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Il sintomo

In tutto questo manifestare di quale sintomo vogliamo parlare ? Ansia o dolore , paura e stupore .

Sopra di noi c’è quel velo che offusca un po’ questo bel sole , sintomo che qualcosa stride ancora . Il sintomo peggiore è l’indifferenza a volte . Tutti a cercare qualcosa di così personale e dire che di personale non c’è nulla . Di personale c’è la nostra vita che un po’ si somiglia , tutti avremmo da raccontare ma poi ricadremmo nella “malattia” del momento , ci aggrapperemmo alle nostre ansie come alibi universale , condivideremo un dolore ma poi sarebbe troppo intimo. Forse la cosa più pulita resta la paura , perché se ci pensate la paura è semplice . È così semplice averla , raccontarla , ingrandirla a tal punto da creare il sintomo più profondo e intimo di questo presente . Ebbene abbiamo forse bisogno di questa assurda malattia per stupirci ? Forse ogni volta che si tocca il fondo la volontà di risalire diventa più forte . Ma ancora più forte è il sintomo , la rabbia che si collega al coraggio e poi diventa vittoria , questa sarebbe la catena giusta . Un po’ per ironia dico: sintomo , anche perché la stessa parola è scatenante, espansa scende in profondità e a volte non la controlli , si insinua nella mente e la fa viaggiare ovunque e non sempre si ferma sulla razionalità . Il gioco di parole è sottile , ma dietro le righe c’è una verità che tutti stiamo vivendo .

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Le cime

Osservi una vetta, c’è nebbia e l’orizzonte non lo sai immaginare

Scalpiti, la frenesia rallenta il tuo passo , la Cima è distante la passione arde

Prendi fiato e prosegui , sono così infinti questi sforzi , insensati e figli di un paradosso

Cerchi le cime e poi hai già le vertigini , si la libertà crea questo, si la libertà fa paura

Sconfini dentro la tua paura e procedi, il fiato è corto e tu ti illudi , il fiato è corto e tu ti preoccupi

Ti ossessioni nel senso di te che pervade , nonostante tutto sei arrivato alla cima , ora vedi, osservi , scruti l’orizzonte .

Sei libero , è un attimo che vive in te , ma non è il senso che in te matura , non c’è scalata alla libertà se della libertà non ne conosci innocente la pace, non ha affanni, ne corse , ne salite , ora la discesa mostra L illusione .

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La libertà.

La libertà non puoi nemmeno volendo escluderla da te stesso, non puoi eliminarla . La libertà è l’unica cosa che finisce al finire della vita stessa .

Il paradosso che tutti vogliono la libertà ma sono estremante capaci ad assottigliarla in modo inconsapevole , il vero paradosso è nel senso della parola , nella sua magnificenza , eppure sappiamo sopirla con semplicità . Osservando con una lente di ingrandimento il concetto della libertà possiamo capire dove in verità non la controlliamo mai . Tutto gravita dalle responsabilità che non prendiamo , non concepiamo , tutto si crea da quella linea invisibile che circonda la libertà stessa . Più capiamo il senso della responsabilità più la libertà si espande . Quando la libertà sfonda quella linea sottile diventa loro , lentamente goccia dopo goccia crea un fiume che diventa una privazione altrui, pertanto non è una libertà vera . La libertà preserva il diritto di libertà altrui , crea giusti confini che limitano la privazione , è molto equa la libertà vera. Conosce il senso del diritto e del dovere , non si inchina alla paura ne tantomeno è così impavida a tutti i costi .

La libertà è la massima espressione dell’universo , in esso tutto funziona in modo perfetto , ogni singola stella è collocata nel posto giusto al momento giusto .

