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Il mio pensiero: La fantasia

Qualcuno mi chiese di parlare della fantasia: cosa io pensassi in merito a questo e cosa fosse per me l’attraversare la vita con e senza di essa.

La fantasia è una necessità ad oggi; è la compensazione unica di un vivere comune che porta noi stessi nella dimensione dell’impossibile. E’ l’evidenza di grigiore della vita quando non siamo consapevoli che, la vita stessa è la meraviglia di un sogno realizzato. Siamo abituati a creare delle proiezioni per sfuggire a tutto, spesso sono necessità anche giuste,  che vanno osservate con un estremo equilibrio. Ovvero la fantasia è divisibile tra sana e non sana: per sana è la fantasia coerente che abbiamo quando sappiamo bene quale sia la realtà dei fatti e ne siamo consapevoli a tal punto, che desideriamo nel viaggio fantasioso vivere l’attimo di evasione; questo è anche necessario quando siamo costretti nel circostanze che ci immobilizzano a non poterci recare in spazi,tempi, e ad essere vicini a persone per vari motivi, allora il vivere in questo spazio irreale permette a noi di alleviare questa carenza oggettiva, ma siamo comunque consci che stiamo vivendo una cosa voluta e non che avviene in modo sistematico. Spesso al contrario la fantasia diventa insana perché prevale senza che noi dominiamo la nostra psiche, come tale si creano spazi limitati per noi e, non permettono di rimanere coerenti con la realtà stessa. Nella fantasia troviamo rifugio e sostegno, ma nella vita non siamo poi capaci di fare lo stesso. Questo non è corretto per noi e ci pone a limiti che non portano al nostro benessere e tanto meno al vivere la vita e farne una esperienza vera per la nostra crescita.

Parlare di fantasia non corretta sembra come un restringere la possibilità: di essere fantasiosi o creativi su tutti gli aspetti che appartengono al nostro essere umani e terreni. Ma di fatto non si deve confondere le cose. L’essere fantasiosi e creativi non deriva dal navigare inconscio, anzi è portare questo a nostro servizio attraverso la coerenza di quello che stiamo volutamente facendo attraverso la nostra espansione. Noi che siamo creativi per natura e fantasiosi possiamo rimane in questo stadio, ma quando perdiamo la consapevolezza rimangono le tracce di questo stato che ci appartiene. Semplicemente non abbiamo la visione di noi stessi in questo totalmente e mettiamo nella stessa fantasia tutto quello che non possiamo fare o avere nella vita tangibile. Facciamo di questo uno scudo, che ci porta ad avere l’illusione che tutto sia corretto per come siamo e come viviamo, ci rende ciechi verso noi stessi e al contempo non vibriamo quello che in noi esiste realmente. In questo modo non possiamo assolutamente avere una vera felicità ma semplicemente il surrogato temporale, dettato da una fantasia che creiamo nella mente e da una azione corrisposta che faremo in funzione di questo bisogno. L’esempio che meglio porta a comprendere questo atteggiamento, che spesso è involontario per una abitudine ormai radicata in noi è: compriamo oggetti per compensare il nostro ego, creiamo dei paragoni in noi stessi per sentirci meglio e identifichiamo nella materia tutto questo, ci vestiamo alla moda solo per essere simili a modelli che sono elevati dalla società come modelli d’eccellenza e che sembrano il vero arrivo . In questo non siamo liberi in realtà ma condizionati da una proiezione che nella mente crea; questa fantasia che dice: che se siamo in tal modo siamo tal persona . In realtà non è così, e sempre più, diventiamo cloni e non esseri felici. Abbiamo l’apparenza e non la sostanza, siamo felici ma a tempo e mai durano questi momenti . Molteplici potrebbero essere gli esempi e le strutture che la mente crea e che le azioni stesse confermano nel nostro vivere quotidiano.

La fantasia rimane un necessità e al contempo un croce pesante , noi abbiamo una grande capacità insita in noi: la consapevolezza . E nonostante abbiamo questo spesso ci perdiamo in contesti irreali e pericolosi, che si formano nella fantasia e sfociano in azioni insensate. Possiamo semplicemente vedere fatti che accadono per renderci conto delle cose. Comunque rimane corretto dire che non potremo mai essere privi della fantasia, ma potremo semplicemente radicarci in un vivere corretto, dove la fantasia avrà un equilibrio giusto e proporzionale alla vita stessa reale e vissuta; dove saremo noi a vedere nella stessa fantasia la bellezza della cosa a mai vedremo l’illusione come un realtà inarrivabile, avremo un senso aperto della cosa e non confinato e, come tale sapremo apprezzare la vita e i suoi contesti posti nella fantasia stessa. Inoltre avremo un proiezione totale di noi nel riconoscere quello che poniamo attraverso la fantasia, perché in quegli stadi che sentiamo e viviamo nella nostra mente possiamo riconoscere diverse cose: mancanze, volontà, desideri dettati da obbiettivi veri. Questo diventa una apertura di coscienza in uno stadio visivo ma intangibile, si potrebbe definire un voler vedere il futuro e come tale, questo diventa una alterazione lieve dello stato di coscienza. Si deve considerare che dire alterazione non significa non corretto; la meditazione stessa è una alterazione voluta dello stato di coscienza che porta a migliorare e aiutare noi stessi. Parlare di meditazione è il paragone più semplice in questo caso per innumerevoli motivi, anche se non è una proiezione di fantasia .

In conclusione, abbiamo una grande capacità nella vita: quello di poter riconoscere le cose e di metterle a noi come una grande fortuna, di poterne fare una conoscenza attraverso l’esperienza stessa e osservandole in modo neutro e la fantasia che non è un male , ma è una necessità che in noi vive e, non si estinguere deve essere vissuta come una bella cosa, a patto di rimanere nel presente di una vita vera.

Questo è una serie nuova di argomenti che verranno scritti, che derivano da domande che ricevo spesso e che meritano una più ampia spiegazione. Rispondere apertamente potrebbe essere utile e come tale è corretto crearne un post per tutti.

Consapevolezza dell’anima

 

 

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2 commenti su “Il mio pensiero: La fantasia

  1. Così come l’uomo ha una vita equilibrata se vivono in lui gli archetipi dell’umanità,in giusta misura, la fantasia,come la concretezza lo completano a loro volta e gli permettono nelle alterne vicende di parare i colpi del destino! Ciao Dany! ❤

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