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Il silenzio del dolore

Avere il mondo , inginocchiarsi nel ringraziare, per quello che uno vive, futuro e presente.

Tutto sembra ovvio, nell’osservare i sorrisi della gente, senti la felicità , vedi il passaggio delle esperienze come crescita, osservi troppo gli altri, velo dell’invidia che a volte fa la tua nostalgia, segna il punto debole, evidenzia la lacuna che è  in ognuno di noi, fa un particolare sentire, questo o altro motivo. Segnano tutti le esperienze, nessuno escluso, il contrario è il sognare , mondo libero, fantasia vera dove puoi  esserne protagonista a tal punto di credere che sia vero.

Il dolore è l’inverso proporzionale alla felicità mancata, nulla scappa alla falce,” nulla esime nessuno da quell’attimo”, me compreso, il mio dolore rimane silenzio, mancanza di quello che era..

Tutto cambia, il secondo dell’orologio sembra poco , ma il tempo di un cambiamento è e rimane istante, ,manifestazione che a nulla serve, il silenzio del dolore è personale, parole altrui, non trovano ragioni, rimangono esperienze che si vogliono raccontare, ma il racconto fatto di te come protagonista è altro.

Difficile capire perchè tutti vorrebbero sentire l’amore in una vita che rimane esterna al cerchio dell’espressione, il cuore rimane forte, il dolore è uguale , il chiedere è sempre ,il dare è occasione..

Tutto sembra assurdo, ma il bello viene oscurato, attendi il sorriso, la svolta, dai , dai , sempre nella speranza che il percepire sia, uguale, alla fine solo la persona che vorresti rimane fuori da questo tuo estremo dare.

Il mondo cambia , la ragione prende il comando, la consapevolezza è anche  questo, accettare la sconfitta, accettare la parole che cambierebbe il mondo. Pochi accettano e riempono buchi, come un obbligo ,come baluardi , eroi senza spada, alla fine rimane un toppa, sopra a uno strappo.

La vita insegna, nella sofferenza si diviene solo persone migliori, ma questo non appartiene a tutti, solo chi prova capisce, il resto decanta, ciò che non ha mai vissuto, spirito di appartenenza, che senso non ha.

Forse il messaggio sembra distorsione, ma il capire uno scritto non deve essere di tutti, il tutti rimane cronaca, il sentire rimane di pochi, che si rileggono in parole, questo crea un cerchio, il resto crea appartenenza.

Io appartengo a me stesso, in me vedo, quello che sono , nelle mie parole sento il tuo sentire, follia diranno, dicano tutto, io ascolto quel che voglio , vivo come sono capace, il dolore rimane emozione da esporre, per persone che vivono …

Tutto sembra quel che l’occhio vede, il mio vede il vuoto della rete, legge e sente, molto complesso il raccontare questo, semplice esporre il dolore di vedere, l’autodistruzione delle persone, che non vedono che se stesse.  Raccontano di fantasmi e paure, rimane un raccontare , l’affrontare sarebbe altro, chi vive il contatto diretto di questo, ha la croce che può sopportare, destino ingrato che non risparmia.

Forse tutto sarà secondo , nel cambiare ancora, la speranza non chiude porte, la speranza è filo teso, nessuno lo lascia fino alla fine.

6 commenti su “Il silenzio del dolore

  1. in un mondo di fotocopie, vivere come si è capaci è già molto, quando è autenticità—-

    bello

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  2. Ogni esperienza, anche la più penosa, ha un risvolto positivo… avremmo imparato un qualcosa in più… e se chiediamo riscontri altrui… non è tanto per aver consigli… le risposte chiare le abbiamo già nel fondo del nostro cuore… ma per quel disperato bisogno di ascolto…a me fa paura il muro del silenzio… solo quello… mi so difendere poco… conto però di migliorare…
    A te come sempre i miei complimenti…
    Fata scalza

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  3. Bello questo percorso…dal dolore, dal suo percepirlo, guardarlo dritto negli occhi, dal berne il suo veleno, dal leccarsi le ferite…in fondo c’è un filo teso, un gancio nel cielo: la speranza!
    Ti auguro di trovare non un esile filo..ma una fune grossa che dalle profondità, ti porti alla luce più radiosa.
    Un abbraccione 😉
    Vera

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