La libertà così tanto urlata da questi tempi non ha escluso la responsabilità , bisogna però comprendere che sia la responsabilità e perché risulta così semplice entrare nella privazione della libertà . La responsabilità è un senso altrettanto alto nella nostra vita , anch’esso viene urlato ma forse non è così davvero compreso . Se fosse compreso a livello inferiore tutti noi saremo su una frequenza unica e non saremo circondati da leggi , divieti, ecc ecc . Il senso si perde perché noi vogliamo essere leggeri e questa ricerca porta a declinare responsabilità ad altri, un giorno alla volta , una persona alla volta si arriva alle masse . Su ogni responsabilità mancata la paura fa da conduttore poiché la paura è più forte dentro noi come sensazione iniziale dell’amore . Questo passaggio è complesso , molto complesso . Se immaginiamo questo : l’amore ormai è troppo individuale , la paura è collettiva quindi è matematico che la forza diventi maggiore . La prima responsabilità che si perde è amore in modo più ampio e più semplice , perdendo il senso della responsabilità un po’ alla volta non riconosciamo la libertà nella sua forma, ma la manifestiamo quando il limite di sopportazione passa la soglia . Spesso non la sappiamo nemmeno più dosare questa libertà essendo troppo pieni di paura . Non voglio dire che la paura sia l’errore poiché non lo è, resta il giusto allarme rispetto al rischio . La responsabilità dovrebbe essere spiegata in un modo più intimo della vita e non trasformata in una zavorra corrotta e inutile . Dentro ad ogni responsabilità c’è un privilegio e in esso la nostra libertà è l’espressine massima che si manifesta . Noi invece abbiamo imparato che prendiamo solo quello che più ci compensa e non quello che ci eleva , è distorto il messaggio a monte . Siamo partecipi di parole che creano in noi ciò che non vogliamo mai fare e questo crea persone che eleggiamo a nostri porta voce , in queste persone c’è quel carisma , quel coraggio , ma c’è anche il potere di confonderci . In ogni persona dobbiamo ricordarcelo c’è un idea oltre la nostra che spesso non ci appartiene e se gli diamo il potere di decidere per noi perché abbiamo voluto non prendere il senso di responsabilità in modo integrale e interiore . Abbiamo concepito solo logiche e nelle logiche c’è un limite . Quindi se noi noi decliniamo senza capire la responsabilità l’idea altrui prima o poi ci limita , è nella stessa natura umana questa modalità di prevaricazione , è nel non capire l’amore o vederlo solo a livello individuale .

La libertà è un atto d’amore espanso , privo di odio e consapevole della paura ,che ci insegna un giorno dopo l’altro che la responsabilità è l’albero che darà i suoi frutti futuri .

Noi non siamo perfetti ne immuni ma abbiamo un potere : il cambiamento . Mutare in modo consapevole ci rende liberi . Vivere la libertà è un atto collettivo , autonomo come percorso ma aperto agli altri , privo di pretesti e bugie . Osserva in senso altrui con la stessa venerazione che osserviamo la nostra . Suddivide responsabilità identiche dopo che in noi le comprendiamo nel modo giusto, il peso si suddivide la libertà stessa si espande . La paura diventa più piccola e noi ne saremo più forti e felici. Niente e nessuno predomina su di noi se noi non facciamo lo stesso , il cerchio si amplia ma non scoppia, non c’è sottomissione ma un dialogo . La libertà si amplifica all’infinito .

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La caccia alle streghe

Dove finisce tutto il bene che abbiamo pensato e cercato ? Uniti ma non troppo frustrati e partecipi di una inquisizione che ormai pesa . La caccia alla streghe perde voce adesso, quando ogni nostra libertà sembra sempre più lontana . Abbiamo urlato contro chi non rispetta le regole , abbiamo inquisito per bramare nel nostro intimo quella libertà di alcuni . Abbiamo messo alla gogna e poi al rogo le “streghe della libertà ” , c’è stato un momento che tutti abbiamo giocato per cercare il colpevole di una libertà assai troppo manifesta. Noi reclusi , noi eliminati dal tempo dentro un tempo che non passa mai , siamo stati privati della nostra libertà . Nonostante la privazione abbiamo resistito , lottato e forse sperato . Cantato dai balconi , segnato con un dito chi della sua libertà ne ha fatto una sovversione totale . Ora le somme , ora il conto della resa totale , nessuno è libero e le streghe non esistono più .

Come scrisse Kahlil Gibram nel : Il profeta

“Quando l’amore vi chiama seguitelo . Sebbene le sue vie siano difficili ed erte.

E quando vi avvolge con le sue ali cedetegli . Anche se lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.

Quando vi parla , credetegli , sebbene la sua voce possa frantumare i vostri sogni così come il vento da nord arreca scompiglio al giardino . Poiché mentre l’amore vi incorona così vi taglia per potarvi.

