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L’intelligenza

Dove vediamo l’intelligenza temiamo l’inferiorità del nostro essere ….

Siamo circondati da molte persone e questo comporta sistematicamente l’osservare , l’ascoltare , il percepire chi essi siano. A volte è quasi un gesto involontario il nostro, quasi una curiosità iniziale che porta in un secondo istante all’attenzione verso chi ci sembra intelligente. In noi la percezione dell’intelligenza altrui deriva da quello che sembra che in noi manchi, è un fascino che abbiamo verso coloro che sembrano per certi versi oltre a noi. In questo non si dice che non siamo in grado di riconoscere le conoscenze altrui, che possono giustamente esserci, ma in alcuni casi siamo come posti involontariamente nel concetto di “minoranza intellettiva”, che in realtà non c’è . Questo denota in questi casi un divario che non è dato da un paragone oggettivo ma da una mancanza di autostima nei nostri confronti. In questo non sempre siamo capaci di comprendere la cosa, e veniamo sopraffatti da un senso di fascino e poi da una riflessione , la mente in questo gioca le sue carte . Pensiamo che la composizione della mente e la sua architettura più semplice è composta da tre menti: positiva, negativa, e neutra. Quando in queste circostanze percepiamo  il fascino delle parole altrui e sentiamo che colui che stiamo ascoltando ci risulta intelligente e con occhio un po malinconico proviamo quel senso di ammirazione e invidia , la mente positiva e negativa non hanno un corretto funzionamento (equilibrio espresso in termini di valutazione). Questo si mostra per la non centralità di quello che percepiamo, infatti se possiamo dire : lui è intelligente e non abbiamo dubbi e riverberi interiori, abbiamo espresso un giudizio o una costatazione utilizzando la mente neutra. Questo dimostra semplicemente che riconosciamo un valore, ma che non lo poniamo al di sopra né al di sotto di noi. In caso inverso quando proviamo sensazioni diverse come un senso estremo di ammirazione e poi sensazioni opposte la mente positiva prima esalta quello che percepiamo in modo troppo prominente  e poi la conseguenza diviene che la mente negativa pone tutti i fattori di disagio in questo quali, dubbio , invidia, rabbia o senso di repulso a questa persona che ci sta parlando o che noi stiamo ascoltando casualmente.

L’equilibrio in noi spesso viene meno, e ci sentiamo meno intelligenti di quello che siamo. In questo commettiamo un errore che non dice che possiamo avere tutti le stesse conoscenze e al medesimo livello. Ma che a modo nostro abbiamo capacità diverse che devono risaltare per noi importanti e che non devono essere messe a paragone in modo scorretto con nessuno. Quando questo accade abbiamo la grande capacità di riconosce cosa sia in noi l’errore che la mente manifesta e questo denota che siamo nella piena inversione di quello che dovrebbe essere: noi non serviamo la mente, la mente deve servire noi . La mente stessa è la meraviglia delle meraviglie, elabora a una velocità impressionante molteplici dati nello stesso tempo, è la proiezione del nostro cuore, e il sensore delle nostre emozioni . Un corretto equilibrio e non si parla di malattia , ma semplicemente di chi tra noi e la mente debba “comandare”, pone noi stessi nella condizione migliore rispetto a quello che percepiamo .

Parlare di intelligenza non è casuale, perché a differenza di paragoni oggettivi che noi possiamo vedere in altri e che nel tempo possiamo compensare attraverso, il successo e le conquiste della vita, rimangono un fattore molto più inarrivabile se la mente pone il limite in noi. Di fatto non si compra l’intelligenza e tanto meno non nasce se non coltivata attraverso l’esperienza della vita stessa. E’ vero dire che anche lo studio porta a incrementare questo, ma se siamo “limitati dalla nostra mente”, non avremo mai il successo e l’arrivo e tanto meno l’intelligenza che pensiamo di aver ottenuto, saremo se mai esperti di quello che abbiamo studiato e didattici, Questo spesso si nota quando andiamo poi ad applicare le nozioni apprese attraverso studi e quant’altro. Non sempre si ottengono i risultati sperati e in questo si manifesta la non espansione che in noi alberga. Con questo non si può ovviamente generalizzare il tutto, ma si pone sempre esempi che non appartengono a tutti.

Quello che semplicemente accade è la riflessione nel riconoscere in alcune circostanze il nostro comportamento. Questo è un indizio che se osservato in tutte le sua sfaccettature può darci un input positivo su cui lavorare e come tale se decidiamo di farlo avremo una grande opportunità che amplierà in noi la conoscenza di come siamo e della mente stessa.
La mente è essenziale per noi e sta a noi avere un equilibrio in questo e visto che la mente stessa è un dono grandioso sta a noi renderlo miracoloso rimanendo nel concetto che noi non siamo la mente , ma che noi dominiamo la mente . Dominare è semplicemente mettere la mente al servizio del nostro essere in modo che possiamo divenire grandiosi anche nel nostro piccolo, senza doverci mai paragonare come inferiori o superiori a nessuno e chi arriva a questo è arrivato al centro della grandiosità dell’essere umano stesso. Poi si possa anche pensarla diversamente , il mondo è bello perché vario si dice e bello perché la libertà d’opinione esiste e dona la possibilità se vista nel modo corretto di relazionarsi per comprendere e comprendersi sempre.

 

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12 commenti su “L’intelligenza

  1. Buon fine settimana Daniele, un abbraccio!

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  2. Allora Daniele,a proposito dell’intelligenza,essa prescinde da ogni cosa,è intelligenza legata ai sensi compreso il sesto,legata all’esperienza a volte,a volte no.Legata alla cultura, e a volte no,sicuramente legata all’estro e alla fantasia!La puoi usare, la puoi potenziare,ma non la puoi annullare.La vedi negli altri,quando eccellono,è una dote che vorresti , ma ce l’hai anche tu, curiosa dentro te stesso, e la troverai! Ciao caro buon fine settimana!

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  3. Ciao Daniele sono volato alla veloce su questo testo, ma dopo una giornata come oggi ho la mia mente altrove, comunque tornerò lunedi per rileggere tutto can calma, e poi rifeletto e scrivo… ora ti auguro un sereno weekend in amicizia Pif

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  4. L’intelligenza e relativo, non serve una laurea per essere intelligente, avevo l’opportunità di parlare una volta con persone della età di circa 30 anni, quelli che studiano una vita e poi non sanno ancora cosa vogliano fare nella propria vita. Comunque parlavamo su un discorso, poi loro si come erano laureato hanno iniziato parlare in un linguaggio che a me era estraneo, usavano termine che non conosceva. Ovviamente sembrava che io era stupida e loro talmente intelligente. La vera intelligenza non è di conoscere termine particolare, ma la vera intelligenza si mostra a spiegare le cose in una maniera che anche uno non laureato comprende. Poi conosco una persona anziana che non ha mai imparato di leggere e scrivere, ma sa raccontare storie e sa ragionare e quella persona per me intelligente.. ecco quello che penso io sulla intelligenza .. Pif

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  5. tu scrivi sempre in una maniera che anche io come straniera comprende le cose, so che il tuo post voleva arrivare ad un altro discorso, ma a me venuto in mente quella situazione in cui io mi sentiva fuori luogo.. non credo che sono stupida, ma l’interletto e anche una arte..

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