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Pagine

Credere che la vita sia un semplice libro, fino a che, le pagine si invertono.

Semplici pagine, quasi scritte e mai lette. Un romanzo visto di sfuggita come se, non appartenesse mai a noi. Fino a che, le pagine peggiori mostrano di noi le debolezze. I protagonisti, diventano incontri e tu, non sai che pensare. Una apparenza molto relativa che mostra una chiamata. C’è chi le chiama prove di vita, c’è chi le chiama sfortune.

Dopo anni, e vari libri solo sfogliati, rivedere protagonisti di quelle opere svelarsi è quasi surreale. Allora, ti chiedi se in questo libro, e tra pagine non tue ci sia una verità da seguire. Una verità che si incarna in ciò che non vogliamo capire o che, semplicemente seppelliamo in spazi scuri di noi . Una risposta esiste sempre, anche se non è mai la prima la più scontata. Tutto ha un perchè postumo e solo in quel sapere antico si vede ciò che siamo destinati ad essere. Non è tutto un orrore, anzi, una meraviglia spesso . Dopo anni e pagine da me scritte comprendo il perchè non esista un risultato di massima, ma semplicemente una via dura. Avrei potuto dire fine, invece anche se cadi e non trovi una via vera. Inizi a plasmare il senso più profondo di te. Inizi a capire che nelle tue parole anche se, sgrammaticate, a volte tortuose , esiste una libertà che doni. Poi ti dici, attento che la vita è una sfida. E’ vero in realtà , perchè la libertà vive in quelle pagine che leggi poco e poi saranno tue. A te viene concesso un privilegio che va al di la dei lettori, quello di essere la cavia di te stesso e di tutte quelle favole che sembrano i tuoi scritti. Sarebbe bello poter volare in fiabe e dare sogni così, semplicemente. In realtà esiste un senso sottile, un amare a distanza con le parole, e nella vita le pagine non tue sono esperienze e tu, le riporti un una chiave diversa, più dolce. Ti fai carico del peggio , cercando di dare il meglio. Dare è l’unica via verso un Dio che non vedo in terra, ma che so che esista. Dopo mille e passa scritti e anni di sperimentazioni di vita, ore ed ore a capire e meditare e far follie che capire che sia il limite, riesco a sorridere di più. Non è mai un vero egocentrismo a contraddistinguere quello che si fa, ma la voglia di coinvolgere la felicità collettiva. Le parole vivono più di noi. Quando di noi se ne perdono le tracce, in un lato diverso, nascosto le parole risorgono come un sole tra la tempesta, hanno un vita loro e poco importa chi sia l’autore. Penso solo che sia bellissimo alzarsi il mattino e sperare che una mia parola sia vostra . Io delle vostre ne faccio tesoro sempre. Credo che il privilegio più bello sia poter comunicare quello che per anni non ho detto. Un perchè non lo cerco qua, ma vivo le pagine non mie per ora, e riporto nella vita la loro sapienza . Per poi riportare una mia sensazione nelle mie.

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4 commenti su “Pagine

  1. “Quando di noi se ne perdono le traccie”… con la “i”???!!!
    Beh, un po’ come perdòno e pèrdono…
    Ti seguo e lascio qui un plauso alla tua sensibilità non comune.
    Non ti fanno tuttavia onore e(o)rrori comunissimi…

    Mi piace

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