Mentre ascende alle vostre altezze e carezza i vostri più teneri rami palpitanti al sole . Così penetra fino alle vostre radici scuotendole nel loro abbraccio alla terra.

Come pannocchie di granturco vi raccoglie in se. Vi batte fino a farvi spogli .

Vi staccia per liberare i cartocci , vi macina fino al candore .

Vi impasta sinché siate cedevoli , e poi vi consegna al suo sacro fuoco così che possiate diventare pane sacro .per la sacra mensa di Dio .

Tutto questo provocherà l’amore in voi , affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore ……

In questo estratto di Gibram il senso diventa più rotondo , le streghe scompaiono poiché se conosci l’amore conosci il senso della libertà , un Liberta impavida , violenta e ribelle . La libertà è l’ala mancante e indivisibile dell’amore stesso .

Ora dopo aver riversato odio , che resta l’oro dei poveri di spirito , siamo tutti su uno stesso piano . Una tavola spoglia dove il pane scarseggia , la luce è fioca , il senso si perde nel fiume delle parole aride . Ora su questa tavola spoglia noi commensali siamo identici , ogni nostra idea svanisce in quel vento di desolazione e incertezza . Non ci sono streghe , maghi , magie . C’è solo un senso di libertà che attende di vivere e irrorare un cuore forse inaridito per rabbia .

Adesso e solo ora più che mai la nostra voce diventa più sottile , eppure restiamo appesi alla speranza . Non cacciamo demoni o streghe , uniamo semplicemente la nostra visione per essere liberi . Solo questo resta, la forza che nel cuore di ognuno di noi crea il senso della vita stessa . Poiché l’essere umano senza libertà è una sagoma contro luce, un’ombra .

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Il silenzio degli innocenti , la nostra memoria storica

Quello che siamo oggi è il prodotto di quello che abbiamo imparato , di quello che ci è stato tramandato . Una memoria che passa attraverso i nostri anziani a noi e che si tramanda nel tempo . L’Italia uno dei paesi più “vecchi” d’Europa è sotto una strage ormai non troppo silenziosa. Resta però la voce che non abbiamo forse scordato per il nostro vivere . Gli anziani sono il patrimonio della nostra conoscenza , i detti, i dialetti , le usanze , questo tramandare antico che vive da millenni . Oggi una guerra silenziosa fa strage , una strage che toglie parola a chi avrebbe avuto bisogno di una parola in più . A poco serve avere memoria adesso quando ormai siamo dentro a questo ciclone . Eppure gli anziani e il loro silenzio dimostrano la forza di chi ha sempre voluto insegnarci qualcosa . La loro solitudine non inizia dentro un ospedale , inizia quando non hanno più qualcuno che ascolta , la loro voce reclusa da chi non ha saputo ascoltare logica che si sono dimostrate sbagliate . La nostra memoria storica cala , una perdita , un vuoto , una mancanza di aver potuto dare la dignità dovuta a chi nel suo lento vivere ha creato ciò che noi siamo .

Avete mai visto il volto di un anziano ? I solchi del tempo sul suo viso sono parole impresse nel suo volto, sono storie scavate nel tempo , indelebili e senza paura si mostrano tracciando quelle espressioni pulite . I segni del tempo sono a vista e noi dobbiamo ricordare che in quei segni che arriveranno per tutti c’è una ricchezza senza fine . Il virus ha colpito tutti, ma loro sono le vittime più fragili , quelle che hanno confidato in qualcuno o qualcosa perché nel loro tempo ormai che si fa sentire c’è innocenza . C’è quella fiducia viva che si erge in chi la sua parte l’ha già fatta . Nonostante l’aver creato chi siamo, aver lavorato molto più di noi, aver tramandato chi siamo noi, non hanno ricevuto il premio della vita, chi ha fallito ? È triste vivere di evidenze che prendono forma solo quando accadono i fatti, in un paese moderno non può e non deve accadere . Non è un generalizzare uno stato di fatto , ma un evidenziare che si può fare meglio . Gli anziano hanno creato con meno mezzi ciò che siamo , sono stati e sono l’esempio , la base e chi non vede la base non troverà mai l’altezza .

