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Il mio pensiero : La paura

In diverse occasioni vengono sempre a me poste domande che chiedono della paura, e in diverse occasioni il dialogo stesso anche se non con esplicito domandare parla sempre di paura.

La paura è la forma più vicina al condizionamento: perché dove vive la paura non esiste l’espansione della propria libertà, per quello che siamo e, per quello che possiamo fare nella vita stessa. La paura è la negazione della totalità che in noi vive e la contempo serve se in giusta misura ad allertarci davanti a quello che viviamo; è una forma di allarme che mette in noi la giusta proporzione di quello che stiamo per fare. Le proporzioni sono nella misura corretta solo quando, siamo capaci attraverso la sensazione della paura di addentrarci nelle esperienze con la giusta modalità di comportamento, altrimenti siamo condizionati e non saremo mai in grado di vivere la vita in modo equo per noi, e per il nostro divenire attraverso il viaggio della vita e delle sue esperienza che ci rendono quello che siamo .

La paura diventa sempre meno, quando in noi esiste la via della conoscenza. La conoscenza mediamente avviene a oggi sempre molto dopo rispetto a quello che è il nostro potenziale vero. Questo perché fin da piccoli veniamo resi inermi attraverso le paure che ci vengono raccontate e inserite a tutti i costi da chi avrebbe invece il dovere di farci evolvere. Le persone che avrebbero la capacità di crescerci in modo vivo e consapevole sono i primi a renderci paurosi attraverso la loro paura che si radica nel loro stesso passato e che a loro volta hanno appreso come sistema corretto di vita. Ma in questo non c’è nulla di corretto e, quando siamo condizionati da questi concetti che tendono a difenderci da tutto e tutti o portano dei valori che in realtà sono semplici privazioni che derivano da un vivere sempre a metà e mai totalizzante. Bisogna rendersene conto di questo . Ogni volta che in nome di credenze, esperienze passate altrui a noi vengono insegnati atteggiamenti, e conoscenze non libere in noi si creano resistenze interiori che poi si manifesteranno nella realtà; avremo paura anche delle cose più naturali della vita.
La paura a oggi è la normalità della vita, ma non è la normalità della nostra essenza consapevole nel quale noi saremmo equilibrati e non tremanti verso tutte quelle cose che in realtà non sono da temere. Spesso abbiamo mille paure per gli effetti devastanti dei condizionamenti che ci inculcano da piccoli e se anche nel crescere a noi sembra che questo non sia possibile perché in nome dell’amore siamo stati allevati, ma in nome dell’amore siamo stati in realtà resi degli automi e non degli individui liberi di pensare e sperimentare la vita, di sbagliare e decidere cosa fosse giusto per noi, di credere in quello che in esisteva e come tale la nostra unicità è rimasta compressa nella nostra essenza. In noi si è sviluppato un carattere, ma attenzione il carattere non è il totale che in noi alberga, è solo il parziale di una unicità interrotta da questi condizionamenti e come tale siamo sempre pieni di paure.
Gli impavidi sono una razza estinta o rara ad oggi e spesso chi si mostra impavido è solo mosso da un ego che reprime la paura ma che in realtà non la ricondiziona mai alla libertà vera . La libertà viaggia in simbiosi con la consapevolezza e chi è consapevole non ha poi tanta paura ed esci dagli schemi mentali ben presto e non rinnega un passato dove tutte queste nozioni condizionanti lo hanno involucrato, lui attraverso un cambiamento si è liberato di questo e vede questo passato sempre con gratitudine e mai con il disprezzo che spesso è presente in chi vive nella paura stessa. Notiamo come molte persone sono spesso deluse, arrabbiate e dicano ogni sorta di parola verso il tutto quando la vita stessa non è come la desiderano. Questo in realtà dice semplicemente che temono quello che viene proposto loro ogni mattina, ma nessuno decide quello che accade ogni giorno! Noi decidiamo solo come viverlo .
La conoscenza riduce se non elimina la paura stessa, ma è un processo sofferto che pochi tendono a vivere e che ancora meno persone riescono a comprendere, sono sempre troppo in rapporto con persone simili a loro è un sorta di scambio di paure e insicurezze che porta in modo molto semplice a vedere questo come la normalità . Non c’è nulla di normale a temere l’aria che respiriamo, e si possa anche dissentire da questo ma è una realtà talmente grande che se si cava la nebbia che abbiamo in viso vedremmo senza tanti problemi. Non esiste la perfezione e di questo rimaniamo consci, ma esiste un equilibrio giusto che ci rende vivi e non immobilizzati davanti alla vita e che attraverso la paura si manifesta.
Spesso noto in questa sorta di limbo un non vera volontà di essere liberati dalla paura, quasi come si procrei una paura maggiore in chi sente parlare di queste cose. La sensazione non è quella di raggiungere un libertà in sente parlare di questo, ma che teme di essere travolto da un vivere troppo vero per poi potersi rapportare con le persone e in lui inizia un processo interiore e mentale come se diventare vivi e liberi lo rendesse poi troppo solo . La solitudine non è la croce non c’è solitudine nell’essere liberi dalle paure c’è solo estasi e voglia di essere veri nella verità è una prova che ci porta a fare una esperienza che ci riempie talmente tanto che non possiamo essere mai soli . Siamo troppo colmi per sapere che sia la solitudine e tutto viene a noi in modo naturale senza richieste dettate dall’ego trip che ci ha accompagnato nel nostro crescere. La vita, quando iniziamo a vedere in noi la libertà assume un colore di mille sfumature, i sapori sono autentici e tutte le esperienze che proviamo sono un benedizione e un incitamento vero e non una tortura che ci condiziona sempre a essere dei cercatori di felicità attraverso il fittizio e il materialismo. Siamo coinvolti nell’esperienza della vita e ne accettiamo in modo grato tutto; chi vive nella paura non accetta nulla che non colmi il suo ego perché è legato solo a questo, non sa che sia il dare senza chiedere e in questo non si ha mai veramente quello che ci spetta ma solo un parte che ben presto evapora in noi e ci riporta alla tristezza e alla paura stessa di non poter avere ancora qualcosa , questo è un modo di vivere ? Di certo ogni persona deve farsi delle domande molto semplici in merito , ma spesso si ha paura della verità delle risposte e come tale è meglio farsi domande di altro genere che generano solo un ego che tutto vuole e nulla ottiene e siamo in questo modo condizionati anche nei rapporti e nell’amore che diventa un sorta di pretendere per colmare le nostre insicurezze e paure di solitudine e ci invadiamo di parole che ci esortano all’amore e in realtà non sappiamo nemmeno che sia amare, forse sappiamo cosa sia il suo sfiorarci quando conosciamo qualcuno e ci sentiamo inebriati di quella sensazione di abbandono ma poi, arriva ancora la paura e rendiamo anche questo un rapporto incentrato sulle paure, mettiamo gelosia e pretesa in nome del nostro io egocentrico, mettiamo regole che in realtà non sono mai giuste,  e perdiamo il senso dell’amore, facciamo l’amore e pensiamo:  ecco ci siamo amati e lì ci sentiamo colmi di una sensazione che si perde presto e tutto rincomincia in quel labirinto di sensazioni e paure, vortice nero, un vero oblio sentimentale.

