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Pendolari dell’anima

Realtà fatta, di esclusione, terrena e aurea, limite di un vivere, treni pieni d’anime , vagano in viaggi ..

Il rimanere in mondo proprio, rende la vita vuota; vuota, come una sete nel deserto, ritmi scanditi, volti simili, se non per fisionomie, incompatibile vivere, accelerazione, in fondo questa è storia, contemporanea, di un mondo che non vedi, ma che senti, chi sono io, per raccontare? Tu dirai, amico mio, nulla se non opinione, un sentire emozionando, un racconto come tanti, tu dirai con sorpresa, non capisco il tuo dire.

Raccontare, rimane un’impressione, forse verità, forse fantasia, leggenda con un filo d’ ironia, come un treno che prendi, stando seduto in poltrona, osservare, arricchisce ,con discrezione, non è un fissare, ma un lieve vedere, le persone che ci circondano, in fondo amico mio, il mio pensiero, non è il tuo ! Il tuo rimane uguale a un sempre, simile a un tutti, frasi del gergo, che non conoscono lingua nota, tu dirai – E’ un progredire !- , io non penso che la progressione avvenga, nell’assomigliare, tu sei A e io B, due lettere, di un alfabeto, rimane lo stupore, di un racconto che fine non trova, dialogo infinito, opinione che dissocia un vedere.

Il treno parte, io resto fermo, tu amico segui la massa, non identificare, il tuo cuore, anima profonda ,che di vergogna , rimane silente; Lui osserva e non ha parole, vive nel suo , come molti nel loro, tutto non ha un senso, per lui, vivere il limite, è ragione.
Il mio parlare, in un racconto da visionario, rimane esposizione ,lui non capirà, lui rimarrà amico, su un superficie piatta, un bicchiere mezzo pieno, il mio sarà vuoto, berrò, per lenire la sete della conoscenza , che della vita interiore cerco.

Spiritualità, lui penserà, ma in fondo ,che raccontare, se non, il più di un meno; il racconto che io vorrei fare, non troverebbe percezione, in lui, troppo assente, io guardo il treno dei pendolari dell’anima, partire ogni giorno, lui vede uomini, io vedo anime, tutto è semplice ora.

Forse racconto fine a se stesso, forse racconto di noi, voi ,loro, libertà di pensare, in un dolce ragionare, il bello rimane il senso di uno scrivere nel racconto, nel quale vi è un vostro racconto, io rimango osservatore, d’anime diverse, nel loro stare, bello sarebbe l’esposizione, ma non tutti accettano il giudicare; leggi il senso tra le righe, forse allora avrai esposto un pò di te, amico mio.

Può sembrare un ripetere all’infinito frasi, ma non è questo il giudicare che tu vorresti dire, parlare il tuo rimane.. Per essere ascoltato.  Giù dal treno dei pensieri chiusi, non sei pendolare di un racconto che fai a te, nessuno legge in te , se non esponi la tua verità, la mia rimane sempre uguale, oggi come ieri.

Rimarrò nell’attesa dei pendolari dell’anima, che un giorno forse vedranno quello che vedo io, bello sarà il conversare, dal profondo, una comprensione che va svanendo, questo rimane per ora, un inizio di un raccontare, monologo di un numero, il suo crescere sarà prospettiva, un cambiamento , una speranza.

6 commenti su “Pendolari dell’anima

  1. Ognuno di noi è unico…..nelle idee, nel pensare, nel vivere…..come tale ci si può ritrovare nei pensieri di un altro che rispecchia il nostro, senza emulazione e senza uniformarsi ma solamente per assonanza di pensiero e di visione della vita che comunque è e rimarrà diversa. E’ bello comunque leggere, confrontarsi e anche ritrovarsi nell’altrui pensiero, soprattutto quando, a volte, si ha la sensazione di essere “marziani”….. Ciao Daniele, buon inizio settimana!

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  2. Concordo con quanto ha scritto Silvia…
    Buona settimana Daniele….buona settimana Silvia…

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  3. Come al solito le parole virgolettate, non so perchè, non rimangono. Le riporto quì sotto, se no il mio coomento non ha senso .
    A saper guardare, quante cose si possono vedere e appuntare sul cuore.
    A saper ben ascoltare, quante cose si udirebbero.
    E’ la vita che scorre, sono voci, sono uomini come me.

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    • vero, peccato che l ascolto è di pochi ormai, il capire segue il ritmo, viviamo in un mondo che estranea il sentire, dissolve le anime , direi una forma di nuova solitudine indotta, o per meglio dire una voglia di assomigliare, io penso che la vera libertà sia essere se stessi, esprimersi , se viene meno questo il senso della vita svanisce, rimane un mio pensare, magari velleitorio , ma reale per me, io sono per dare ascolto, il recepire è importante per un dare..

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