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Alberi

C’è una ragione profonda in ogni cambiamento . Perché il presente ti radica oltre che alla vita anche alla cecità del tuo futuro. Cambiare è evoluzione , correzione del passato , un tassello ricollocato un giorno alla volta per avere un puzzle completo un domani . Perché per cambiare bisogna saper osservare al di là del presente , una visione vera e non una nostalgia di ciò che sarebbe . Perché il tempo passa e gli stolti credono che tutto cambierà senza cambiare mai nulla di se . Perché anche l’albero ha radici ma senza sole i suoi rami restano bassi. Si cambia con dolore per provare felicità maggiore , per domane futuro e certezza a se stessi ed altri.Ogni nostra credenza è mutevole la staticità alberga nel nostro ristretto pensiero, nel pensiero drogato di falsi incanti altrui, poiché chi è libero di pensare sa anche generare, da stringere i denti con orgoglio e poco si perde nel bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. 

Ogni cambiamento è opportunità e chi non coglie il frutto dell’opportunità non vede il lato futuro e prima o poi ritorna al passato convinto che il presente sia la radice certa in ogni pianta . Così non è, poiché la natura mostra che ci son piante con radici che stanno a pochi centimetri dentro il suolo , eppure vivono in condizioni estreme . Ciò che ammala alla fine cura , dipende sempre dalla relazione d’amore che abbiamo con noi stessi . Perché qualche cosa si perde per trovare qualcosa , si perde in modo relativo non così permanente , solo la mente crea la permanenza falsata da emozioni cieche . Perché ogni albero crea semi e li disperde ma genera , non perde nulla si ritrova moltiplicato senza chiedersi nulla, noi chiediamo e pretendiamo troppo perdendo di vista il nostro lato intrinseco che ci fa vivere davvero. 

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Riflessioni aperte 

Ci sono leggi non scritte che si imprimono come parole infinite nel cuore e nell’anima .La fiducia crea fiducia .

L’amore più ne produci più ti salva .

Se pensi positivo crei positive condizioni .

L’anima sente ciò che la mente confonde .

Il corpo è la primaria sensazione di ciò che dentro di noi accade .

La verità chiede verità .

L’occhio vede ciò che la mente mostra 

Il dubbio è da intelligenti nella giusta proporzione della fiducia stessa .

Il passato conserva la radice ma non deve essere il punto primario .

I dati di fatto sono inalterabili , cambiarli è un comodo mezzo di una presa di posizione (ego).

Il cambiamento serve quando quel che vivi si esaurisce , inutile fuggirne per dolore poiché la vita ha sempre altri da mostrarti .

L infelicità è uno stato di consapevolezza mancato , che chiede una variante inaspettata e solo tu scegli se restare o cambiare rotta.

In una condizione ormai nota non germoglia che lo stesso campo di energia , diversamente è illusione .

La libertà è imprescindibile , l’amore resta secondario o deve vivere il parallelo .

Quando hai fatto il possibile e sei consapevole di questo non serve aver colpe .

Ogni luogo è bellezza ma solo interiormente fiorisci in quello che più si adatta a te . 

Impara ad ascoltare , prima di vivere in molteplici domande perché è vero che la domanda apre e la risposta chiude, ma è altrettanto vero che esistono confini dove il silenzio deve regnare .

Si deve sempre scegliere per il proprio bene e mai dimenticarsi di se stessi . 

Possiamo cambiare molte cose ma dobbiamo aver coraggio di cambiare la nostra mente per essere in equilibrio tra il sognare creativo e il sognare illusorio . 

Siamo responsabili di noi stessi in primis , questo è già un traguardo .

Prendiamo le nostre responsabilità come punto di forza per crescere .

Possiamo evolverci solo quando siamo consapevoli e indipendenti e nessuno al posto nostro fa ciò che noi dobbiamo fare . 

Semplici regole per una vita che si può semplificare un po di più.

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Spazio

Ogni tanto ci si sveglia assonnati, come se fossimo in pausa . Si, accade , riflessioni che nulla sia fermo e tutto poi scorra velocemente . Allora c’è ancora un istante di pausa , riprendersi il proprio tempo, con un ritmo calmo che somiglia al suono della natura . Accade non è un male , si è lenti per gustarsi il caffè in modo diverso , come se ogni frenesia svanisse nella fragranza di quel caffè .C’è aria nuova , è inverno in realtà , tutto però sembra lento, come un attendere una primavera nuova . La vita corre e tu rallenti per prendere spazio . Tutto vive di attimi e questo libera lo spazio . Tutto scorre, viaggia e ci si prepara conla valigia . Si, è un pensare che prende vita quando sai che si deve ripartire e poi il prossimo caffè sarà preso di fretta , per abitudine e ogni fragranza si confonderà con la fretta. Ogni odore sarà distante in questa risalita , eppure non è male perché tutto riparte . Ogni avventura ti fa correre e se c’è una pausa vivila in silenzio , perché non ha prezzo la fragranza di un tempo calmo davanti a molte corse . 

