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La prigione

La vita come una cattedrale inviolata, dall’assurda sensazione di una vera essenza. Come spettri che mai si mostrano alla luce, la paura vive nel buio dei tuoi sogni migliori…

La prigione a cielo aperto, come uno sguardo senza fine e poi, un orizzonte troppo vasto per mostrare quel sole che chiami felicità. Di nebbie sono fatte le parole di una esistenza . Dirai e mentirai con le parole nella “scatola”; quella scatola che in te suona, urla e opprime un sorriso e tutta questa giostra di vita è una priogione .

Come un volo libero, in una stanza sconfinata che pensi che pareti n0n abbia, poi sbatti, cadi, urli e non vedi . La prigione sei tu , in te, nelle persone che di te vogliono confine . Un tangibile mezzo di dominio che unisce il loro potere alla tua sommessa esistenza. Il potere è la paura, che nella solitudine si mostra, che nell’emarginazione di mette. Una prova di vita che fa cadere, che eleva i forti d’animo e uccide il cuore ai deboli . Nessun dorma sereno se nella notte i sogni urlano.

La prigione ha porte , serrature . Possiede chiavi d’uscita e crepe dove respirare e osservare la luce. Tu sei il principio di riuscita, l’evaso mai rinchiuso che, da se si racchiude nell’unida e fredda sensazione di una prigione invisibile. La tua mente attaccata a una coscienza rimossa dalla luce di te. Libertà…

Di quante belle parole si dipinge la cella invisibile dove alloggi notte tempo.. Parole calde e riflessi senza spessori, così nel basso rimani in quella unica finestra che mostra il prato verde, che svela il soffio di vento fresco. Il respiro senza stasi, un respiro di libertà unica. Quasi sei un rinuciatario, perdi l’olfatto alla fragranza dei fiori della primavera che fuori arriva e, attende te. Le scelte modificano le luci, il vento e aprono serrature nelle priogioni che fanno soggiornare gli incantati del tempo delle promesse.

Se scorgi nella notte, un varco e, vedi il cielo , poi osservi le stelle che si fiorano . Senti la polvere di esse come luccica al riflesso della tua vita . Un po di lacrime di sofferenza sono banali gocce di freschezza e utilità, per cambiare il senso devoto dei paradossi della tua vita. Un vorrei non libera nessuno, un potrei ma.. non esercita forza di vita. Una parola che mette segni nel volto apre la domanda senza l’interrogatorio scritto a tavolino .

Questo , in questa prigione che tu scegli è il segno che puoi liberare te stesso dalla cella che crei in nome di quello che realmente vuoi . Ottenere è il sordo sentire di tutto quello che altri in te vorrebbero, laddove loro stessi sono vincoli inutili per te che cerchi la vita libera nel tuo diritto d’essere chi sei .

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2 commenti su “La prigione

  1. Molto bello, buon fine settimana Daniele! 🙂

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