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Riflessione del flusso di coscienza 1

Abbiamo conosciuto forse tutto o forse nulla, a chi dare adito ad oggi ?

Siamo immessi in un contesto che nega quello che scomodo sembra. Noi siamo parte del circuito elettrico di una scheda, dove ogni singolo è una resistenza, e tutto questo non può essere ignorato.
Abbiamo provato a dire la nostra, ma siamo stati messi a tacere. Abbiamo cercato di vedere la possibilità di un cambiamento, ascoltando parole e parole, ci siamo forse illusi? Tutt’ora siamo sempre fermi in tutto, abbiamo una parvenza di movimento in quello che facciamo, ma se per un attimo rivolgiamo un pensiero al futuro, tutto si oscura.

In questo siamo schiacciati dal peso delle responsabilità, che non sono propriamente nostre. Le responsabilità ci hanno iniettato dilemmi solo per definire che un peso portato sulla coscienza è utile, ma di fondo è solo strumentale. Fin da piccoli hanno indotto noi a essere dei cloni della malinconia collettiva, diranno che non è vero ? Se non fosse vero, tutti sorriderebbero a questa festa che è la vita, danzerebbero e canterebbero tutti, invece siamo scuri in viso, arrabbiati e profondamente sempre pronti ad esser delusi da tutto e tutti.
Se ci fosse data la possibilità di tornare a vedere con occhi nuovi quello che il nostro passato ha evidenziato, molti rimarrebbero attoniti, bianchi come fantasmi e spaventati dalle proprie ombre. A questo nessuno pensa mai ? Forse è meglio non pensare e tirare avanti .

Abbiamo visto i rapporti umani, diventare sempre più sospetti, siamo di fatto sempre diffidenti e meno aperti. E questo come può  essere accaduto ? Forse un gene che in noi muta ! Non pensiamolo nemmeno, è il sistema che dice cosa sia giusto e sbagliato, e noi siamo in questo totalmente. Tornando indietro nel tempo rivediamoci, quando dicevano sei bravo e sei cattivo, non fare questo e non fare quello, può essere giusto dare una direzione alle persone, ma un direzione non una forma di schema che non libera la nostra espressione individuale. Questo è accaduto, potremmo negare,ma solo perchè a nostra volta facciamo la stessa cosa. Non siamo per giudicare vero ? A che serve .

Vogliamo protestare? E con chi ? Quello che è stato fatto è fatto, possiamo solo prendere consapevolezza della cosa, e riflettere, diventare osservatori attenti .
Riflettere non è mai un sbagliato e diciamo che sarebbe ora di iniziare ad uscire dalle riflessioni globali, e iniziare le nostre singole riflessioni. Non intese come un parlare e dire non mi va bene , iniziare a comprendere quello che ci circonda, essere esaminatori di quello che avviene è che ha segnato profondamente noi . Farlo è un gesto d’amore, verso quello che sarà e le generazioni future.

E’ vero, che molte cose hanno dato a noi una direzione che non era nella nostra natura, ma anche se fatte in nome dell’amore, hanno dato il segnale che destabilizza ad oggi il nostro potere inespresso. Chi si è trovato in condizioni di favore, ha posto veti in questo, scalato le vette materialistiche per poi diffondere quello che lui pensava giusto, per lui ! E per noi a seguire, ma era impossibile decidere per tutti, e questo non è un problema di onestà o meno, umanità e quant’altro, è e rimane un fatto, semplice e puro. Notiamo una cosa semplice, come in tutte queste cose, che sono figli in un unico padre, il risultato è sempre che noi non siamo liberi. Allora riflettere diventa obbligo se apriamo gli occhi, e incolpare e giudicare sono solo margini di una polemica sterile.

Siamo al punto dove noi possiamo decidere, ma in questo punto dobbiamo aver capito il meccanismo che vive all’apice  di questo sistema silente che mette schemi a erigere muri, dove noi siamo imprigionati. Chi pensa altro, è libero di pensare , nessuno vuole cambiare nessuno. Ogni persona ha una coscienza e una consapevolezza e come tale ogni sillaba di uno scritto arriva a chi può capire e vuole provare a capire. Chi rimane escluso è chi ha deciso da sé questo e come si dice in gergo, va bene così!!

Siamo nella libertà, nella democrazia, e in tutto quello che vogliamo, giudicare non serve. Come non servono i comizi da piazza, serve riflettere e comprendere quello che ad oggi possiamo cambiare, ma in noi stessi. Ogni piccolo cambiamento anche se di un singolo individuo è luce a irradiare con amore, quello che tutti chiamano speranza. E speranza deve essere ma fondata da radici solide di persone che hanno riflettuto e compreso attraverso loro stessi quale sia la vera essenza della vita.

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10 commenti su “Riflessione del flusso di coscienza 1

  1. Giusto quello che dici….ma quando noi personalmente abbiamo riflettuto e portato in noi stessi i giusti cambiamenti……ma dobbiamo sottostare alle idee e decisioni di chi, invece, il cervello sembra esserselo dimenticato……..bè giudicare diventa inevitabile…..non si può negare l’evidenza dei fatti, soprattutto quando a pagarne le conseguenze siamo sempre noi. Buona giornata Daniele.

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  2. Caro Daniele, come al solito i tuoi testi offrono sempre spunti di riflessioni importanti e di domande personali legittime. Anche io la penso come te, ossia che siamo indiscutibilmente legati l’uno all’altro in un sistema sociale, culturale, politico, spirituale e, inseriti come all’interno di un circuito, interagiamo gli uni con gli altri spesso nuocendoci a vicenda senza neppure rendercene conto. Pare quasi utopia il pensare di apportare cambiamenti prima in se stessi poi nella coppia e nella famiglia e in seguito in gruppi di persone che costituiscono il tessuto sociale. Solo la volontà e il desiderio comune di venirsi incontro può modificare alcuni comportamenti e reazioni emotive che si manifestano quando ci relazioniamo con gli altri. Resta evidente che in tutto questo “sistema” occorrono leggi e regole, ma quello che deve interessare o meglio, secondo il mio modesto parere, dovrebbe prevalere, è il desiderio di spingersi verso una modifica quotidiana di atteggiamenti che certamente anche nel piccolo ambiente in cui viviamo possono dare effetti positivi e benefici alla mente e al corpo. Attendo di leggere la seconda parte di questa tua pubblicazione e nel frattempo mi congratulo perchè penso di aver “intuito” dove intendi arrivare con il discorso. Un abbraccio e grazie per tutto.

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    • grazie Arcangelo, il seguito saranno gli imput dei lettori mossi dal primo art. a crearne il seguito, utopia è corretto come interpretazione sia per x te che per Loredana, ma voglio ricordare a entrambi, oltre che alla speranza che noi e solo noi possiamo fare in modo che i contesti cambino, ma se noi apice non poniamo il cambiamento , non potremo mai sperare di vedere il cambiamento in altri contesti, perchè di fondo sarebbe solo un ripetersi. Poi rimane una mia visione questa logicamente, ma in questo io spero di vedere anche solo piccoli cambiamenti . ciaoooo

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  3. forse è troppo utopistico, ma ci dobbiamo sperare…buona serata 🙂

    Loredana

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  4. penso veramente che il tuo testo è pieno di spunti di riflessione…
    non a tutto c’è risposta, non sempre la si vuole trovare …

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