Ricerca la verità

L’assoluto. Quante volte tutti proclameranno che non esista la verità assoluta e manifesteranno il contrario in tutto quello che faranno e diranno. Non si vede questo per cecità o per ipocrisia; non serve trovare in altri rimedio se noi non siamo i primi a cercare in noi la via .
La verità è spesso cercare di essere nella ragione su qualcuno o qualcosa, giusto non essere il tappeto per le scarpe di qualcuno, non siamo nati per essere sottomessi ma siamo nati per essere alla pari. Spesso inconsciamente tendiamo a cercare la verità e per fare questo elaboriamo strategie anche in un semplice dialogo. In questa circostanza tendiamo a dilagare per avere non la verità ma la ragione. La ragione vive sempre nel mezzo se i fatti non confermano il netto contrario. Allora uno si chiede spesso come comportarsi per non essere sottomessi e per non sottomettere. Questo equilibrio è fondamentale per essere nella vita in tutto e per tutto.

Notiamo come persone che hanno una estrema cultura tendano con le loro parole e la loro cultura a mettere noi nell’angolo anche quando, della verità stessa oggettivamente non c’è traccia. Noteremo come un vortice di parola ci colpisca e come gli input che percepiamo ad un certo punto siano talmente tanti da farci perdere l’orientamento e la calma. Questo è un gioco molto sottile dove un fiume di parole pervade il nostro stato recettivo e al contempo chiude in noi la facoltà di comprendere, pone il dubbio nella nostra persona e manifesta a seguire delusione e rabbia.
Questa non è una battaglia alla fine ma una semplice strategia per mettere in noi il silenzio, in nome di una ragione e non di una verità. La verità alla fine chiede un dialogo fatto di scambio, in questo si elabora a un ritmo corretto e come un cammino fatto in due si arriva al centro della questione . In quel dato momento abbiamo la visione chiara delle cose e la coscienza umana rimane il vero arbitro che può dire in realtà chi sia in una verità momentanea. La cosa che si deve accettare e non si può non tenerne conto: rimane la barriera mentale che oppone la resistenza a questa espansione fatta di parole e scambi. E’ come lasciare che un qualcosa di oltre alla nostra persona dia in quel dato momento voce e spesso per eccesso di autostima, ego e tutto quello che compone il nostro carattere e la nostra mente (spesso si ragiona a compartimenti stagni) non riusciamo ad ascoltarlo veramente. Come tale ogni situazione può sfociare non più in un dialogo alla ricerca di una verità, ma in un vero diverbio con tutto quello che ne consegue. All’opposto possiamo anche non entrare in questo circolo vizioso quando in noi l’autostima è bassa, ma in questo caso diventiamo vittime inconsapevoli e non abbiamo possibilità di comprendere e tanto meno di entrare in questo dialogo.

A questo punto diventa d’obbligo dire: come facciamo a detenere il nostro diritto e la verità allo stesso tempo? Si potrebbe in questo caso avere molte visioni in merito, del resto le  unità di pensiero in tal merito sono tante. Un fatto comune ad oggi che si manifesta in molte persone rimane un divenire verso il cambiamento. Visto che in un momento come questo dove per effetto del cambiamento stesso, esiste una tendenza alla ricerca per compensare questa fase di apertura alla consapevolezza. Tale fase pone un canale di grande possibilità, allo stesso tempo questo non è ” senza dolore”, possiamo notare come senza validi motivi tendiamo a non essere sereni con una continuità diversa dal solito, e se non esiste un fattore certo, o una situazione evidente non comprendiamo questo stato di frenesia che in noi alberga. Come tale ritornando al quesito diritto e verità, il modo per entrare in questo equilibrio necessario può avere un inizio, o base. Possiamo essere osservatori neutrali. Detto in questi termini non dice molto: osservatori neutrali, perché la neutralità nella vita è come un’arte molto rara e comporta sempre un rischio . Noi abbiamo in questo momento una necessità da colmare noi stessi, ma come tutti vuoti tendiamo a volerli riempire in fretta. La fretta non è una amica spesso e volentieri. Come tale se decidiamo di essere arbitri neutrali dobbiamo mettere da parte tutti i preconcetti e le emozioni che ne derivano per un istante , questo non dice che diventiamo “freddi”, ma solo che in una fase come un dialogo possiamo dominare questi stati e come tale impedire di farci pervadere da cose che non necessitano in quel dato momento.
Per iniziare questo possiamo immaginare di osservarci esternamente come se noi fossimo osservatori di noi stessi. Questo porta a riconoscere come agiamo sulle varie situazioni che la vita ci porta. E’ un esercizio molto semplice in apparenza ma che svela per primo quale sia la verità che ci compone . Una volta che abbiamo riconosciuto pregi ,difetti, punti forti e deboli possiamo avere un quadro completo di cosa in noi esista e a seguire iniziamo a forzare lentamente le cose. Ponendo un “no” al nostro atteggiamento , si deve considerare un cosa noi possiamo cambiare noi stessi e come tale non si deve avere la presunzione di poterlo fare anche con gli altri. Rimaniamo concentrati su noi e il resto rimane un conseguenza che non obbliga nessuno e non dice nemmeno che sia necessario se noi siamo equilibrati e neutri nelle occasioni dove dobbiamo esserci per tutti i motivi che in un passato hanno messo noi in disequilibrio . Come tale questa fase di osservazione dobbiamo averla e accettarla rischiando anche di vedere a volte cose non gradite di noi. Non serve a molto vedere solo quello che fa comodo a noi, dobbiamo osservarci in tutto. Comprenderemo come noi siamo e come ci poniamo verso il tutto e tutti. Il tempo e la pazienza in questo portano ad avere un ipotetica certezza di come noi siamo , dire ipotetica rimane corretto non avendo l’esperienza in tutto visto che in una vita le esperienze sono molteplici e ogni volta che si presentano e noi non abbiamo un pregresso in tal senso è una novità, che alla fine porta noi ad avere sempre più elementi nel nostro bagaglio interiore e personale inteso come cammino oggettivo nella vita.

