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Il percorso 

Ad un certo punto mi fermai ad osservare un raggio di sole che colpiva un sasso. Restai ad osservare per ore questo gioco di luci riflesse. Tornai diverse volte a vedere quella luce sul sasso, senza mai chiedermi al di là di quella luce che effetto avrebbe avuto vederne l’ombra , la parte oscura . Quella parte mai soggetta alla luce . Mi fermai a questo pensiero, come se avessi voluto vedere anche il lato opposto di quel che più mi affascinava . Non c’era paura , ma curiosità . Come se avessi lasciato indietro una parte importante . Quella metà che completa la visione di un oggetto . Un tralasciare quasi spontaneo , che però poi per curiosità dovevo vedere . Allora andai nella parte in ombra e notai come il sasso sembrasse ancora più grande , il doppio tra la sua dimensione e la sua ombra sembravano un tutt’uno . Rimasi colpito da come l’univa visione che avessi avuto , fosse stata poi stravolta da questa cosa. Era strano, era incredibile . Era vedere se stessi quando tutto è a favore , è sei nella luce e come quando tutto è contro sei nell’ombra . Quell’ombra raddoppiava il volume , come nella vita stessa accade quando ti senti con fattori contro . Il volume del peso che hai è doppio , la visione è maggiore perché ingigantita dalle tue paure, dai silenzi , dalle parole errate, dalle tue pretese e dai pesi che ti vengono apposti . Osservando da una terza posizione , quasi distante , come se fossi una terza persona che può vedere te stesso collocato nei due lati del sasso , vedi come in realtà tutto sia diverso , come tutto sia contraddittorio e non così evidente . Noti i particolari da una prospettiva più giusta , con una calma che non mette te in nessun dei due lati , anzi guardi con la serenità un uomo e un sasso . Una luce e un ombra , un qualcosa che si fonde per un secondo ad un tutt’uno . Quello che vedi sei tu .

Il sasso e la luce , l’ombra , e tu, siete semplicemente l’esistenza che ognuno ha in fasi della propria vita , poiché nessuno vive in una costante definitiva di luce o ombra . È questo dice che tutto è mutevole , forse non ha una regola ben definita . Dare regole e definizioni è un forzare la nostra mente senza seguirne il flusso spontaneo e laddove l’occhio vede luce vede opportunità e dove arriva l’ombra no . Si cade in questa altalena di osservazione perché si vorrebbe capire come sposare elementi per restare in una condizione di luce . Forse noi potremmo spostarci , spontaneamente è e sarebbe più semplice , ma il sole gira e come tale non sempre questo serve . Serve l’accettazione che ad ogni passaggio saremo luce , poi ombra , e per un istante neutri tra luce e ombra , divisi a metà . 

Uscendo da ogni condizione , facendo un passo esterno vediamo noi stessi in quel movimento incessante che la vita ci pone , ed è lì che la riflessione interiore , lo spazio a noi concesso , l’opportunità , ed ogni cosa a noi destinata arriva . Poiché l’esistenza interviene quando davvero è il momento adatto . Da riposte , azioni , decisioni , sensazioni . Perché fino a quel momento tutto è mutevole anche se noi corriamo o ci sediamo tutto si muove e lo sforzo che applichiamo diventa sproporzionato . Quando in realtà tutto ha una proporzione che poi l’esistenza ci mostra con una semplicità disarmante , quasi a darci uno schiaffo e dirci : cosa corri a fare . Cosa corri che quello che deve essere sarà , si mostrerà , che alle domande ne avrai riposte e che le risposte già date potranno essere demolite o elevate ancora . Non è che l’equilibrio di quello che siamo rispetto a quello che viviamo a determinare l’ombra e la luce . Ed è vero che più si diventa calmi quasi meditativi più l’esistenza provvede a noi . Perché non osserviamo più né ombre ne luce , siamo luce noi stessi in una qualsiasi ombra , non disperdiamo energia ne accumuliamo e ne diamo ad altri . Perché spesso è così che tutto poi prende forma . Siamo troppo condizionati dall’arrivo è mai suggestionati dal viaggio.  Siamo troppo impauriti dall’ombra e affascinati dalla luce , ma anche nella luce , e il deserto lo insegna , si creano i miraggi . Allora l’ombra diventa rivelazione e non illusione . Siamo troppo legati a ciò che pensiamo e troppo distanti da quella che l’esistenza insegna. Anche il lato opposto ha l’opportunità anche se spaventa , fa male , diventa l’esatto contrario di ciò che pensavano . È una apertura diversa rispetto a quello che la relazione tra noi e la nostra mente ci mostra . È questo che si mostra da un sasso e una luce . Accade anche che tra questa visione tutte le nostre emozioni diventino più vive , perché nel correre dietro alla luce una parte di noi si impegna a correre e una parte si ritrova isolata a sentire . Quando ci mettiamo calmi , in meditazione ciò che è diviso si unisce. Si fonde in quel momento l’interezza di noi , andiamo in relazione con noi stessi nella profondità e cuore e mente diventano sinergia è tutto ciò che sentiamo e vediamo diventano ciò che si chiama verità , ciò che rispetto al sasso e la sua luce e ombra possiamo vedere con la serenità e la consapevolezza che spesso sfugge in balia di queste nostre corse , idee, sensazioni , emozioni . Ma c’è un istante ben definito che tutto trova una sua giusta collocazione e spiegazione . Meditando , calmando , dando spazio a noi e la nostra anima si svela il senso più profondo di tutto . 

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