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I conflitti interiori

La vita di oggi pone l’uomo al di sotto della sua esperienza interiore, siamo diventati i contemplatori della materia e questo doveva essere il progresso… O forse NO !

Tutto ormai è circondato da una spiegazione, anche l’aria ha scritte sulla modalità d’utilizzo, sarcasmo possiamo dire, che in sé svela una realtà .
Questa realtà si riassume semplicemente :  siamo sempre troppo bisognosi di avere un sostegno esterno, per comprendere quello che di fatto possiamo fare da soli. Necessitiamo costantemente di indicazioni, siamo ricercatori di semplificazioni e quando in noi e non esternamente, avviene un conflitto interiore non troviamo spesso l’indicazione d’aiuto. “Siamo conformati su un piano che si muove su scale di massa”. Ovvero siamo esposti a un costante appartenere e non vediamo in noi i veri risolutori delle piccole cose. Tendiamo ad ingrandire piccoli disagi, a crearne una enfatizzazione costante, quasi a dover giustificare il nostro non volere essere protagonisti ma solo comparse di uno scenario di vita.
Chiaramente non è di tutti questa tendenza, ma è comunque presente in maniera esposta ad oggi. Con questo ogni persona dovrebbe in cuor suo porsi una domanda la quale esprimerebbe il vero perchè, la risposta ?

Verrebbe fuori una sequenza di parole che non avrebbe fine, un file di dimensioni enormi !

Con questo, non potendo soffermarci sulle immense varianti della cosa, possiamo semplicemente vedere perchè ad oggi siamo sempre nella continua necessità di avere indicazioni per essere sereni, felici e volendo anche conduttori a nostra volta di una scia di positività.
Per arrivare a questo, non possiamo escludere il fattore dei conflitti interiori. Questo non visto come forma schematica , ma come semplice situazione che appartiene prima o poi a tutti. Di fatto chi non ha provato quel senso di voler fare d’impulso un cosa ? Ovvia la risposta , tutti.
Con questo spesso prendiamo l’impulso come una forma errata, nel merito della cosa la viviamo come una situazione che noi facciamo o eseguiamo senza pensare. Siamo entrati nel concetto che dobbiamo razionalizzare tutto e quelle volte che ci lasciamo andare, anche a un semplice acquisto, fatto d’impulso, proviamo in noi o il conflitto interiore, o lo dobbiamo giustificare in un qualche modo.
Non abbiamo in questo caso seguito nessuna indicazione data da nessuno , abbiamo agito senza pensare e questo ha mosso in noi due fattori che sembrano in quel momento scomodi. Lo sono perchè siamo abituati a dover schematizzare e programmare anche un semplice acquisto, magari un capriccio, ma che di base non viene programmato. In noi accade questa sorta di conflitto, dove nella mente iniziano a intervenire le domande : abbiamo fatto bene, abbiamo forse speso soldi in un momento non idoneo ecc. e tutto questo non è una semplice rarità ,accade e spesso .
Nella seconda condizione che ipoteticamente si forma dobbiamo giustificare quello che abbiamo fatto, e qui sempre voci nella mente a porre ipotetiche scorciatoie per dire di per sé, avevo questa voglia e basta. In tutte e due le forme, siamo sempre in un conflitto tra noi e noi. Arrivando a sintetizzare la cosa : abbiamo un conflitto interiore o per avere la nostra approvazione in un gesto non premeditato, dobbiamo inventare l’alibi.  Il quadro generale è evidente.
Per entrare meglio nella cosa andiamo a comprendere un semplice fattore: noi siamo composti in maniera semplice da tre cose, corpo , anima, mente, e se vogliamo essere precisi spirito. Quando avvengono queste piccole cose, abbiamo un impulso determinato da un desiderio, come tale la mente entra in azione. Subentrano le emozioni quindi il cuore e l’anima, e fino a qua nulla di male , poi eseguiamo quello che l’impulso ci chiede.  A seguire anzi che la soddisfazione e la gioia di quello che abbiamo fatto (dovremmo essere felici del nostro acquisto) , subentra ancora la mente che con queste formule descritte prima ci mette nel dubbio. Allora sorge spontaneo chiedersi come fare perchè questo non avvenga ; ci sarebbero svariati modi per aiutarci ad essere con più autostima e più consapevolezza e meno dubbi. Ma di fatto evidenziare un metodo sarebbe complesso, per via delle differenze che compongono ogni singolo individuo e come tale sarebbero moltissime le cose da dire.

Quello che invece deve risaltare non è la soluzione pratica ma solo una piccola riflessione che può servire a far capire cosa accade a volte in noi. Vero rimane, come già espresso prima che non tutti sono soggetti a questa condizione di conflitto interiore, ma in questo è sempre più ragionevole parlare di chi in queste situazioni vive un disagio anche se piccolo.
A conclusione , possiamo dire che anche le piccole cose possono essere fastidiose e come tale comprendere di aver un piccolissimo conflitto può diventare uno spunto importante per cercare di risolverlo. Poi ogni persona, come giustamente deve essere potrà decidere come agire in merito, ma quello che rimane importante è rendersene conto ed esserne consapevoli. La libertà infatti non dice che esista un regola per sentirti bene, e felici, siamo noi che dobbiamo anche nelle piccole cose esercitare il nostro diritto alla felicità e se sentiamo che questa condizione di conflitto interiore non ci rende felici, allora dobbiamo agire senza cercare indicazioni che  dicano agisci !

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6 commenti su “I conflitti interiori

  1. Ben detto Daniele……e per me sfondi una porta aperta….Io mi sono sempre sentita e mi sento ancora una self made Woman per la vita esteriore e per le emozioni e per questo mi piace mostrare il mio sorriso….anche se intorno a me non c’è nessuno…..

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  2. Buon pomeriggio Daniele…

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  3. I conflitti interiori nascono sempre dal confronto che scaturisce tra ogni tipo di realtà che ci circonda e quando ascoltiamo le nostre emozioni. Spesso può capitare che quello che desideriamo avere o l’obiettivo che vogliamo raggiungere, non è sempre in “linea” con il contesto ambientale e sociale dove interagiamo. Secondo il mio parere, la soluzione, non sempre facile da perseguire e raggiungere, consiste nel trovare un giusto equilibrio tra noi ed il mondo esterno, rispettando i bisogni umani, ma allo stesso tempo, accettando che ogni persona ha il diritto di esprimere liberamente le sue esigenze senza cercare di schiacciare e di prevaricare continuamente gli altri. La tolleranza, il rispetto reciproco, l’amore e la convivenza con realtà differenti da quelle che conosciamo, possono essere un motivo di “crescita” per tutti e non essere visti solo come ragione di “conflitto”. Ovviamente occorrono la comunicazione e la buona volontà di entrambe le parti affinchè si possa raggiungere questo scopo universale. Grazie Daniele, per avermi fatto leggere questo testo che ho trovato utile per il periodo di “conflitto” interiore che stò vivendo in “famiglia”. Ti auguro un sereno pomeriggio e sappi che sei una persona in gamba.

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