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Ricette: porri e carciofi al sapore d’Oriente .

Ricetta raffinata adatta a chi non vuole carne , ma che al contempo non rinuncia ad un piatto saporito e veloce.

Pulire porri e carciofi ( in questo caso i carciofi sono quelli siciliani), bollire in acqua calda e salata, e a metà cottura aggiungere del curry nell’acqua , questo aromatizza in modo delicato le verdure , cottura circa 12 minuti. 

Scolare le verdure e mettere in padella con un filo d olio di oliva grezzo ( il gusto è diverso più profumato) è una testa d’aglio incamiciato, così che si senta la fragranza in modo equilibrato , cuocere a fiamma viva per 5 min aggiungendo erba cipollina al finire . Semplice e gustoso . 

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Ricette: ceci e merluzzo 

Ricetta facile per creare un piatto veloce e proteico a basso contenuto di grassi.

Prendere i filetti di merluzzo e scottare a fiamma viva il olio d’oliva , sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e aggiungere peperoncino in polvere . Dopo cinque minuti aggiungere i ceci scolati dalla propria acqua , teniamo presente che i ceci sono farinosi e poco saporiti e tendono a smorzare i sapori. Quindi durante la cottura aggiungiamo un po’ di sale e del rosmarino fresco, per dare corpo alla ricetta poiché anche il merluzzo è un pesce delicato. Aggiungiamo a piacere delle olive verdi in salamoia sgocciolate per dare quel punto “aggressivo ” alla ricetta. La cottura totale è di circa 25 min. 

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Ricette: ragù alla bolognese 

Ebbene sì , ci vuole consapevolezza anche in cucina , perché mangiare bene eleva l’anima e mette di buon umore .

La ricetta in questione è il classico ragù alla bolognese . Una ricetta decisamente facile che richiede solo passione e.. tempo di cottura . 

La prima fase è quella di creare la base per il soffritto: carote , cipolle e sedano tritate a tartare per dare una consistenza vegetale alla carne . Se usiamo 600gr di carne useremo un sedano , due carote, due cipolle.

La preparazione: tritare a coltello le verdure, mettere il olio di oliva e cuocere a fiamma viva per pochi minuti , fino a che le cipolle non cambiano colore ( carote e sedano richiedono molto più tempo) sfumare con un buon vivo bianco ( le materie prime più sono di qualità meglio sarà il risultato) fino ad evaporazione.

Aggiungere il macinato di carne , in questo caso per essere un po’ più leggeri ho utilizzato un macinato di vitello e non misto, cuocere qualche minuto a fiamma viva sfumando con un bicchiere di vino, a completa evaporazione del vino abbassare la fiamma e ultimare la cottura. Aggiungere la passata di pomodoro e cuocere per circa due ore a fiamma bassa , sale e pepe q.b. 

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Spiritualità 

Siamo alla ricerca di noi stessi, della chiamata a quel viaggio senza ritorno , il più bello e vero della nostra vita .

C’è un percorso che prima o poi vorremo , si lo vorremo ognuno di noi per un motivo , perché senza chiamate non ci sono più voci dell’anima . Avremo sempre qualcosa da dire , qualcosa su cui mentire e piangere , eppure nonostante tutto nulla è perso . Possiamo anche sfuggire dal centro di noi stessi, forse in questa vita così periferica siamo abituati alle marginalità . In mezzo ad un mondo troppo digitale che accorcia le distanze aumentando le apparenze, presi da un emozione , un dolore , un senso onirico di potenza , ci sentiamo sempre più distanti . Se così non fosse saremmo immancabilmente vivi e non cloni di fotocopie mediatiche , vittime di noi stessi, pecore alla stregua dei pastori intellettivi e spirituali digitali . Eppure nonostante le parole possano irritare, pungere in modo netto e gelare il nostro orgoglio , questa è una verità grande . 

La spiritualità non si taglia come la metà esatta di una mela , la spiritualità non è la luce senza sapere dove l’ombra sia , no è la visione globale di noi stessi rispetto alla vita , inizia dal concreto , il tangibile , l’essere presenti nel qui e ora nelle nostre quotidiane azioni . Non chiede una panca dove genuflettersi ogni qual volta il dolore ci pieghi , non chiede libri e frasi che innalzino l’enfasi delle nostre sensazioni interiori , non chiede uno specchio dove piacersi poiché saremmo vittime dei paragoni . In definitiva siamo unici e nessuno ci somiglia mai davvero . 

