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22/3/16

Basterebbe semplicemente sedersi davanti allo sconfinare del mare. Prendere un filo d’erba e osservalo, godere di quel silenzio . Poi, spostare lo sguardo e vedere un fiore con ape, osservare la natura compiersi , in silenzio , in totale armonia . Socchiudere gli occhi , e poi riaprirli , il tramonto è manifesto in quel rosso, in quel sole che scompare all’orizzonte, che celebra il perpetuo , moto ondoso della vita , avvolto il quel mare piatto, calmo , infinito . Immergersi in questo, in questo senso . Dove non possiedi nulla, non trattieni nulla. Dove puoi solo essere l’esistenza intera e celebrare con essa la vita. Essere presente senza modificare i dettagli , senza spostare nulla, e così facendo non confinare nulla a ciò che domani potrebbe stupirmi di più . Godere senza riserve di un immagine libera di esistere al tuo fianco, che abbia il potere dell’assenza di parole , eppure possa muovere in te poesie infinite , odi alla vita che puoi donare al vento , senza remore, rimorsi e rimpianti di aver perso qualcosa. Potendo vivere e gioire sapendo che nulla è tuo , ma che , come un seme libero nascerà in altri . Perdersi in una vastità che non arresta alla logica, che oltrepassa ogni condizione , sapendo che ogni cosa si ricollocherà nella sua libera posizione e poi , ancora e ancora si muoverà nella giusta direzione non trovando confini , ma spazi immensi e cieli limpidi.

E sarà così , perché lasciando andare tutto.  Tutto tornerà alla sua libera posizione . Senza aver paura, senza restare in trappola . Liberando un immagine nuova che possa stupirmi ancora , senza restare in una memoria ma essendo libera di andarsene per fare spazio ad un altra . Farsi pemetrare da una serenità magica , avvolti dal senso della vita e del suo splendore . Amandosi liberi , amando senza riserve . Suonando una musica fatta di note alte e basse, senza preoccuparsi troppo ,capendo che al di là c’è melodia , vita . Lasciando oscillare il corpo in una danza , dolce , poema fatto di movenze . Sinergia che elegge noi all onda di questo moto perpetuo , dove noi un po più consapevoli che siamo solo spettatori , dove noi non portiamo che noi stessi , senza portarci via nulla che non ci appartiene . Essendo semplicemente il contributo e non il movente , l’idea d’insieme e non il principale segno . Lasciando orme su una sabbia che attende l’onda del mare , per cancellare un passaggio ormai passato, senza dimenticare , senza dimenticarci, ma rendendoci partecipi e complementari alla vita stessa. 

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