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E tutto ricomiciò

Nella vita non ci sono certezze assolute, noi come sognatori cerchiamo sempre il conforto delle cose. .
Nulla di male alla fine, siamo umani e non esseri superiori, con i nostri difetti e sensazioni che chiedono di essere vive. Potremmo raccontare tanto di situazioni che viviamo e pure non sarebbero mai abbastanza per definire un racconto che tempo non trova, è troppo grande per essere in un libro , è troppo immenso per essere contenuto in un qualcosa. Allora dobbiamo semplicemente vivere un racconto , ma uno alla volta…

Un giorno una persona cadde, in un momento difficile della sua vita, forse nell’immediato non riconobbe il perché, ma il dolore lo pervase  a tal punto che smise di dormire e mangiare. Il pianto non serviva nemmeno a placare quello che in lui era la sfera di dolore che aveva. Piangeva nell’angolo di una stanza e nessuno poteva comprendere il perché. Poi come nelle fiabe qualcuno gli diede un consiglio , uno di quelli che non si possono ignorare, ma solo accettare quando non si vede più via d’uscita da una situazione che non trova soluzioni. Allora prendendo questo consiglio, questa persona getto l’orgoglio di quel che era e abbraccio l’umiltà, prese il consiglio verbale e lo mise in pratica ,ammise al mondo di stare male, lo ammise e non si pose il perché lo stesse facendo. Poi prese la direzione indicata dal consiglio che aveva ricevuto e inizio a lavorare nei suoi strati inconsci più profondi estraendo da lui un passato ormai nascosto. In quel momento aprì un canale tra lui e la sua anima e riconobbe i suoi sentimenti, i suoi dolori per la vita, la sua paura di vivere ed accettarne le conseguenze delle sue azioni, dei suoi sentimenti e pensieri. In tutto questo la verità si mostrò e lui si abbandonò all’accettazione senza dire mai , non è vero questo. Poi sentì in lui il bisogno di ritrovare in lui Dio, e il valore della vita nelle sue virtù senza tempo. In questo decise senza troppo pensare che era tempo di dedicarsi a qualcosa che lo aiutasse a riconoscere chi era lui , e cosa in lui vi fosse veramente . Una disciplina entrò a far parte della sua vita, una come tante, ma in quel momento era quella giusta, dura e piena d’amore allo stesso tempo. La dedizione fu totale senza mai porsi l’arrivo in nulla, esegui sempre tutto, e seguì le regole anche se dolorose e dure, aprì il suo cuore al mondo senza dirsi mai sto sbagliando. Fu come aprire le porte di casa allo sconosciuto che sempre spaventa per via di quel senso di incomprensibile che in noi abbiamo, quando non vi sono certezze ma solo ignoto. Ma lui lo fece incurante di quello che poteva accadere. Abbraccio la vita per quello che era, senza mai dirsi dove fosse la direzione , fu come vivere l’attimo nel presente in tutti i giorni riconoscendo quei sassi nascosti nel passato e mai presi veramente in mano. Nulla costruì qualcosa nell’immediato, ma lui andò sempre avanti abbandonando la pretesa e vivendo semplicemente quello che era questo viaggio meraviglioso al centro del suo cuore e della sua anima .
Nel tempo tutto ritorno luce , luce quella che non ricordava da tanto e decise che questo era condivisione tra lui e un mondo superiore che aveva lasciato andare . Poco conta come lui portò questo ad altri, i mezzi sono solo semplici passaggi di un qualcosa che è di tutti e che mai ci appartiene veramente.

Quando in questo lui sentì la felicità nacque anche  la voglia di essere ancora più vivo nella vita , più presente per tutti. Un semplice gesto di gratitudine verso il tutto, l’universo. Ma la storia di questa semplice esistenza non vive in una fine a lieto divenire, nessun punto vive nella retta della vita, deve coesistere una caduta . Deve perché il perfetto è solo l’immaginario vivere di chi non sente la perfezione veramente nella fatica delle risalite dagli inferi, che sono semplicemente i paradisi sconfinati che possiamo avere …

Nulla vive nel bene totale e la vita riporta in alcuni momenti al dolore. Lui risentì questo ancora e vide come fosse piccolo l’essere umano rispetto al tutto, una vera particella di polvere su un piano cubitale. Non comprese l’immediato avvenimento, non sempre esiste questo privilegio forse è giusto per un crescere senza rifiuti e senza fughe per paura. Ma la caduta si ripresentò nella sua vita, senza un perché vero , senza un movente reale ,ma come accade quando vedi la caduta verso il dolore sei già nel dolore stesso, e questo puoi solo sentirlo in te. L’errore che lui non comprese fu nel non comprendere che ogni via che si vive non è singola e unica. Ma semplicemente un nostro volere superiore, che non possiamo sempre sentire se siamo assenti da quello che riteniamo sia giusto . Abbiamo solo posto la visione singola e non messo in noi la discussione se veramente stiamo facendo o vivendo la cosa in modo corretto. E’ come essere accecati da una conoscenza troppo povera per dire io conosco la vita. Noi non possiamo che conoscere quello che abbiamo vissuto e appreso e mai quello che stiamo vivendo se non abbiamo una base , ma lui scoprì come fosse facile ricadere nel dolore dopo aver visto la vetta luminosa e il suo essere nella luce totale. Poi con un ultimo sforzo dopo che ormai era ricascato nel dolore riconobbe ancora una volta l’errore che aveva commesso, capì come le emozioni non possono essere nella fantasia ma devono essere tutte esposte per essere comprese , che i dolori non possono essere sostenuti senza accettazione totale, e come se una voce ad un certo punto gli raccontò tutto questo. E lui si disse tra se e se , tra lacrime e sorrisi, ora è solo tempo di ricominciare , nulla è fermo se non io nel momento che non ho compreso dove stavo sbagliando.

E tutto ricominciò ………….

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2 commenti su “E tutto ricomiciò

  1. Bellissimo! Buona giornata Daniele, un abbraccio!

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