Qualcuno in questi giorni , per condire un dolore dichiara che ai giovani verrà chiesto di avere una applicazione nel telefono per monitorare e gestire il virus e per gli anziani propone il bracciale. Immaginate la sensazione, provate solo per un istante a pensare il senso di vincolo . Immaginate che per tutelare si arrivi a supporre di mettere un bracciale , questo ha un senso che non da a tutti la stessa idea . Forse ventilare un modello telecomando da tenere in tasca dona una dignità maggiore. Troppa leggerezza nel manifestare idee in chi non può sempre dissentire e la memoria dove finisce ? La storia di marchi a vista e etichette ne ha mostrate diverse , e in questa ” marchiatura” c’è stata solo sofferenza , il dimenticarlo resta strano . I libri sono pieni di queste storie e tutti le consociamo . In chi ci dona e donerà memoria storica di deve creare il senso di tutela non di controllo . Forse ciò che è stato ventilato è solo una banale illazione ? Speriamo , ma anche le parole ad oggi hanno un peso .

Si dice che le parole se le porta via il tempo , ed al contempo chi non ricorda il passato non può avere un futuro .

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Poteva finire così , forse no

Iniziano i confini e laddove inizia la tua libertà inizia la mia… parole di un carnefice silenzioso .

Dentro queste mura chi potrà vedermi, chi potrà intervenire . Dentro la mia mente maturo rabbia e rancore , odio e violenza . Dentro la mia mente il mio mondo di violenza è libero , si io sono la normalità dentro queste mura. L’odio non vive di perché è razionale a prescindere e tu lo sai . Uomini che odiano le donne , la loro libertà e la loro bellezza, l’invidia muove in te quel senso di inferiorità che in te bisbiglia vocine atroci . Fai finta di nulla nella tue tue giornate , impeccabile e ordinato , distino è stimato . La banale facciata di chi dentro odia . Cammini e sei libero , entri in casa e sfoghi la tua rabbia , calano le maschere e alzi le mani ad ogni pretesto . Lei urla e poi perdona , il giorno dopo molte ore placano le stesse scene . Lei si racconta ancora sposta da quell’amore tossico le stesse frasi di perdono. La paura della solitudine , di non essere creduta , di essere lei sbagliata .

Il tempo passa e i confini di stringono dentro le mura di casa, l’incubo inizia. Non c’è più libertà esterna, facciate da rendere pulite al mattino. Le strade diventano stanze , i tempi di distacco minuti. Ogni parola accende la miccia, e tu dentro di te ti senti crescere l’odio . Lei si limita , ha paura , non dimentica . In quella casa adesso i muri mostrano i segni indelebili di chi sei. Ti sei nascosto tra scuse e libertà . Ora la tua libertà si limita e tu impazzisci . Credi di poter frenare ciò che non sai comprendere davvero. Un giorno dopo l’altro di manifesti in una tutta la tua violenza creata da te dentro di te . Credi che sarai libero di fuggire da ciò che fai, hai un racconto con mille strade della libertà . Hai pensato che lei debole e impaurita sappia solo tacere invece no esiste anche il tempo del giudizio .

Tu non sei sola , non sei piccola e ne sbagliata . Non sei quello che lui ti ha fatto credere . Puoi volare oltre la gabbia , puoi vedere che in quel amore non c’è amore , c’è odio il suo opposto peggiore , c’è invidia e debolezza . Quelle mani che si agitano e quelle urla di rabbia ne sono una prova . A volte si urla , ma mai si mena. E tu da troppo taci, e lui da troppo convive in quel rapporto a tre . Lui non è uno , lui è solo il prodotti delle due persone che convivono dentro di lui, lui è zucchero e veleno, il lo zucchero non può curare il veleno e lui è solo la parte peggiore che reprime e poi manifesta. Non è un caso nel tempo , ma è credere che troppi casi siano spalmati in un tempo che forse non ti lascerà scampo . Allora fuggi, allora senza temere agisci . Non sei sola , noi siamo un tutt’uno in questa giusta libertà e amore , l’amore stesso cresce nel perdono, si sbaglia anche in modo grande . Ma quando si commette un grande errore solo le grandi persone sanno dimostrare senza giustificazioni e perseveranze errate di meritare il perdono . Il ripetersi degli errori non è divisibile dentro le cose buone , è petrolio dentro il mare resta …

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Una strana verità o una ipotesi per passoscuro ?

