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Il “branco”

Uomini come lupi, il branco esiste forse meno evidente di quello degli animali,che è più scontato, dettato dall’istinto di sopravvivenza.

Incredibile vedere come è semplice fare un passo indietro a volte; tutto è uno schierarsi, dove vive il bello deve poi sempre coesistere il brutto, nel branco umano questo è quasi la regola. Negli animali è logico, l’istinto crea un gruppo che deve essere efficiente, per sopravvivere. La natura non regala il cibo, negli animali  vivere è essere in un branco che tutto forma una vera unione, quasi indissolubile. L’uomo crea un branco solo per la paura stessa di non appartenere, prima crede nell’importanza di tutti i suoi componenti, poi una parola è solo il fattore che scatena il dissenso verso alcuni. Fosse solo quello, si potrebbe dire siamo deboli nel nostro silenzio, siamo annoiati, ma non è solo questo. Il branco umano è solo un sotto insieme di una vera unione, è una estraneazione di cosa sia la comunità. E’ il semplice vivere da diversi in un simile assoluto. Che dire….

Le parole non bastano a descrivere il crescente di una condizione che delinea il semplice non voler appartenere ad una unione armonica, ma evidenzia il disagio. Chi è nel branco umano, vive di un credere che il suo mondo sia tutto lì, poi questo porta a fatti che le cronache raccontano, e di certo non sono fatti che mettono la felicità in nessuno. Rimane il silenzio di fronte a questo, ma noi che additiamo la cosa, vediamo solo la parte finale di quello che accade. Vedere oltre sarebbe comprendere cosa sia il vero disagio che cresce. Noi che ci riteniamo evoluti e che vedendo gli animali, osserviamo come loro nel branco creino un sistema perfetto nel mondo per vivere, e noi che spesso vogliamo ritenerci superiori tendiamo ad  imitare gli animali stessi avendo un “branco”, che noi vogliamo poi chiamare gruppo. Imitiamo questo e male !
Quandi i fatti si evidenziano si dice che noi vediamo la punta del iceberg ,ma se osserviamo la base o la radice racconta del profondo senso di emarginazione  che tende a essere la realtà ignorata. Le persone vedono quello che vogliono vedere, le anime vedono il tutto, rimane una visione simile ma dove si ferma l’immaginario arriva la verità che non vogliamo mai osservare.

Chi è oggi l’individuo? Colui che forse vuole rapportarsi con tutti , colui che vive in armonia con il mondo che lo circonda, allora perché devono esistere dei sotto insiemi di persone? La risposta, a voi pensarla. Il mio pensiero non conta, è confine dei miei valori.

Il branco non è solo quello delle cronache, è anche quello che spesso chiamiamo gruppo. Dove noi viviamo per il “credo dell’amicizia”, e poi tutto si trasforma in una ristretta convivenza, dove nascono regole dettate, ma non esposte, dove tutti possono dire, ma mai davanti, solo dietro. Oggi come oggi, il valore dell’amicizia è quasi un perla rara, è vero in tanti ci si diverte, ma in tanti ci si trova anche soli. Poco aperti a vedere oltre il naso, e questo non è una rarità . Oggi sei amato nel branco, domani sei solo l’argomento della discordia. In questo poi , ogni persona pensi quel che vuole. Si può notare anche un valore che svanisce, o no? E Si consuma lentamente, come un candela accesa per la speranza, che al suo finire lascia tutto in ombra e spesso è buio completo. Nessuno cambia nessuno, ma noi possiamo cambiare noi stessi, il passo è da giganti, ma è il passo che conta.

Questa non è la cronaca di una fatto famoso, che mette tutti nell’orrore dell’accaduto, che mette domande per comprendere.
Questa è una cronaca silente di quello che accade tutti i giorni, in tutti i posti, a tutte le ore. Non vi sono domande alle quali rispondere, o forum in merito, c’è solo da riflettere in silenzio.

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6 commenti su “Il “branco”

  1. Certo ma chi appartiene al branco… non ha una propria interiorità… è solo una banderuola che gira dove va il vento…è vero come affermi che nessuno cambia… nemmeno noi stessi … ma modificare si … sono impercettibili cambiamenti che migliorano la qualità del reciproco interagire se non in prima linea la nostra stessa vita!
    Non ho mai amato il branco, ogni forma di convenzione mi va stretta… ma so anche che se avolte posso essere di esempio a volte sono additata come quella fuori dal tempo… Questo però non mi ha mai lesa più di tanto … sono certa che ogni ideologia, ogni battaglia comporta anche delusioni ed insuccessi… è un clichet che bisogna accettare… anche su questo penso si dovrebbe riflettere in silenzio… nessuna forma d’imposizione ha lunga vita!
    Una buona serata a te
    Fata scalza

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  2. Il fascino del branco è altamente seduttivo nei ragazzini, si sentono forti, invincibili, quando, singolarmente nel proprio intimo sono spesso pavidi, insicuri e senza idee proprie. Il branco li protegge… e non si rendono conto di quanto toglie alla loro individualità, alla loro capacità di esprimersi. Ma anche gli adulti sono spesso vittime delle fascinazioni “branchesche” ( si dice? boh!!), hanno connotazioni diverse dai ragazzini, diventano più specialistiche, meno visibili. Possono essere branchi ideologici, malavitosi o semplicemente stupidi.
    Ho sempre detestato il branco.. mi sa di gregge, di pecorame… si va senza pensare obbedendo solo al fischio. Che tristezza!
    Ciao Daniele 😉

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  3. Per mia fortuna non sono mai appartenuta ad un branco, lupo solitario sempre in fuga in cerca della solitudine e sempre Libera…

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