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La risposta vive nella domanda all’universo

La domanda crea , la risposta distrugge…
Cioè che poni all’universo trova sempre la giusta risposta . La risposta diventa un delitto quando la mente la crea per depistare il giusto atteggiamento verso la vita, te stesso E la tua felicità .
Potrebbe sembrare assurdo vivere di domande e non volerne delle risposte. Ma questo rimane un corretto atteggiamento che pone in noi l’apertura verso la vita e la nostra consapevolezza . Questo non elimina la logica che rimane necessaria per vivere e per avere la qualità analitica in alcune situazioni del quotidiano .
A volte in noi cade il dubbio , posto da preoccupazioni e dalle informazioni errate che il nostro prossimo ci fornisce in forma di esperienza persona che si colloca come un insegnamento giusto. Ma che di fondo non ci appartiene e che, non trova spazi, crea dubbi, e attriti perché non abbiamo di fondo la risposta che la mente voleva . Di per se avere risposte che possiamo accettare è difficile perché troppo abituati a non essere aperti al prossimo. Come tale le persone che tendono ad immedesimarsi in noi alla domanda che poniamo , non danno né neutralità né la risposta che vogliamo . Quindi in noi nasce il blocco, il dubbio e il paragone tra noi è le infinite possibilità . Questo è molto complesso e frequentemente accade. Inversamente se noi poniamo la domanda e non cerchiamo la riposta , la risposta stessa si sviluppa inseguito come forma di consapevolezza e per tanto la,certezza decisionale è più netta. Chiaramente la certezza assoluta è sempre difficile ,ma la convinzione decisionale che in noi arriva ,giusta o sbagliata che sia permette l’esperienza stessa. La più corretta anche se fosse poi errata, perché darebbe in noi un contributo e non una situazione di dubbio costante . Questo viene dimostrato anche il alcune tecniche ,che sicuramente aprono in questa fase una consapevolezza ancora più aperta .
Giustamente non entrare nel tecnicismo serve per non dare una unica direzione a una consapevolezza stessa che rimane personale e individuale . Come tale aprirsi è una scelta che possiamo fare . Alla fine le infinite possibilità esistono a noi cercare ….
Possiamo notare come in questo tempo che definiamo moderno, una forma di regressione si sviluppi: siamo liberi apparentemente e carcerati apparentemente . Questo perché il diritto alla libertà interiore viene prevaricata da una prigione mentale che si radica sempre più . Questa forma di radicazione deriva dalle informazioni che abbiamo e che ci vengono insegnate a giusta ragione come valori. I valori devono esistere , ma il valore primarie non deve essere represso , la libertà e l’identità dell’individuo che in noi esiste . Questo serve a darci l unicità che siamo e, che spesso non esprimiamo per via dei giudizi e delle informazioni che costringono noi ad essere quel che non siamo . Ovviamente nessuno si pone la domanda di quello che siamo in realtà ,perché l’essere se stessi sembra scontato . Ma se così fosse una persona non seguirebbe le masse ma seguirebbe se stesso, come unico riferimento interiore e che, a livello mentale non avrebbe giudizio altrui e tanto meno chiusura verso la vita. Premesso questo possiamo capire come la ricerca sistemica di risposte è la semplice insicurezza che si mostra . La forza risiede nel non avere sempre la risposta ma nel vivere quel che viene . Perché una attitudine forte non cade davanti all’infinito , all’ignoto, lo contempla e lo ama. Lo vede come esperienza supplementare e come verità nuova . Una fragranza diversa in mezzo ad altre mille. Come un campo di fiori dove noi ad un certo punto fiutiamo un aroma nuovo. Più ricco e penetrante che all’istante cambia tutta la nostra emozione sensoriale . Questa è una consapevolezza nuova , ricca e profonda . Rimane il cambiamento che l’universo ci dona . Per questo la domanda crea e la risposta discrea , se cercata sempre e comunque . È una tutela che non permette ma condiziona . Questo è un limite espanso . L’universo stesso è talmente vasto che nulla può contenere, come potrebbe una domanda contenere una risposta efficace ? Difficile e non sempre possibile . Quindi poter decidere la scelta di porre domande aperte crea e riduce il dubbio. Permette e, la parola permettere di per se apre , a differenza del forse che rimane tra le parole più usate ,ma che al contempo non vibra nell’universo quindi non porta nulla a noi .
Questa è una semplice riflessione aperta ,come una consapevolezza diversa che scrivo. Ma se questo fosse certo perché non provarci …..

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