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Riflessioni del flusso di coscienza 6: colpevoli e incolpati …

Accettare la responsabilità della propria esistenza e di quello che accade è un peso ormai troppo grande..

Le parole che muovo il meccanismo della vita sono ormai il fardello troppo pesante da ignorare, tutti prima o poi esternano un frase che deve discolpare qualcosa o qualcuno, e pochi ammettono le loro colpe. Forse ignari di un meccanismo dove la coscienza umana viene distorta da tutto quello che recepiamo come elemento primario. Le voci e le informazioni che entrano in noi, sono la prima realtà che offusca in determinati momenti quello che veramente è una verità . Domandarsi il perché una verità cosi grande non sia evidente è molto semplice, se partiamo dalla cosa più semplice noteremo come le persone più il tempo passa meno tendono a prendersi responsabilità che un tempo erano umane. I rapporti tra le persone erano diversi , valori della vita erano basi solide della coesistenza tra le persone, una forza vera e propria che portava avanti tutti. Poi il benessere e la sua illusione ha iniziato a rendere individuo un individualista, così che le persone sono entrate nel meccanismo dove tutto doveva essere semplice e non laborioso, sudato . Parlare di rapporti umani diventa ovvio, perché chi a oggi dice e ammette il suo fallimento verso qualcuno, verso un insieme collettivo ? Pochi lo fanno e sempre meno lo faranno. Questo semplice presupposto porta ad anelli superiori dove incolpare ogni cosa e il suo procedere e la sua reale utilità. In questo il meccanismo indotto porta sempre a puntare l’indice e come tale nulla potrà cambiare. Siamo in un momento dove l’insofferenza porta a essere insoddisfatti di tutto e sempre più protratti a desiderare sempre qualcosa di migliore, cosa giusta se alla base noi siamo i primi a puntare su noi stessi. Ma pochi sono quelli che “investono” su se stessi; chi invece investe su se stesso fa di sè il modello fuori dalle mode e da tutte le tendenze di ogni genere, qualcuno potrebbe definirli esseri umani strani!! Ma di fatto la loro stranezza è la semplice vita di persone che escono dallo schema e che riconoscono l’errore primario in loro e con i loro mezzi si migliorano. La grande differenza che è troppo facile dare colpe di ogni genere quando la vita per noi diventa difficile, incolpiamo ogni cosa e ogni persona che abbia raggiunto un livello decisionale al di sopra del nostro, che abbia potere, e denaro. Ovviamente negli errori che accadono esistono reali responsabilità di chi in determinate posizioni li commette realmente, ma chi pone sempre e comunque il dissenso in tutto quindi un continua critica di fatto, cosa fa per migliorare il suo contesto e quello che lo circonda? Uno potrebbe pensare che non competa a lui , cambiare il contesto globale della vita, ma allora se si vuole essere sempre marginali in questo e giudici allo stesso tempo, bisogna accettare una realtà che vive tra le righe. Ogni persona è libera di trasformare il mondo semplicemente iniziando dalla sua visione e dal suo comportamento, questo semplice gesto e modo di vivere avrebbe fatto a oggi la differenza reale. Potrebbe essere che qualcuno dissenta in una frase simile, ma è semplice incolpare come è poi la sua conseguenza primaria: non fare nulla che poi porti a un miglioramento ,sono due cose che vivono di pari passo. Esiste e esisterà sempre un meccanismo che porta persone ad elevarsi in varie cose, inutile elencarle come è inutile voler dare colpe.  Noi siamo i primi che abbiamo ceduto il passo a quello che accadeva in ogni sua forma, pochi hanno mosso in loro la coscienza per essere diversi e il solo fatto di essere diversi se fosse stato in una forma maggiore avrebbe sistematicamente portato a un contagio delle coscienze vicine, come un flusso energetico positivo. Sembra un racconto irreale, ma che trova reali esperienze di persone che non essendo felici, o sfiduciate stando vicini a persone che in loro hanno questo potenziale ne giovano, comunque sia si deve riflettere a quello che viviamo e come lo viviamo. Siamo posti sempre più a essere arrabbiati e indifferenti allo stesso tempo, il nostro interessa si focalizza solo sul dissentire di qualcosa che altri fanno o creano, siamo per un “no” perenne e poche le volte che siamo realmente soddisfatti e quando lo siamo abbiamo colmato semplicemente una aspettativa che non sappiamo nemmeno per quanto tempo possa poi esistere realmente. Quindi si potrebbe riflettere in merito come per essere coinvolti in questa esistenza siamo chiamati tutti a dare il nostro apporto e non il nostro dissenso con il quale incolpiamo tutto.
Chi sbaglia esiste, non possiamo dire il contrario come esistono persone che non hanno valori se non cantati per rendersi importanti, ma se cediamo a vedere sempre queste cose e non oltre, che rimane un nostro primario interesse poco riusciremo a fare  per cambiare le cose.
Il cambiamento è un ampliare il proprio stato di coscienza e volgerlo a una visione allargata e sconfinata; questo porta a diffondere una reale possibilità migliorativa per tutti e dove vive il positivo vive la creazione positiva, che porta ad affrontare la vita in modo sereno e senza cedimenti rivolti alla rabbia ecc.

