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La libertà lotta contro la responsabilità

Le responsabilità nella vita ,sono la forma di indice di una persona, ma questo in realtà rimane un miraggio in questo evolversi di vita che stiamo passando. Potremmo dire, anzi, abbiamo detto spesso riferendoci a qualcuno: questa persona si prende delle responsabilità, vedendo quello che fa nella vita. Ma si deve anche considerare una cosa: noi non siamo identici ,siamo unici, come tale quello che attribuiamo a una persona non va a pennello per un’altra. Infatti si deve comprendere in questo mondo che a tratti sembra confuso da mille cose ,che scorrono alla velocità della luce, che chi fa scelte forti viene spesso giudicato male. La base di questo,rimane una responsabilità che non viene compresa perché chi è all’opposto di colui che decide non comprende in realtà questa forma astratta di responsabilità. Questo non toglie che ogni persona abbia una libertà decisionale che lo porti a vedere le cose a modo proprio, ma al contempo rimane ammirevole chi decidendo in modo forte riesce a concludere quello che reputa una sua libertà, un sua forma di coscienza che esprime attraverso questo gesto, o parola. Come tale parlare di responsabilità è una semplice lotta tra pensieri spesso disgiunti, perché dove da una parte si ha un pensiero, dall’altra se ne ha spesso un altro.

La libertà contro la responsabilità diventa a questo punto l’elemento che delinea la confusione che spesso ammiriamo, che spesso ci porta a schierarci immancabilmente da una parte. Sarebbe utopia dire che a oggi si possa essere neutrali totalmente, perché la neutralità stessa è un fattore che appartiene veramente a pochi. Si potrebbe dire che chi è neutrale , quindi non ha influenze dettate da storie personali, o preconcetti di varia forma  abbia in se il “divino”. Se fosse vero che questo “fenomeno” di neutralità posta in persone si allargasse, il mondo avrebbe un sole bellissimo sempre… In realtà siamo molto più abituati a vedere un declino lento, un cumulo di persone che vivono in una solitudine auto creata per difesa, come se , tutto dovesse essere pauroso e come tale dovessimo proteggerci sempre e comunque. Naturale che ogni persona possa non trovarsi in questo semplice concetto, ma già da questo rimane evidente il fenomeno che dietro si cela a tutto questo: siamo unici e irripetibili , come tale la libertà è l’unico sovrano del pianeta. Peccato che parlare di libertà attraverso anche una forma vera di responsabilità abbia nel tempo perso le radici vere, e come tale abbia preso piede in realtà altro. Non serve delineare i dettagli di questo, ma per un semplice motivo: ogni persona ha una grande facoltà in lui, può allargare questo vedere come e quando vuole se abbatte le barriere statiche insite in lui. Come tale questo privilegio è personale e va adottato come libera decisione.

Tornando all’essenza di una libertà, dovremmo chiederci dove sia l’ipotetico confine tra la nostra e quella altrui. Questo sarebbe la domanda che se posta a noi stessi, ci renderebbe responsabili in una forna neutra. Come tale si avrebbero piantate le basi per un cambiamento universale, che al nascere è già così, ma che poi alla vita terrena diventa altro. Questo è il sintomo evolutivo che ci rende non uniti e incompresi spesso e volentieri, ma noi questo in realtà l’abbiamo mai visto? O semplicemente siamo stati in balia di un onda comoda che ci ha portato alla deriva, ci ha fatto arenare o di questo non ne siamo consapevoli? Quanto la parola : oceano viene posta come forme di noi stessi, non esiste parola più corretta. Noi siamo un oceano, anche se vogliamo restare attaccati solo alla parte periferica del nostro “essere”. Questa è comune abitudine che porta a non comprendersi e come tale a non comprendere libertà e responsabilità nella loro forma più unita. Noi nella nostra essenza interiore, l’oceano quantico che in noi possiamo ammirare, abbiamo una infinità espansione non comprensibile nella totalità da altri, perché dove noi arriviamo a comprendere quello che rimane è infinito, come tale non potremo mai dare una realistica visione di chi abbiamo davanti. Ne potremo tracciare un profilo fatto da tutti gli elementi che abbiamo , fatto dalle nostre percezioni che sentiamo, ma saremo comunque davanti a uno oceano e chiunque veda l’oceano non ne vede la fine e tanto meno le profondità.

Se osserviamo e rimaniamo per un attimo a comprendere certe cose capiremo con facilità che parlare di responsabilità unita alla libertà è molto complesso, ma non impossibile ,questo dipende dal grado di espansione che avremo verso gli altri e verso noi stessi per primi . Non si può pensare di osservare gli altri se prima non siamo noi stessi a essere osservatori attenti . La speranza come si dice è l’ultima a morire e sperare che questo sia uno spunto per altre persone è importante , perché noi siamo il cambiamento vero universale.

 

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