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Quel che non racconterai

Non racconterai di quelle  paure che senti ,parole nella mente , silenzio tra te e noi, paura dell’incomprensione che il mondo chiama, eco che riflette il falso, ma che sordo rimane, sola nell’istante non dovrai esser mai, con noi sarai quel che tu vuoi, raggiungici ora….

Rifugi nelle montagne , alberi e neve vanno a coprire l’urlo del tuo dolore, paure che limite in te hanno posto. Scappata dalla città ,che rumore poneva al tuo fragile sentire, ora vivi nel silenzio totale. Ma rimane immaginazione quel che vi era in te è rimasto, nascosto nella tua essenza interiore, non hai voluto raccontare al mondo la paura che sconfinava tra immaginario e realtà, hai ragione, l’incomprensione è totale, ma non sempre è quel che pensi.

Scriverai questa lettera un giorno, parlerai di te, dirai quello che non hai voluto dire nel tempo che eri con noi, parole che paura non faranno più, nessuno le leggerà, fino a che tu pronta al passo sarai. L’inizio è tremore nella mano che la penna impugna, vedi il foglio e non sai, se farlo o no, le parole nella mente son troppe e l’inizio non trovi, non aver paura ,inizia il racconto che nella notte frena il tuo sognare, fallo e l’incubo apparirà ora e tu lo vedrai nella sua nuda realtà, ammira quello che paure e angosce ti ha messo, sarà per te veder che solo parole alla fine sono, nulla di più.

Scrivi ora, tutto quello che non dissi mai con nessuno, fatti capire, non sei sola ,sei con noi che questo l’abbiamo visto dall’alto, ora che hai iniziato, vedi , com’è semplice, ore e ore a scrivere quello che non hai voluto dire, tutto hai annullato per non sentire ,ma ora sei d’innanzi al bivio ,apice del frutto maturo che cogliere devi per dir fine a quel che male ti sta facendo. Una parola dopo l’altra ,pagine del libro stanno prendendo vita. Vedi, semplice è quello che è in te , è li ,parole solo parole. Che paura posson fare le parole alla fine, sono composizioni fatte di vocali e consonanti ,che si uniscono e formano sempre e solo parole, stai esponendo il tuo sentire doloroso che lento sta svanendo..

Rileggi ora quel che hai scritto, è il vero che in te parlava e che voce non volevi dargli, non importa ora ,quel che è stato è nel passato ,vivi adesso il tuo presente ,la montagna dove sei è solo un nascondere la via. Rileggi e rileggi quelle parole, con un sorriso vedi che son parole che male fanno, ma che hanno ragioni e falsità, prendi il bello della cosa che hai scritto adesso e danza sola ,senti che il primo passo e fatto. Uno dopo l’altro il cammino stai prendendo ,inconsapevole o meno, il tempo è e rimane il guardiano che luce mostrerà in te.

Ora torna con noi ,torna, nulla è cambiato da allora, sentirai le nostre voci e tu che rileggi racconterai quel che è stato, senza sentire più la gola stringere, sarai libera. Tu adesso cammina e torna ,un abbraccio saranno le parole che sentirai e tutti ascolteranno il tuo dolore, che nascosto in te si celava ,subdolo e violento, mente dell’inganno che miete vittime e non racconta il perchè. Non farti più la domanda, perchè a te, non servono domande ora, rileggi in te ciò che su carta hai sigillato, la risposta è quella che vedi ora, che tra noi stai tornando. Tutto sarà un nuovo inizio, lo sentirai forte in te e noi con te saremo uno, un tutt’uno, siamo stati lontani e vicini sempre.

Cuore e anima…..

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6 commenti su “Quel che non racconterai

  1. Si cuore e anima… Letta d’un fiato.Esprimi sempre nello stile che ti contraddistingue concetti e immagini riflessi nella tua anima che riusciamo a far nostri. Bravo, smack!

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  2. E’ anche il mio rifugio scrivere, a volte non lo faccio per tanto tempo ma dovrei riprendere. E’ una cosa che ha sempre funzionato, mi rilassa e mi aiuta, ma più di tutto mi fa compagnia, non sono più sola sono con me stessa…ed è meraviglioso ritrovarsi, vivi pronti a ricominciare.E’ bello essere padroni di sensazioni inequivocabilmente uniche e personali, indescrivibili da assaporare da soli in compagnia di se stessi circondati da tutto il resto, fulcro di un universo senza fine che nasce puro senza preconcetti, formule perfette e vite meccanicamente organizzate. Sola e immensa, persa nella vastità dei miei pensieri più indefiniti…è come se volassi, leggera, libera ovunque è il mio pensiero lì è la mia essenza, il mio corpo? non avrebbe peso il mio corpo, sarei eterea, un’ombra….sarei come immagino sia la morte….

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  3. Molto bello questo post…….
    un abbraccio……… 🙂
    Rosamary

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