Amarsi e coricarsi senza sognare le tormente del passato, svegliarsi ed essere consapevoli di ogni nostra azione , avere quello spirito che conserva L’interezza di noi stessi, nonostante tutto voglia inquinarvi ad ogni angolo , questa è la parte che dovremmo detenere . Noi ci associamo a quello che più sentiamo per farne una esperienza terrena e mutevole, preposta al cambiamento verso una crescita libera . Chi può dire che la spiritualità sia fatta in un modo o in altro? Nessuno abbiamo solo cercato un veicolo transitorio e se questo fosse riposto nella nostra consapevolezza avremmo dato vita al frutto della crescita interiore . Invece si resta bloccati , per poi invasarci in modo velenoso e tendiamo a essere ciò che meno siamo , perché di ciò che conosciamo non ne daremo mai più il senso corretto. Questo accade per paura di dover cambiare troppe volte e quando abbiamo la padronanza di qualcosa è solo che qualcosa che sappiamo . Ma cosa sappiamo veramente ? Non sapremo mai abbastanza e questo è il dato di fatto che trasforma noi in pecore al seguito di qualcuno . I maestri siamo noi, senza dimensioni e ne regole fisse . La spiritualità si manifesta in una chiamata e noi possiamo decidere cosa prendere e fare . Nel preciso momento che capiamo che ogni percorso è limitante , capiamo la prima regola del non attaccamento , questa è un altra fase determinante della nostra ricerca interiore . 

Oggi è vero un qualcosa che resta sotto gli occhi di tutti : ci rivediamo nelle frasi senza essere noi gli scrittori…

Dovremmo distinguere molte cose se avessimo occhi veri per vedere in modo pulito . Invece ci leghiamo a ciò che più ci somiglia restando in ombra a ciò che più ci irrita , è una paura interiore che si eleva nella concretezza della vita , ed è così che si perde il punto focale . Ci mettono sotto i riflettori e poi non siamo nemmeno dei bravi attori che sanno improvvisare . Perché c’è un dato, se possiamo spaziare senza fermarci a identificarci con paragoni e giudizi , allora siamo consapevoli . Questo è un punto vero della spiritualità , il punto pulito in un foglio pitturato a lacrime amare . Credo che sia giusto che ognuno abbia la libertà di essere ciò che si sente , credo giusto però vedere in modo ampio anche se logico la soglia delle cose che , dividono la spiritualità dalla concretezza posta in modo reale nella vita . La spiritualità è silenzio e apprendimento , la meditazione non è una e né tantomeno fatta in un modo o in un altro. Sono specchi dove noi a livello temporale ci rivediamo è solo quando siamo disposti a cambiarci e ci rivediamo allo specchio senza problemi , siamo nella via giusta . Resta vero che non esiste un modo per essere o non essere, difficile dover vedere al di là del proprio naso , perché anche in chi ha un ego come un palazzo potrebbe vivere una grande spiritualità poiché se tale persona è felice , nessuno può giudicare questo . Definiamo insensibili chi è diverso dalle nostre modalità di approccio , invece siamo solo destinati a ruoli diversi in questa esperienza e in ogni persona resta il buono come parte di patrimonio a chi dopo di lui verrà , nessuno dovrebbe giudicare in virtù di come lui si identifichi nella vita , eppure da chi più si sente santone escono parole diverse . Escono parole che vogliono dire tu sei fuori strada , esiste una strada ? Esiste un metodo o un modo unico , no esiste la presunzione di cambiare le persone invece di cambiare noi stessi consapevoli che ogni nostra esperienza ne è privilegio e limite al contempo . Eppure sull’onda di questa malattia collettiva , nascono funghi tossici chiamati a curare , far vedere, amare, pace . Una grande falsità umana credere che ci sia un modo statico in un dimensione dinamica mutevole , siamo vittime della nostra paura e vogliamo solo proteggerci preservando una memoria di noi in un tempo infinito senza nulla da cercare , perché nella non ricerca tutto a suo tempo arriva . Vogliamo pregare , meritare , urlare , fare sport e essere ciò che meno vorremo essere o vice versa ? Va bene , perché se siamo felici siamo molto spirituali , vero la mente mente , però se continuiamo a cercare il nostro cuore senza avere una mente viva , siamo e restiamo un insieme diviso da un dialogo tronco . Seguiamo la felicità celebrando la vita senza troppi dogmi e status , forse saremo più simili a Dio in quel momento . Si dovrebbe sentire la voglia di vivere e meno la voglia di dover essere qualcosa , tanto di fatto siamo quello che siamo e restiamo in modo netto deputati a ciò che il destino ha scelto . Restiamo semplici la spiritualità è una , le modalità molte , ciò che resta in mezzo a questo è libertà vera che tanto blasonata in ogni dove resta in verità confinata in pochi . 

Ci sarà un giorno dove alcune evidenze saranno fuori dalla nebbia , eliminate dagli invasati , dai giudicatori , dove l’ignoranza sarà minima e la libertà massima . La malattia sarà inferiore , perché se vogliamo dire il contrario dovremmo avere i coraggio di fare dei fatti. Ma fino a che viviamo di aspettative , miracoli , pretese , somiglianze , di regole inutili , di parole mielose che poi di fanno diventare un credente a metà per poi essere l’illuso di turno. Fino a che non avremo la capacità di mutare e fuggire da qualcosa vedendo che nulla è definitivo poiché abbiamo bisogno di molteplici esperienze , non sapremo mai fino in fondo chi siamo e ne tanto meno avremo sfiorato la spiritualità .