Oggi venerdì 17 aprile sorge spontanea una riflessione di paese . Una riflessione che mette in evidenza i problemi di quelle piccole comunità dove nel loro cosmo l’economia è ferma .

Quello che diventa un po’ strano nel passare dei giorni è quel ripetersi di frasi ormai statiche : restare a casa ecc ecc. io credo che se si prende in considerazione alcune zone tutto si poteva gestire in una modalità diversa . Questa modalità era semplice a mio avviso è richiedeva la chiusura totale di ogni paese sull’asse del litorale romano ( questo poteva essere applicato ovunque in Lazio visto il numero basso di contagi , stando a ciò che viene quotidianamente riportato) . Se consideriamo che ogni paese con le sue attività commerciali genera un movimento economico . Se analizziamo che dopo 40 giorni stiamo in una situazione statica che crea un danni economici e che rende complesso anche pensare a come si potrà ripartire , diventa normale interrogarsi. Se chiudere i confini di ogni paese modello zona rossa avrebbe permesso di accelerare i tempi di ripartenza anche solo a livello interno . Se consideriamo che una azione di questo genere avrebbe bloccato solo un certo numero di persone a non poter uscire ( lasciando comunque in entrata le merci ) e concesso solo a pochissimi la possibilità di farlo ( visite mediche ecc) , si potrebbe ipotizzare che il rischio ad oggi di contagio sarebbe molto scarso . Anche perché se non c’è movimento difficile pensare che accada una contaminazione in altra modalità . Se osserviamo perché ancora ad oggi invece anche in comunità ci sono dei casi e che questo oltre alla paura presente della malattia crea una paura futura economica c’è da riflettere . A poco servono adesso pensieri sparsi o ipotesi varie , perché nelle piccole comunità c’è un tessuto imprenditoriale in forte sofferenza , che nonostante la volontà di resistere si interroga sul suo futuro . Se consideriamo che un metodo quasi feudale avrebbe fornito unitamente al tracciato con i tamponi un quadro chiaro oggi ci dobbiamo chiedere perché non si possa applicare . Di certo nei piccoli paesi poco colpiti avremmo lo zero da tempo , i piccoli commercianti avrebbero già iniziato a lavorare senza contare ovviante sui clienti esterni al paese , ma per lo meno potendo contare su qualche entrata .

È giusto considerare che un concetto come questo era riferibile solo a determinate zone, c’è da considerare che alcune zone non hanno che il commercio e il turismo ( uffici di gestione ecc ) , considerato la salvaguardia della salute collettiva ora il pensiero si sposta su quello che diventa la salvaguardia economica . In questo ragionamento ovviamente emerge un pensiero quasi circoscritto alle piccole comunità della costa laziale , questo non toglie il rispetto per tutto il paese da nord a sud. Resta solo una evidenza quasi incentrata alla speranza di uscire da una situazione che preoccupa e che non trova una vera rassicurazione futura . Le piccole attività non sono le grandi aziende che hanno una modalità diversa , il fermo lavoro implica il rischio di chiudere per sempre , avere un finanziamento potrebbe non essere sufficiente e i tempi si dilatano .

Credo che piccole regole come obblighi per gli ausili di sicurezza, prevenzione mirata , circoscrizione dei paesi , possa salvare qualcosa . Forse questa è la mia speranza , forse noi piccoli paesi non saremo mai sulle prime pagine di giornale . Ma all’interno di questi paesi ci sono persone che vogliono sicurezza e lavoro , che hanno il diritto di poter pensare al futuro . Siamo alle porte di maggio eppure tutto resta invariato , legati a leggere molti articoli dove si confonde la verità dalle false notizie , anche questo crea qualcosa di pericoloso nelle persone che non sanno mai quello che in realtà sia una linea guida. Nelle piccole comunità , in quel cosmo fatto di sorrisi e persone , di mare e piccoli negozi c’è bisogno di positività . Il riportare a visioni ampie ci fa sentire partecipi a volte ma anche isolati . Potrà sembrare assurdo ma nei piccoli paesi c’è bisogno di logiche e metodiche dedicate che aiutino a ripartire e che aiutino a creare in un futuro prossimo una collettività più forte, perché la semplice consapevolezza che tutti insieme possiamo creare qualcosa e migliorare insieme per il bene di tutti .