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Il richiamo 

Se esistesse un tempo, io fermerei a quel istante che il mio cuore batte più forte . Prenderei il suo suono e lo mostrerei al mondo . Un mondo ormai legato al tempo . Legato in quella galera dove il tempo non basta mai . Io seguo il richiamo, il viaggio nuovo . Guardò l’orologio è fermo. In quel momento io vivo . Rinasco ancora, un’altra volta. Osservo me stesso in un specchio , i dettagli che porterò di me saranno dove io non posso vedere , non posso raccontare . Sono i dettagli più intimi , quelli esili e fragili , i più veri . 

Seguirò l’istinto , prenderò il mare da un porto qualunque , il tempo non esiste , la bussola è nel mio lato sinistro . Sarà un lungo viaggio, ma non avrò paura la notte , c’è sempre una stella a farmi compagnia . Ci saranno ricordi , ci saranno canzoni che canterò , quelle amo , quelle che mi danno voce . Prenderò il mare e seguirò il richiamo , perché l’amore muove ogni cosa ed arresta un tempo che non mi serve più . Avrò poche cose con me , le più care , le più semplici . Non voglio il passato, non voglio ciò che era in un oggetto con la polvere . Porterò qualche libro, quelli letti due volte , poiché in essi ho sognato di più .

Prenderò pochi vestiti, quelli con i colori a me più cari . Poche le cose che terrò a me , perché lascio al passato il privilegio di coprire di polvere ciò che rimane . Un velo a separare il vecchio dal nuovo . Seguirò il richiamo senza girar la testa , perché in quel mare non c’è sempre la quiete. Lo sguardo sarà all’orizzonte , vorrò cedere il sole sorgere e poi salutarmi con quel tocco di rosso che nel blu crea magia . 

Scriverò, con l’anima calma , con parole semplici , senza mettere troppi punti. Perché di pause c’è son state molte , adesso il moto perpetuo va scorrere questa essenza priva di materia . Il tempo non esiste, esiste altro , esiste un cuore , un amore , molti colori e la voglia di sognare . 

Nessuno dirà qualcosa perché in mezzo a questo oceano c’è silenzio , lascio le parole lontane . Parole ormai stantie in quelle cantine di monotonia mentale . Dove ogni persona sfoga senza mai ascoltare . Lascio questo , lascio la forma e il suo ritmo  . Un ritmo che uccide lentamente in quel momento che non sai più chi sei, che non respiri senza sentirlo . Lascio ciò che ha pareti , perché voglio uno spazio aperto , voglio senza pretesa , ma anche il cuore urla la sua volontà ogni tanto . 

Seguo un richiamo , non un dovere . Seguo la parte fragile che prende vigore e diventa il punto di partenza , la base ,il porto . Seguo  il richiamo, perché la morte non è in terra ma nell’anima se non viaggia libera .

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