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La voce del dolore

Il dolore non risponde alla pietà , non rimane silente all’invoco della grazia che chiedi, arriva e decide …

La vita ci accompagna sempre a pensare che tutto appartenga alle altre persone , indifferenza a volte come a sfuggire dalle paure che in noi appaiono lontane e vicine allo stesso tempo, vediamo il mondo rotolare nel dolore delle vittime innocenti, vediamo la sofferenza dei malati e con occhi della verità che ci attraversano in un istante, sentiamo l’urlo impietoso, ma nulla ,rimaniamo fermi un attimo e giriamo la testa, a noi rimane lontana la cosa , vicina è sola la paura di viverla.

Troppe volte si gira la testa per annullare alla visione di quello che il cuore vede, l’anima non è assente, ma l’occhio priva ed esclude, la mente vuole imporre la vita che dell’altruismo è ultimo istante , non è di tutti , ma di molti. La voce del dolore, è impietosa e sentirla è la tormenta assoluta, l’escludere questo sentire, è averne paura ,l’indifferenza è arma che allontana la visione di essa, ci fa sentire protetti, e non nutre l’aspettativa di una cosa che nessuno desidera. Chi desidera un dolore ? Nessuno . Ma non girar la testa d’innanzi ad esso, è un passo della comprensione ,che non avviene nella logica della mente, avviene nel sentire attraverso l’anima la cosa, prenderne una consapevolezza piena e tonda, provare a volte di lenire il dolore altrui, immerge noi nella felicità estrema, non siamo idoli o santi, siamo noi semplici come sempre, che nel dare riceviamo e dire cosa avviene nel ricevere è il conoscere dal profondo la cosa, il dare è scontato, personale non giudicabile, non ha misure. Quello che dopo avviene aver sentito il dolore altrui è proiettarsi in una ricezione che dona calma e serenità,” Accettazione” che mette in estinzione paure che si associano, siamo forti e consapevoli dopo, questo è quello che ci viene donato.

“Diranno il contrario e nessuno dirà nulla, diranno della paura e nessuno la giudicherà, non dire e fare non ha fine e tutti sono silenti nella luce” .

La voce del dolore è straziante ,ma la voce dell’amore è l’oltre del tutto nel suo infinito, non potremo rendere tutto luminoso questo è quello che penso, ma potremo mettere un raggio si sole nelle speranze di chi è meno fortunato. Piantare un seme di una margherita e vederla fiorire ,senza nulla fare,stare ad attendere quello che vedremo, questo è quello che accade se una volta nella vita non  ignoriamo la voce del dolore.

Rimarrà un pensiero esposto e personale, questo, ma che non estingue la speranza, ma che semina ,nessuno è privo del cuore ,nessuno è indifferente, nessuno…

8 commenti su “La voce del dolore

  1. Bello il tuo sentire Daniele………
    🙂
    Rosamary

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  2. Ti racconto una storia…
    ero ragazzina ed il mio papà diceva che la sua principessa era molto forte…per cui l’ultima cosa che mi raccomandò fu quella di pensare alla mamma e a mia sorella…
    Crescendo ho sempre ascoltato, letto tra le righe, aiutato chi aveva bisogno in ospedale, non credere perchè sia tanto buona… no… ma perchè ho cercato sempre di mettere in pratica ciò che mi è stato insegnato…
    In due parole non sono insensibile al dolore altrui…
    Nel frattempo anche io avevo i miei problemi da risolvere, le mie ansie, le mie tante paure…cercavo di risolverle attraverso i problemi altrui… le sminuivo… ed andavo avanti…
    Oggi mi addolora solo quando provo a scrivere qualcosa( per me è una grande liberazione) scrivo volentieri… parlo meno volentieri…e sono fraintesa o spesso ignorata…
    Non importa comunque io ho capito che non tutti hanno il dono dell’osservare… ed è cosa reale… che purtroppo soltanto quando ci si scaglia in prima persona contro certe realtà non considerate fino ad allora… si comprende…
    Da parte mia, continuerò a non chiedere, come sai non so farlo, ma continuerò essere almeno tra le mie pagine … me stessa…
    Ti abbraccio
    Fata scalza

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    • Vero quello che dici è una estrema consapevolezza la tua, poi libero decidere se chiedere o meno, questo non lo giudico mai, chi non sa ascoltare gli altri, non sa ascoltare nemmeno se stesso, questo è un mio parere, per il quale penso di aver sempre esposto, tutto appartiene alla reale vita che vivo e quando dico dona e sarai donato, è un vissuto non un immaginario, chi fraintende e ignora non comprende e non sente, ma le parole non devono riempire sempre quei vuoti, sarà il tempo a insegnare a chi non comprende, noi siamo oltre al giudicare e il decidere per le altre persone e tu fai bene a scrivere e chi non comprende che non comprenda, non è un problema tuo, tuo è l’incanto e la meraviglia che brillano nelle tue parole e chi non vede questo è giusto che non lo veda.
      Il non essere insensibile al dolore altrui è da parte mia una grande cosa, che porta alla comprensione della vita nella sua verità assoluta e non relativa e questo è merito ,io la penso così .
      UN ABBRACCIO SEMPRE

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  3. Voltare la testa dall’altra parte è semplice egoismo…
    Dobbiamo imparare a percepire i segni degli altri, ma spesso è difficile. Non tutti mostrano il dolore in modo palese…
    Loredana

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  4. Oltre ad indifferenza diventa egoismo il girare la testa dalla parte opposte per non vedere o sentire il dolore altrui.
    Io spesso mi sento tanto impotente e questo mi fa sentire ancora più male dinnanzi al dolore altrui….
    Pat

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