odio è il diritto massimo che esprimiamo per scavalcare ogni nostra paura, per somigliare , per sentirci protetti , vestiti e mai nudi dei nostri sentimenti veri, si quelli più fragili che in realtà sarebbero forza vera.

L’amore non ha mai chiesto di credere esiste , l’amore non ha mai chiesto nulla di tutto ciò che noi professiamo . L’amore è la galassia che tutto include e nulla trattiene . Vive e si replica nel cuore in quello spazio illimitato. Eppure qualcosa è stato confuso e in quella confusione hanno dilagato eleganti parole , si sono mosse le masse . Inutile dire che la contraddizione è il paradosso sono la più semplice spiegazione della vita stessa . Nessuno forse potrà accettare che l’odio nascosto è più vivo dell’amore manifesto, ebbene la verità crea dolore ma mai paura, se del dolore nella verità ne siamo un po’ portatori l’amore ha messo in noi il seme della rinascita. Se la paura muove ogni nostra azione dell’odio ne saremo sempre portatori , avremo bisogno di manifestare per difendere , avremo la necessità di urlare per spiegare e creare quella forzatura che serve a non farci sentire sottomessi o sbagliati . Il vero errore è solo non averne una verità Di cosa noi portiamo in noi che ci fa muovere di più . Una strana bilancia intangibile quella che ci appartiene e se potessimo soppesare azioni e parole dividendole in quei piatti uno dell’odio e uno Dell’amore , vedremmo una verità diversa . C’è una realtà nascosta da scoprire e questa resta l’unica resurrezione che eleverà la nostra anima . È vero non siamo perfetti , anzi siamo giusti nella nostra imperfezione che permette la crescita e la sperimentazione di questa vita , allora consapevoli di questo possiamo vedere tra le righe delle nostre azioni . Possiamo ammettere se l’odio è più forte dell’amore e se forse si possa ogni tanto fare un passo indietro . Ci vuole coraggio ad affrontare la vita con meno odio , ci vuole coraggio a portare l’amore dentro di se quando con l’odio si ottiene di più . Non è un cammino facile ma nemmeno essere veri lo è . C’è troppa centralità singola per definirne un linea di verità unica eppure esiste qualcosa che in noi possa farci perlomeno riflettere su cosa sia più giusto . Esiste questa opportunità è solo uno stato di coscienza che ad un certo punto analizza il senso stretto della parola odio e della parola amore .

Lascia un commento

Siamo tutti chiamati alla vita

Non è più tempo di cercare il tempo, il tempo stesso è qui e ora.

Chiamati alla vita ora più che mai quando tutto si arresta e l’orologio corre solo . È così il nostro tempo un presente solito al vento del dolore e della paura , nessuno però tremi oltre oggi perché in questo momento presente c’è la soluzione. La vita chiama e noi diremo si , adesso io ci sono . Abbiamo fermato lo sguardo verso ciò che non si può fermare , ma non abbiamo fermato il cuore per risalire alla vita . Ci vuole cuore e verità per fermare il presente in uno spazio illimitato , un immagine cosmica che percorre il tempo e la luce la vedi ora ma resta in movimento ed è questo il senso per risalire oltre il confine .

Siamo tutti chiamati alla vita e di tutti si avrà bisogno in quella Unione che crea il cosmo giusto in questa nebulosa fatta di malattia , eppure adesso e solo adesso noi possiamo essere cura infinita . Curiamo noi e contagiamo altri con la nostra giusta energia, un’energia che illumina un cammino duro, ma che al contempo è soluzione . Lasciamo questi porti fatti di urla al vento, di personali pensieri inutili . Prendiamo le ali del nostro coraggio e voliamo in questo cielo . Qui e ora o mai più , adesso è il nostro tempo , adesso in nostro viaggio si immerge dentro di noi in quei meandri mai visti dietro ad ogni porta c’è un passio di vita nuova , una nuova energia da trattenere e condividere .

Siamo tutti chiamati alla vita e lassù nel cielo c’è la la strada della speranza . Non fermiamo la nostra immagine dentro il quadro della paura , non delimitiamo confini di paranoia per sentirci rassicurati. In noi c’è un limite sottile nel controllo e questo delinea la prigione della nostra mente . Ampliare , espanderne , elevare e sostenere la novità presente , mantra che come suono di una nave che lascia il porto in segno di partenza e coraggio ci sostiene . Nulla ci ferma e anche se la direzione non è chiara , il vento ci aiuterà . Lasciamo a casa pesi inutili, legami inutili e malati , lasciamo ogni cosa che non sia pulita . Prendiamo il necessario per partire in questo nuovo viaggio. Noi non siamo portatori di pesi altrui, ne idee altrui. Noi siamo creatori di vita adesso e siamo creatori di novità . Questo non è un viaggio pindarico , è un viaggio dello spirito libero che si manifesta . Potremo vedere come questa libertà si unisce all’amore che di noi abbiamo creando un volo vero . Abbiamo sopito troppo allungo , vittime di noi stessi e di legami malsani , siamo stati cura dell’incurabile, cavie di gregge vittime delle nostre paure , manipolati e manipolatori in nome di quel indefinito senso di appartenenza. Eppure non abbiamo salvato nulla , anzi siamo caduti davanti alla novità che ci restringe . Non c’è ipotesi logica nel presente che viviamo, sono fili a cui aggrapparsi celati da una tela del ragno …. non è irreale siamo noi che dal torpore vediamo ciò che dobbiamo vedere . Legati in nome di una libertà , questo è stato l’abisso dell’anima che ci ha portato nella vita per tutto questo tempo . È solo il tempo di spezzare queste catene perché il presente ci vuole adesso. Sarà ogni vostra volontà a darvi forza , perché in essa c’è il potere vero .

La vita chiama per chi sa ascoltare , una chiamata muta ma che in noi suona . Non c’è spiegazione di logica poiché la logica ci ha già soggiogato e confinato il fiduce che spostano la bilancia interiore . Qualcuno chiederà dove sia la spiritualità e questa sarà la prima pagina che indica . Tra le righe di ogni racconto c’è un sottofondo da interpretare in quel linguaggio universale che ci rende tutti uguali .

Non fermiamo mai la possibilità che in noi c’è , perché la vita ci chiama e noi siamo presenti ad essa , presenti al nostro si .