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Riflessioni del flusso di coscienza 5: il desiderio nella vita

Il desiderio è la volontà di avere , il desiderio è solo un arrivo o una disfatta nella vita ?

Siamo sempre pronti ad avere un desiderio o a desiderare, tutto in noi si muove a tale stimolo . Le cellule ballano frenetiche all’interno della nostra essenza e come un impulso irrefrenabile vogliamo qualcosa, qualcuno …
Quasi normale si potrebbe definire avere questo “desiderio” in noi, ma l’errore come una sottile linea di confine è spesso oltrepassata . Quando il desiderio si impossessa di noi , la nostra lucidità vacilla, e come se niente fosse agiamo di conseguenza.
Amare, la cosa più bella della vita , il sentimento creativo e universale che tutto può, viene messo in gioco dalla passione che in noi arde verso un’altra persona, siamo emozionali vivi e vogliamo che questo sia un momento speciale per noi. Il desiderio è nato in noi ora.
Ma quando questo oltrepassa la soglia della non consapevolezza diviene la rovina dei rapporti. Desiderare non è un errore se vissuto in maniera cosciente e lasciato andare attraverso la passione condivisa con un’altra persona, diviene un destabilizzatore del rapporto quando in noi è troppo vivo rispetto a quello che l’amore è. Amare non è un vincolo, è una libertà piena e voluta consapevolmente; il desiderio chiude le porte se troppo forte, porta alla perdita del senso stesso dell’amore, porta a vedere pareti ,gelosie, pone la gabbia verso chi è desiderato e a noi stessi che perdiamo all’istante la magia dell’amore . In noi arriva il freddo interiore, siamo in quel momento presi da quello che reputiamo un nostro diritto di possesso o un diritto di avere. Ma il diritto porta immancabilmente a sua volta a perderci e non amare . Abbiamo la sensazione che amare esista ma stiamo strangolando il sentimento che viene rilegato a idea nella mente. Si potrebbe asserire che il desiderio sia pericoloso, ma il pericolo se così vogliamo identificarlo è che si rovini una relazione o che si prevarichi il sentimento altrui. Se si pensa che la parola desiderio è assoggettata a una cosa bella, si deve riflettere  nella totalità non della parola stessa ma a quello che ne deriva dall’essere nel desiderio assoluto : quando questo varca la soglia diventa un IO desidero , e in questo la mente pone un dominio che lentamente corrompe l’essere interiore per portarlo nella via errata si diventa lentamente egoisti, quasi come se quello che desideriamo è un diritto assoluto e i mezzi giustificano il fine di questo, e non è raro vedere che effetti produca nelle cronache. L’io il nostro caro amico , diventa la nostra maledizione in questi frangenti lui passa dal desiderio più puro, giusto e umano, alla brama vera e propria converte il bello dell’emozione in dolore riflesso, e questo deve essere una riflessione . La coscienza umana non resta silente in questi casi, ma le parole che poi vengono sentite interiormente spesso sono postume ,ovvero emergono dopo che abbiamo rovinato un rapporto d’amore , che di per sé era onesto e vero; solo perchè il desiderio è “traboccato oltre”, aiutato dalla paura pregressa della solitudine o della possibile perdita di colui che abbiamo amato in quel momento. Sono molti gli inganni che la mente attua in noi, quando presi da questo impulso non controllato ci abbandoniamo alle parole che in noi “vociferano”. Siamo messi sotto una serie di domande, risposte e ricerche di quello che di fatto non è reale ma vive solo nella nostra idea o ipotesi . La gelosia stessa è la semplice paura di amare che pone il vincolare una persona, per poterne monitorare il suo movimento completo sia terreno che interiore. Ma come poi accade la gelosia non porta alla felicità , perchè dove esiste un confine esiste una paura personale non risolta.  Che non si risolve controllando e vincolando le persone per paura di un qualcosa che non è accaduto, ma che di fatto è solo una paura personale che deriva dal passato o dalla mancanza di fiducia in se stessi. Poi le varianti sono infinite ,quasi a perdersi nel labirinto della mente, dove la stessa mente crea confini e paure sempre più accentuate e sempre meno comprensibili.

Desiderare non è sbagliato e questo va ripetuto per non dare un senso ristretto della cosa, ma come giusto che sia deve essere equilibrato rispetto a quello che noi viviamo e siamo, non deve essere il dominatore ma un semplice “fattore” dominabile, come la mente stessa. Se inoltre si riflette sul desiderio posto al di fuori del sentimento dell’amore, si nota come il desiderio messo sul piano materiale : potere, posizione personale rispetto al lavoro , alla società ecc. come questi e altri fattori esistenziali,il desiderio stesso sfocia con una estrema semplicità a un “senza limite” pur di ottenere il risultato desiderato. Non è che si possa dire che sia sempre così, ma riflettendo si notano le cose che accadono. Quando l’essere umano vivi la espressa volontà di arrivo e il desiderio si accende in tutto il suo devastante potere, nulla e nessuno posso fermare quello che in noi abbiamo idealizzato. Siamo vogliosi di avere a tutti i costi, “desiderio che oltrepassa il confine senza chiedere permesso”, e come tale il vuoto è assoluto. In questo si verificano momenti presenti e passati che hanno fatto storia, ma non è di per sé questo che analizziamo ,ma riflettiamo come un semplice e piccolo desiderio innocente diventi in determinate condizioni un fautore di dolore esposto e vivo.

A concludere le parole sono poche in questa riflessione del flusso di coscienza: riflettere a volte è utile non obbligatorio ,ma semplicemente utile….  Il resto lo fa la coscienza stessa se stimolata in nome dell’amore e del bene universale.

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2 commenti su “Riflessioni del flusso di coscienza 5: il desiderio nella vita

  1. Desiderare non è sbagliato e questo va ripetuto per non dare un senso ristretto della cosa, ma come giusto che sia deve essere equilibrato rispetto a quello che noi viviamo e siamo, non deve essere il dominatore ma un semplice “fattore” dominabile, come la mente stessa. Una importante riflessione riguarda il fatto che l’equilibrio dovrebbe portarci a non avere aspettative al di là delle possibilita , altrimenti è vero sarebbe sofferenza pura.Spesso i mali del mondo sono figli di questa sofferenza

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