Tutto questo lo noteremo in primis nei rapporti umani che dall’ombra che ormai vivono si esalterebbero nuovamente, dove l’amore sarebbe sentito e poco pronunciato come sterili parole che esortano di fatto non una reale vita, ma solo l’assenza che in noi spesso sentiamo di questo sentimento, che rimane necessario per essere nella vita, visto che la vita è la creazione e l’amore  è creazione in ogni sua forma. Le persone sentirebbero questo disgelo, e non si vivrebbe di maschere e paure, con scuse a seguire ogni volta che le aspettative vengono deluse. Normale anche dire che non tutte le rose fioriranno, ma esiste anche la possibilità che fioriscano e che non si debba sempre avere dubbi, quasi come un oblio sempre pronto ad assorbirci. Potrà sembrare un ingigantire questo discorso ma il susseguirsi di parole che viaggiamo veloci portano a notare la cosa e non vederla è una libertà che nessuno vuole mettere in dubbio, ma al contempo si deve riflettere  e ognuno lo farà per sé: quanto siamo realmente felici e soddisfatti della nostra esistenza …

Verità o utopia poco importa identificare questa riflessione, ogni persona deve vivere per quello che sente e volendo esporre la cosa che arriva a chi in quel dato momento è predisposto a riceverla, verità o utopia da sognatori che sia.

 

 

10 commenti su “Riflessioni del flusso di coscienza 6: colpevoli e incolpati …

  1. Complimenti per il Post… per me il vero amore e la chiave di tutto, ovviamete per prima dobbiamo lasciare andare il nostro fratello Ego, altrimenti la nostra coscienza rimane sempre incoscienza.. “Se non penserò all’amore non sarò niente” questo ha detto Pietro Ubaldi, e vi devo dare 100 per 100 ragione. Lascio qui un altro pensiero di Ubaldi: Consapevolezza non è semplice conoscenza: essa corrisponde al grado in cui la conoscenza diventa totalmente e istintivamente applicata alla vita, poiché entra a far parte del bagaglio interiore della persona; a quel punto essa non ha più necessità di attraversare esperienze per imparare, né patirne le conseguenti sofferenze. Ho parlato in altro luogo e in altra forma soprattutto al cuore, usando un linguaggio semplice adatto agli umili e ai giusti che sanno piangere e credere … Il dolore vi insegue e vi troverà dovunque; VOI siete bambini che credete di schivare il pericolo nascondendo il capo e chiudendo gli occhi, ma vi è una Legge, invisibile a VOI, ma forte più della roccia, potente più dell’uragano, che cammina inesorabile, tutto muovendo tutto animando: e questa Legge è DIO. Essa è dentro di VOI, la vostra vita è una sua estrinsecazione; secondo giustizia ESSA spargerà su di VOI gioia e dolore, come VOI avete meritato … Ecco la visione unitaria, la concezione apocalittica … Non tutti potranno comprendere poiché ignorano il gran principio di AMORE, ignorano che la materia è in ogni sua forma anche nelle infime, sorretta, guidata, organizzata dallo SPIRITO, che in gradi diversi di manifestazione esiste ovunque. Per comprendere l’essenza della cose, VOI dovrete aprire le porte della vostra Anima e stabilire per le vie dello spirito questa comunicazione interiore tra spirito e spirito, VOI dovete sentire L’UNITA’ della VITA che TUTTI gli esseri, dal minerale all’uomo affratella in scambi ed interdipendenze, in una legge comune; VOI dovete sentire questo legame di AMORE con TUTTE le altre forme di VITA, perché TUTTO, dal fenomeno chimico al fenomeno sociale, è VITA, retta da un principio SPIRITUALE. Per comprendere è necessario che VOI possediate un ANIMO PURO e che un legame di SIMPATIA VI leghi a TUTTO il CREATO …… ora ti saluto e saluto anche tutti altri che leggono il tuo Post vi abbraccio Pif

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  2. Grazie Dani, dovrò rileggerlo ogni tanto quando ne avrò bisogno!
    Per riflettere….

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    • la riflessione è la vera conoscenza di sè stessi, oltre a ogni parola e oltre a ogni senzazione esterna a noi, che diviene se si inserisce in noi solo un danno emotivo, noi nella nostra interiorità abbiamo un forza inaudita, e come tale a noi vivere questa energia e allontanarci dal resto che spesso non serve e a nulla porta!!! ciaooo

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  3. verità o utopia? riflettiamo….. 🙂

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  4. Io sono nata a metà del secolo scorso,ed ho visto con gli occhi e col cuore,quei mutamenti che hanno portato come conseguenza cinismo e scarsa responsabilità.La varia umanità, l’innocenza,e la sensibilità,dei ragazzi che ho accompagnato nelle loro scoperte,tuttavia non è perduta , la rivedo spesso riaffiorare quando mi mostrano i loro figli, quando mi parlano dei loro successi nel lavoro, delle loro vittorie nello sport! Questo è amore! Poi c’è tutto il resto ,le sconfitte,la mancanza di rispetto,la voglia di non fare…..ma sono solo aspetti di una realtà che ha bisogno di energia per cambiare!

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  5. Sempre fantastiche le tue riflessioni…..buona festa Daniele un abbraccio!

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