La paura è solo una realtà da comprendersi ed equilibrare per non renderci servi di noi stessi, la paura è quello che molti conoscono e pochi vogliono veramente abbattere.

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6 commenti su “Il mio pensiero : La paura

  1. Molto bella questa riflessione, buon inizio settimana Daniele!

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    • Grazie, fa poi parte di reali dialoghi a me posti e le risposte in questo per me sono molto nette, ovvio non parlo del fatto che lo yoga dia una certa visione perché penso che sarebbe un dire io non sono così ,quindi incentro la mia risposta in modo netto e diretto senza pensare molto, buon inizio settimana un abbraccio.

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  2. Ogni volta che in nome di credenze, esperienze passate altrui a noi vengono insegnati atteggiamenti, e conoscenze non libere in noi si creano resistenze interiori che poi si manifesteranno nella realtà; avremo paura anche delle cose più naturali della vita.. La libertà viaggia in simbiosi con la consapevolezza e chi è consapevole non ha poi tanta paura ed esci dagli schemi mentali ben presto e non rinnega un passato dove tutte queste nozioni condizionanti lo hanno involucrato, lui attraverso un cambiamento si è liberato di questo e vede questo passato sempre con gratitudine e mai con il disprezzo che spesso è presente in chi vive nella paura stessa. Nulla è più importante delle esperienze personali,che sono la vara libertà! Ciao Daniele

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  3. Complimenti per l’articolo, scritto con lucidità e buonsenso proprio come piace a me.
    Mi permetto di segnalare un mio scritto affine a questo, il quale analizza il dualismo “paura-consapevolezza”:
    http://www.motovita.it/paura-e-consapevolezza-estremi-dellanimo-umano/07/10/2015/

    Saluti

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