Passata la fase di riconoscimento e visione di chi siamo, avremo la base per affrontare le circostanze che avverranno e noteremo molto in fretta come gli input che arriveranno a noi non tenderanno a metterci subito sulla difensiva o all’attacco. Inizieremo a vedere le cose con ottica diversa e la neutralità momentanea avrà preso spazio. Naturale rimane evidenziare che determinate discipline che comportano la meditazione diano un grande apporto a questo, perché lavorano direttamente sulla mente neutra. Ma non tutti giustamente debbono fare quello che non sentono per loro. Quindi iniziare una fase di riconoscimento dona almeno un punto di riflessione per avere una verità ipotetica e come tale potremo interagire nelle varie condizioni in modo migliore senza essere sempre posti nella condizione di essere o non essere. Avremo semplicemente la possibilità di vedere quello che di fatto sia quello che sta succedendo e come tale potremo declinare dialoghi che riconosceremo non utili sapendo già come andranno a finire, misureremo le parole da dire per non cadere nel circolo delle parole infinite che a nulla servono , potremo espanderci quando il nostro interlocutore darà spazio e noi con estrema pacatezza metteremo il nostro parere senza eccedere.
Evitare dialoghi non significa sistematicamente che non vogliamo confronti, ma semplicemente che sappiamo che non trovano in noi un motivo valido di scambio, è un diritto pieno non essere in quello che non si desidera se reputiamo non utile e costruttivo. Starà a noi saper decidere questo, e spesso con l’esperienza e il tempo si arriva a non evitare nessun dialogo. Questo determina in noi che decidiamo di vivere esperienze anche se prive di un vero apporto per noi in termini costruttivi, ma che si accetta anche solo per curiosità di osservazione o per testare il livello di equilibrio che in noi esista,visto che sapremo a monte che subiremo attacchi e non avremo mezzi per arrivare a un centro ipotetico della questione che il dialogo stesso dovrebbe portare. Spesso si tenta in questi dialoghi di entrarci per vedere se si possa arrivare a un punto d’accordo o comprensione, ma non rimane di certo un obbligo se riconosciamo non utile per noi la cosa.

In questo non diventeremo mai oltre a qualcuno e meno di qualcuno, avremo semplicemente posto noi nell’equilibrio migliore di quel dato momento e nel tempo certi tipi di aperture portano a decidere per altro con estrema libertà. Ogni individuo alla fine dei conti è unico e non esistendo mezzo unico ogni esperienza che dia qualcosa rimane una base che potremo prendere per ampliarla o semplicemente potremo dire di aver provato. Quello che rimane punto di riflessione è mettersi in gioco se pensiamo che il gioco della vita per noi non sia completo e come tale potremo a questo punto cercare di ampliarci nella vita e nella verità provando a diventare sempre migliori, più neutrali e decidendo di essere a modo nostro totali in noi stessi accettando queste piccole sfide.


12 risposte a “Ricerca la verità”

  1. La verità deve ognuno cercare da solo, poi la verità vede ognuno nella sua maniere giudato dalla sua religione o fede.. ma la cosa più fondamentale e di cambiare il proprio IO, nessuna verità che conosci ti poi cambiarti, questo ognuno deve fare da solo.. poi non mi importa quale sia la vera verità, perche c’è soltanto una verità e questo e il nostro Creatore lui e la luce di questo universo, l’ui e l’amore lui e la verità.. dentro di noi c’è IO e EGO dobbiamo decidere chi di loro giuda la nostra vita.. Pif

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  2. Dicono che nella vita o si è lupo o si è colomba…io mi sono sempre sentita colomba , ma non per questo sottomessa a nessuno.Nella mia storia di vita spesso ho assistito come osservatore neutrale,e per necessità ho dato delle valutazioni , non per questo sentendomi” super partes”.L’equilibrio delle cose è sempre la soluzione vincente,e porta secondo me ad avvicinarci molto alla verità.Mi è piaciuta moltissimo questa tua lucida riflessione sull’argomento, che dovrebbe essere ascoltata e commentata da molte persone.ciao caro!!

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